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E’ finita l’avventura di Attilio Tesser sulla panchina dell’Avellino. Fatale per lui, la sconfitta interna di ieri con la Ternana. E ora, per il tecnico friulano, è il momento dei saluti. “I motivi dell’esonero sono legati ai numeri, magari ci si aspettava qualcosa in più e dispiace non aver dato soddisfazioni ai nostri tifosi, soprattutto nelle gare interne – dice ad AvellinoChannel -. A inizio stagione mi era stata chiesta la salvezza, e mancano oramai sei punti a dieci giornate dalla fine per conseguirla. Dopo, al limite, avremmo potuto parlare d’altro. Ho valorizzato tanti giocatori: Bastien è nel giro della Nazionale e prima non lo era, poi Biraschi, quindi Trotta che è andato in A. Se poi si crea una atmosfera con aspettative diverse, questo alla fine condiziona tutto. Io tengo sempre tutto dentro, è facile parlare dopo. Ma ho sempre pensato a lavorare e quello che dovevo dire alla società, lo dicevo nelle sedi giuste. Questa maglia l’ho onorata e sudata. Coi miei giocatori ho avuto un buon rapporto, poi ci sta che qualcuno che giocava meno fosse scontento. Io vivo di correttezza e limpidezza, per questo le mie decisioni possono scontentare qualcuno. Mi sono trovato bene ad Avellino anche se non sono stato mai un mondano. Ho conosciuto persone in gamba che resteranno per sempre amici, questo è stato un piacere per me. E mi sono tolto la soddisfazione di vincere il derby con la Salernitana, anche se non è bastato”.

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