Views: 1
Era una partita da non sbagliare perché ci si giocava l’accesso alla doppia semifinale di coppa Italia. Il Napoli è riuscito a spuntarla contro l’Inter, quando stava per scadere il terzo dei quattro minuti di recupero assegnati dall’arbitro. Ormai i supplementari erano nell’aria, già ci si preparava per un’ulteriore mezz’ora di gioco. Poi è successo che Ghoulam, direttamente dalla rimessa laterale, abbia lanciato Higuain che, approfittando di una marcatura approssimativa di Ranocchia, ha seminato tutta la retroguardia nerazzurra battendo Carrizo con un tiro a giro mortifero. E lì il San Paolo è venuto giù, esplodendo di passione per suggellare un periodo in cui il Napoli è più tonico che mai. C’era quasi il pienone allo stadio di Fuorigrotta, la gente ha sfidato il freddo perché tutti ci tenevano a proseguire il cammino in una competizione che, più si va avanti, più diventa intrigante. Ma ci teneva anche Benitez che ha schierato la formazione per vincere, con la novità costituita dall’impiego di Koulibaly come terzino destro e la coppia centrale Albiol-Britos con Strinic a sinistra. E proprio sul biondo terzino croato bisogna spendere una parola d’elogio in più. Davvero straordinario il suo apporto, non ci si aspettava che entrasse subito così in sintonia con la squadra, non sbaglia un appoggio, è puntuale negli anticipi e nelle chiusure difensive, si propone spesso in avanti con sovrapposizioni e sortite sempre insidiose. Per il momento, è un super acquisto per il Napoli, si prevede una staffetta infinita tra lui e Ghoulam che, come dimostrato dopo il suo ingresso in campo, meriterebbe una maglia da titolare. Ottima anche la prova di Koulibaly in versione terzino, la concentrazione e l’eleganza negli interventi fa passare in secondo piano anche qualche svarione che c’è stato ma che non può macchiare una prestazione che va oltre la sufficienza. A centrocampo, encomiabili come sempre Gargano e David Lopez, sempre diligente quest’ultimo, esplosivo e determinato l’uruguaiano. Contro la sua ex squadra, a cui aveva ammiccato con parole che qualche napoletano ancora non gli riesce a perdonare, si è esaltato come non mai da guadagnarsi gli applausi della maggior parte dello stadio. A supporto di Higuain, sono partiti Callejon sulla destra, Hamsik al centro e De Guzman sulla sinistra. Il Pipita quasi subito ha avuto la possibilità di sbloccare il risultato su un delizioso suggerimento di Hamsik ma ha aspettato il 93′ per rendere la vittoria più bella quanto sofferta. Sempre generoso e indefesso De Guzman, arresosi nel finale per una botta che non dovrebbe faticare a smaltire, mentre è Callejon che appare ancora spento e abulico, non più incisivo come ci ha abituati. Ottimo Andujar tra i pali, non che sia stato impegnato tantissimo, sul palo di Icardi non poteva arrivarci, mentre si è fatto trovare pronto sul tiro sul primo palo di Puscas, per il resto attentissimo nelle uscite e padrone della sua area di rigore. Relativamente alla partita, è stata una beffa per l’Inter ma, tutto sommato, il Napoli ha meritato per le occasioni prodotte e per la mole di gioco. Mancini ha detto che la sua squadra se la sarebbe giocata e così è stato, partita dignitosa da parte dei nerazzurri per i quali ci sono da trarre segnali confortanti dalla serata napoletana. Al Napoli pare che manchi ancora quella cattiveria sportiva in fase di finalizzazione, si concretizza poco in rapporto alla produzione, non sempre gli episodi saranno favorevoli. Le semifinali sono in cassaforte, ora bisogna pensare al campionato perché a Fuorigrotta arriva un’Udinese che, in due partite, ha già creato parecchi problemi ma servono i tre punti se si vuole sperare ancora nel secondo posto. In questo 2015 è un Napoli più quadrato, completo e maturo che, però, non può permettersi di fermarsi anche se gli impegni aumentano sempre di più e non sarà facile girare sempre a ritmi elevati.


Lascia un commento