16 Maggio 2026
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Il bello della Dea – l’anno dell’Atalanta

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Luca Alvieri – Redazione –

Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata

Non tutti l’hanno pensato, ma se fossimo già proiettati nella stagione 2017/2018, l’Atalanta avrebbe avuto di diritto l’accesso ai gironi della UEFA Champions League. Penso basti soltanto questo per descrivere la grande annata degli uomini del Gasp, che con un vivaio da fare invidia, coraggio da vendere e tanta tantissima voglia di farsi notare, hanno raggiunto il piazzamento record del 4° posto in campionato; ovvero, l’accesso diretto ai gironi d’Europa League, senza dover passare per alcun preliminare. Con ben 72 punti totali (altro record), i bergamaschi hanno fatto fuoco e fiamme tra le grandi del torneo. Indelebile la doppia vittoria contro il Napoli, dove proprio l’1-0 di Bergamo, all’andata, fece da consacrazione a quella che era una squadra fatta di giovani rampanti e “vecchi” trascinatori. Su tutti: il Papu Gomez. Il numero 10 atalantino, oltre ad aver fatto sfoggia della sua infinita collezione di fasce da capitano, è stato un vero e proprio leader per i suoi compagni. Dentro e fuori dal campo.Risultati immagini per papu dance L’esterno argentino ha concluso la sua stagione con ben 16 reti e 12 assist. Sono in pochi quelli che si possono vantare di aver centrato la doppia cifra in entrambe le classifiche. Ma quello che ne fa un leader, non sono solo i numeri, o almeno non solo quelli in campo; il Papu ha infatti inventato un ballo tutto suo (La Papu Dance) e addirittura è stata creata una canzone dedicata a questo tipo di passo, pensato quasi sicuramente per festeggiare il ritorno in Europa dopo ben 26 anni d’assenza. Il lato giovane, invece, della squadra bergamasca, racchiude un po’ tutta la rosa, da Caldara a Spinazzola, passando per Kessie. Quest’ultimo, passato di recente al Milan. Gli altri due, giusto per stare in tema e per farvi capire la qualità dell’insieme, sono di proprietà della Juventus (Caldara acquistato a gennaio per il 2018). Potremmo stare qui ad elencare ogni giocatore dell’Atalanta di questa stagione, perché veramente ognuno ha avuto il suo ruolo ed uno ad uno hanno avuto il loro momento di gloria; ma probabilmente, diverrebbe un articolo troppo lungo. Da Masiello, l’altro “vecchietto”, a Petagna, uscito dall’ombra delle giovanili del Milan e consacrato quest’anno con i colori bergamaschi; tutti si sono resi utili alle direttive di Gian Piero Gasperini, primo, ma non unico, artefice di questo magnifico non che storico risultato. Sul tecnico lombardo, dopo la triste parentesi Inter, si era attorniato un certo scetticismo legato alla lontananza da quel di Genova. Infatti, fino ad ora, gli unici anni felici del tecnico atalantino, sono stati quelli vissuti alla guida del Genoa, dove ha passato ben 7 anni della sua carriera da allenatore. E questa “maledizione”, infatti, stava per colpire anche su Bergamo, dopo che nelle prime 5 giornate di campionato, l’Atalanta raccolse la miseria di un solo punto. Pur essendo sul filo di un rasoio, però, la dirigenza nerazzurra decide di confermare l’ex Genoa, rinnovandogli una ancor più scettica fiducia, raccogliendo poi miracolosamente i suoi frutti. I bergamaschi, infatti, dopo la sconfitta interna subita dal Palermo per 1-0, hanno inanellato una serie positiva di ben 9 giornate, battendo come detto il Napoli e anche la Roma, per poi fermarsi soltanto allo Juventus Stadium di fronte a quella che poi sarebbe stata la Juve dei record. Un cambio di marcia radicale dell’Atalanta, che però, si vede rallentare dall’impatto psicologico della disfatta bianconera. Infatti, dopo il 3-1 subito a Torino, gli uomini del Gasp hanno vinto soltanto 2 gare in 5 giornate: 2-1 con l’Empoli e 4-1 a Verona con il Chievo. I nerazzurri sembrano non riuscire più a ritrovare il ritmo da grande squadra, ma dopo questo piccolo intervallo, sono ripartiti alla grande, mettendo a segno un’altra serie positiva di 7 giornate; prima di crollare del tutto, sul prato di San Siro. Contro l’Inter, infatti, l’Atalanta subisce una batosta da record: ben 7-1 il punteggio finale. Altro stop psicologico? Stavolta no. Gasperini riesce magicamente a far dimenticare in fretta il marchiante risultato di Milano e ingrana la marcia più alta della sua “utilitaria” per la volata finale…. fino alla conquista dell’Europa. Infatti, dopo la pesante sconfitta del Meazza, l’Atalanta chiude il campionato con un’ultima striscia positiva di 10 giornate; battendo ancora una volta il Napoli e tenendo testa a Roma e Juventus.
Che dire, un’annata straordinaria questa appena conclusa per l’Atalanta, che nonostante dei brutti momenti, ha saputo rialzarsi da grande squadre quale è diventata. Valorizzando i giovani e Rivalorizzando i cosi detti “bolliti”, che tutti insieme, allenatore compreso, hanno formato un gruppo unito dentro e fuori dal campo, capace di conquistare tutto e tutti…Europa compresa.
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Grande appassionato di calcio, italiano ed internazionale. Grandissimo tifoso del Milan, delle favole calcistiche e della storia che il calcio racconta. Se il pallone avesse un volto, sono sicuro che assomiglierebbe al mio...

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