16 Maggio 2026
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Il Bosio parlante: Napoli, conferenza fascista del patròn Duce

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“Il Napoli precisa che la conferenza stampa prevista per oggi, giovedì 28 maggio, alle ore 13, nel Centro tecnico di Castel Volturno, con il Presidente Aurelio De Laurentiis ed il tecnico Rafa Benitez riguarderà solo tematiche inerenti il Napoli e non il futuro di Benitez. Non saranno accettate, quindi, domande relative al futuro dell’allenatore azzurro”. Una velina che manco il Minculpop del ventennio avrebbe avuto il coraggio di rendere nota. Forse la dirigenza del Napoli ignora che, in un regime di libera stampa, oltre che in democrazia, un giornalista ha il diritto e il dovere di porre, con educazione e rispetto, tutte le domande che ritiene più interessanti e opportune. L’intervistato, con cortesia, deve rispondere. Può anche evitare di entrare nel merito con un secco “no comment”, ma qualcosa deve dire. Funziona così. Non si può chiamare “conferenza stampa” un incontro in cui chi dovrebbe comunicare qualcosa pone dei paletti e dei limiti. Questioni deontologiche a parte, e di buon gusto, veniamo ai contenuti del lungo soliloquio del presidente azzurro, Aurelio (Benito) De Laurentiis. La prima notizia, quella che tutti aspettavano, è arrivata: Rafa Benitez non rinnoverà il contratto in scadenza con il Napoli. Il Duce saluta e ringrazia: “Innanzitutto voglio fare i miei ringraziamenti pubblici a Rafa, due estati fa lo volli fortemente, mi conquistò già dopo la prima chiacchierata. Il suo lavoro è stato importantissimo, ci ha dato una dimensione europea ancor più solida e sono soddisfattissimo di quello che ha creato in queste due stagioni. Il nostro rapporto è sempre stato positivo e sereno, le nostre strade si dividono con grande cordialità anche perché sapevamo, che dopo due anni sarebbero decaduti i termini del contratto. Benitez voleva riavvicinarsi alla famiglia ed è un legittimo desiderio dopo tanto tempo lontano dai suoi cari. Tra noi ci sarà sempre amicizia ed un rapporto importante. Gli auguro un futuro radioso perché è un tecnico che merita grandi successi”. Il resto è materiale di repertorio: ““Negli ultimi due anni siamo stati l’unica squadra a vincere due trofei dopo la Juventus e vogliamo ancora vincere in futuro. Abbiamo un piano di crescita che riguarda anche il Club. Ho due priorità al momento. Stanzieremo 30 milioni per costruire un Centro Tecnico per il settore giovanile, abbiamo già visto 20 ettari di terreno su cui formare sei campi da gioco ed una struttura adeguata munita di scuola per accogliere la nostra “cantera”. Poi investirò soldi di tasca mia per la ristrutturazione dello stadio che prenderà via il 31 maggio e durerà 16/18 mesi per completare in maniera perfetta l’intero progetto”. Le ultime parole fumose. In pratica è dalla campagna d’Abissinia che il Duce promette massicci investimenti per lo stadio e la mitica “scugnizzeria” partenopea, la “cantera” locale, ovviamente mai visti. Per ora. In merito alla rosa, lui non ha dubbi: è vasta e competitiva e vuole vincere. Come no. Infatti era già stata eliminata ai preliminari di Champions dall’Athletic Bilbao, è stata estromessa dalla lotta scudetto tra novembre e dicembre, nonostante i titoloni estivi dei grandi giornali che inneggiavano al tricolore (eiaculatori precoci), è stata battuta dalla Lazio in semifinale di Coppa Italia e dal Dnipro (Chi??) in semifinale di Europa League. I vincenti più perdenti che ci siano. Sulla politica aziendale, altro slogan cotto e mangiato: “Non possiamo pagare 8 milioni di ingaggio a un calciatore”. Per carità. Invece si possono spendere 18 milioni per Inler, 10 per Britos, 9 per Jorginho, 8 per Koulibaly. Mentre la Juventus, pagando qualcosa in più sull’ingaggio, ha acquisito, a parametro zero, Pirlo, Barzagli, Pogba, senza contare gli affari Tevez e Morata, costati, rispettivamente, 12 e 20 milioni di euro. Non è che, niente niente, dalle parti di Torino sono leggermente più competenti? Il ds della Juventus è Marotta, noi abbiamo Riccardo Bigon (Chi??). Come suo sostituto, alcuni addetti ai lavori hanno fatto il nome di Gianluca Grava. L’uomo sbagliato al posto giusto. Per continuare a perdere. Sul nome del successore del tecnico spagnolo, naturalmente, silenzio di tomba. Il Cavalier Duce presidente ha specificato che vuole un mister che si senta napoletano. Infatti da più parti si insiste sul nome di Sinisa Mihajlovic, che ha proprio “le physique du rôle” del nativo tra la Sanità e Fuorigrotta, escludendo i quartieri alti. E che si porterebbe dietro i “rinforzi” Obiang, Soriano e De Silvestri. Mentre i bianconeri, noti incompetenti, hanno già investito su Dybala, vorrebbero mettere sotto contratto lo svincolato Khedira, e si sono già assicurati le prestazioni di due giovani promettenti come Sturaro e Rugani. Ma si sa, quelli vincono grazie a arbitri e designatori, da Platinì a Collina. All’ombra del Vesuvio, invece, da De Laurentiis ai tifosi al bar, sono tutti competenti. Modestamente, “lo nacquero”.
sapevate che

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