16 Maggio 2026
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Il Bosio parlante: Napoli, “c’hanno solo il Pandoro”

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bosio lucaServizio di Luca Bosio @riproduzione riservata


Un’altra prova di forza e di maturità. L’ennesima, per il Napoli di Maurizio Sarri. Al “Bentegodi” di Verona si fronteggiano una candidata allo Scudetto e l’ultima in classifica. Un attacco strepitoso contro una pessima difesa e un organico complessivamente modesto, per altro falcidiato da una lunga lista di indisponibili. È l’infermeria a dettare la formazione a Andrea Mandorlini. Il Napoli è al completo, a parte l’assenza di Koulibaly per squalifica. Ma, proprio per queste motivazioni, non è una partita facile. Perché la trama del film “Napoli contro un avversario inferiore” si ripete con costante normalità: azzurri all’attacco, gli altri in otto o nove dietro la linea del pallone. È questo lo spettacolo a cui si assiste, fin dalle battute iniziali. Albiol e Chiriches tengono alta la difesa, la linea dei mediani partenopei è ben oltre il centrocampo. La percentuale di possesso palla è da record. La prima frazione, però, termina sullo 0 a 0. Nella ripresa, non cambia nulla. Maurizio Sarri predica calma e tranquillità ai suoi ragazzi. Il gol è nell’aria. A venti minuti dalla fine, il capitano Marek Hamsik ha un’intuizione geniale. Vede non solo il movimento di Insigne che si smarca per ricevere palla, ma anche il posizionamento tutt’altro che perfetto della difesa del Verona. Lo scugnizzo di Fratta è tutto solo, all’altezza del rigore. Il suo destro non è pulitissimo, ma efficace. La partita si sblocca. Higuaìn e compagni sono più tranquilli. Il raddoppio arriva dopo pochi minuti, sull’asse Insigne-Higuaìn. Il primo rifinisce, dopo aver ricevuto ancora un bel passaggio di Hamsik, il secondo insacca alle spalle dell’incolpevole portiere veronese. I giochi sono chiusi. Il Verona non ne ha più, e rischia di subire il terzo sempre dallo scatenato “Pipita”, che, dopo un perfetto tracciante di Allan, si presenta a tu per tu con il portiere e cerca di superarlo con un “cucchiaio”. Accademia pura. Voti alti, oltre che per i due attaccanti più prolifici in maglia azzurra, al capitano Hamsik e a Jorginho, che è il regista e l’iniziatore di ogni trama offensiva. Tutte le azioni partono dai suoi piedi. Da segnalare anche la discreta prova di El Kaddouri, subentrato al posto di Callejòn. Il marocchino è ormai entrato nel giro dei calciatori tenuti in grande considerazione dal tecnico. Non sarebbero neanche da citare, ma lo facciamo per puro dovere di cronaca, i soliti cori anti Napoli e napoletani da parte dei tifosi del Verona, che prima cantano la “Marsigliese”, in memoria della strage di Parigi, poi inneggiano all’incolpevole Vesuvio, citato sempre a sproposito. Del resto, di questi tempi, a parte la mitologia della povera Giulietta, hanno solo il Pandoro. Confezionato con l’immagine di Valerio Scanu. Non deve essere facile digerirlo.


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