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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Da quando abbiamo ideato la trasmissione, “Buonasera Eccellenza”, il nostro caro direttore, Michele Pisani, ogni volta che gli chiedo di intervenire, va in fregola dicendo: “Voglio parlare del Solofra”. Lui è un solofrano doc, ne è giustamente orgoglioso, ha il cuore gialloblu sebbene da tantissimi anni non viva più in terra irpina. Quando gli chiesi di intervenire la prima volta, lui disse: “Voglio parlare del Solofra”. Attento a non spegnergli l’entusiasmo, gli abbozzai con molta cautela il fatto che non potesse parlare di una sola squadra: “Voglio parlare del Solofra”, la sua risposta. Cercai di prenderlo ai fianchi: “Ti lascio ampio spazio sul girone B” – “Voglio parlare del Solofra”, lo disse quasi digrignando i denti, al che abdicai, però era stato chiaro, bisogna pur ammetterlo. Il sangue è tale perché continua a scorrere più caldo che mai nelle vene a qualsiasi distanza e latitudine. Ogni settimana, prima della trasmissione, mentre concordavamo le grafiche da mandare alla regia, già mi aspettavo la sua espressione gongolante se il Solofra aveva vinto o strappato un buon pari, tutto nell’oblio in caso di sconfitta, come se non avesse giocato.
Quando è stato ufficializzato l’acquisto di Gismondo Gatta, un pezzo da novanta per la categoria, l’ho contattato immediatamente e lui, dalla Romania, si è lasciato andare ad una esclamazione che non potrei mai riportare pedissequamente, ma vi lascio immaginare. “Quest’anno è serie D!”, ghermito da una gioia incontenibile, si è messo già a sognare la corsa nella sua tanto amata città per festeggiare con i suoi compaesani una storica promozione. Certo che il Solofra il colpo l’ha fatto, eccome se non l’ha fatto. Gismondo Gatta era stato acquistato tre anni fa dall’Herculaneum di patron Mazzamauro e mister Squillante per ammazzare il campionato, cosa che avvenne e il numero 4, maglia che si alternava con un altro titolarissimo come Costantino, fu tra i protagonisti. L’anno successivo, l’Afragolese fece il botto portandolo in rossoblu. Per tutta la prima parte del campionato, la squadra di Suppa guidava la classifica per poi cedere la leadership al Portici.
Nello scorso campionato, invece, ha militato nelle file della Puteolana 1902, con la quale, ad onta dei problemi societari che rendono ancora incerto il futuro del calcio a Pozzuoli, è arrivato a giocarsi la finale regionale dei play off proprio contro l’Afragolese. Una gara memorabile per i flegrei, capaci di rimontare tre gol, spingersi fino ai tempi supplementari e vedersi negare un rigore solare. Il dato è chiaro: chi acquista Gismondo Gatta, punta in alto, del resto un giocatore così, non può mica accontentarsi di un progetto poco ambizioso? Ad Ercolano, disegnava parabole per un bomber formidabile come El Ouazni, appena sbarcato addirittura in Lega Pro con la Juve Stabia. Mentre negli ultimi due anni, sia ad Afragola che a Pozzuoli, pennellava per un certo Carotenuto, un talento per il quale già vale la pena pagare il prezzo del biglietto. E proprio Carotenuto è ancora libero sebbene appetito da tantissime società, solo questo doveva sapere Michele Pisani: “Ma vuo’ vedè che ‘mo ce pigliamm pure a Carotenuto?”. Il nostro direttore è fatto così, non ha mezze misure, ma già gongola, come il lunedì all’indomani di una vittoria conciara, perché avere in squadra Gismondo Gatta è un gran lusso.

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