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I record sono fatti per essere battuti, i tabù per essere sfatati e così il Toro dopo vent’anni esatti ha vinto il derby della Mole. I granata erano convinti di poter battere la Juve, sicuramente con la testa alla semifinale di Champions con il Real Madrid ed in formazione inedita almeno negli uomini mandati in campo da Allegri e così con il cuore e la voglia di vincere gli uomini di Ventura hanno regalato una grande soddisfazione ai propri tifosi che aspettavano questo momento da quattro lunghi lustri. Come nelle favole più belle a decidere il derby è stato un grande ex, Fabio Quagliarella, che al decimo del secondo tempo con una zampata delle sue ha anticipato Ogbonna e Bonucci ed ha insaccato alle spalle di Buffon. Fino a quel momento il derby viaggiava sui binari dell’equilibrio, rotto alla mezz’ora del primo tempo da Pirlo che, con una punizione delle sue al limite dell’ area, portava la Juve in vantaggio. Era sembrato a tutti che il gol di Pirlo avesse cambiato l’inerzia della gara, con una Juve senza molti dei suoi titolarissimi, fatti riposare da Allegri. Fuori Barzagli e Chiellini in difesa, fuori Evra e Marchisio (squalificato) a centrocampo e con Morata e Matri in attacco. La Juve non spingeva più di tanto sull’acceleratore ma il Toro era più determinato e non ci stava a perdere. Quando per i granata si stava materializzando lo spettro dell’ennesima sconfitta nella stracittadina, proprio ad opera di Pirlo che all’andata aveva gelato i tifosi granata a dieci secondi dalla fine, ecco il pareggio di Darmian allo scadere del primo tempo, grazie anche ad una dormita della retroguardia bianconera, si era capito che la storia di questo derby sarebbe stata diversa. Dopo il vantaggio granata la Juve si buttava a testa bassa nell’area granata ed in ben tre occasioni colpiva tre pali. Il primo su magistrale punizione di Pirlo, il secondo su colpo di testa di Matri ed il terzo su tiro cross dello stesso attaccante con Padelli fuori causa. Lo stesso estremo difensore granata compiva un miracolo su colpo di testa di Sturaro con una prodigiosa respinta alla sua destra. L’ingresso di Tevez e Pepe allo scadere, al posto rispettivamente di Morata e Pereyra, non cambiava la storia della partita. Un derby quindi giocato alla pari dalle due squadre, finalmente degno di quelli che si giocavano negli anni ’70 che però valevano per il primato nazionale e non solo per quello cittadino. La Juve esce sconfitta ma in modo indolore visto il mezzo passo falso della Lazio bloccata in casa dal Chievo. Sono adesso 14 i punti di distacco dei bianconeri dalla seconda diretta inseguitrice a sei giornate dalla fine. Un vantaggio largamente gestibile che però deve consigliare ad Allegri di chiudere in fretta la pratica scudetto per gestire al meglio le forze fisiche e mentali in vista della semifinale di Champions con il Real Madrid.


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