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Quando si inizia una nuova stagione calcistica, ci si pone un obiettivo. Postisi l’obiettivo, poi si cerca di fare di tutto per raggiungerlo. Sì, ma alla fine quello dei granata, qual’è? Perchè in casa Salernitana ancora non è chiarissimo quali siano le aspettative. Da una parte Claudio Lotito, dall’altra Giuseppe Sannino. Il primo, tra un impegno e l’altro, ha ricordato a più riprese che questa Salernitana “ha obiettivi importanti” (inseriti anche come bonus nei contratti dei calciatori), mentre il secondo è pronto a giurare che la società gli abbia dato mandato di “raggiungere la salvezza il prima possibile. Se poi arriva qualcosa in più, ben venga”.
Parole che inevitabilmente cozzano con quelle proferite dalla proprietà, a meno che non si ritenga il mantenimento della categoria un obiettivo importante. Puntare un obiettivo e fare di tutto per raggiungerlo. Sì, proprio così. Perchè sarebbe un bene per tutti. In primis per i calciatori. Esempio: una squadra che punta a qualcosa in più della salvezza, magari ad un piazzamento a ridosso della zona play-off, gestisce in maniera diversa alcune fasi del match. Se l’Ascoli è in difficoltà, dà la sensazione di essere più fragile del previsto dietro e riesce ad arrecarti grattacapi solo sporadicamente grazie ad invenzioni dei singoli (leggasi Cacia, ndr), una squadra che ha come obiettivo quello di presidiare le zone nobili va ad attaccarlo, cercando di portare quanti più uomini nella metà campo avversaria. Insomma, si prende qualche rischio. E’ un esempio, chiaramente, che però fotografa perfettamente la situazione. Spesso, nel calcio, gli allenatori riescono a trasferire le proprie emozioni ai rispettivi calciatori anche senza aprir bocca. Magari solo apportando alcuni cambi. Un altro esempio? Col passaggio alla difesa a quattro nel corso del secondo tempo e con Perico a fungere da difensore aggiunto, continuando a dar fiducia a Caccavallo e magari inserendo Rosina al posto di Zito, forse sarebbe passato un messaggio diverso. “Proviamo a vincerla, ragazzi”. Ed invece la Salernitana s’è dovuta accontentare di un pareggio che muove la classifica, certo. Che vuol dire quarto risultato utile consecutivo, tutto vero. Ma che ancora non dipana la matassa legata ad una componente fondamentale: l’obiettivo finale. La squadra, nonostante alcune lacune (manca una mezz’ala di qualità ed un difensore di piede sinistro, soprattutto se si vuol continuare a giocare con tre centrali), presenta in rosa profili di tutto rispetto e che, a dirla tutta, sarebbe un peccato impiegare andando alla ricerca di una semplice salvezza. Quest’anno, a differenza di quello passato, le potenzialità per osare ci sono tutte. Non si sprechino. Chissà il co-patron cosà avrà pensato ieri, al termine della gara, alla luce delle dichiarazioni rilasciate a più riprese su questo argomento. Puntare ad un obiettivo e raggiungerlo, tutti insieme: per evitare un altro campionato anonimo. E magari per regalare anche qualche soddisfazione ad un pubblico e ad una piazza che hanno sempre dimostrato calore e vicinanza alla squadra.

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