29 Maggio 2024
  • www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
  • Direttore Responsabile: Michele Pisani

Gli ex del calcio: Antonio La Palma, “Ho un rammarico ed è quello di non aver mai giocato con la maglia dei lupi al Partenio”

Views: 587

Scongiurato il rischio di un “perentorio” quanto reiterato incrocio di braccia e conseguente “congelamento” di qualsivoglia attività ci rimettiamo al lavoro, alla caccia dell’ennesimo calciatore che ha indossato la mitica maglia biancoverde. L’amarcord vive anche funzione di questo. L’abbiamo “sparata” grossa ma chi non punta in alto, resta ed inesorabilmente, sempre indietro. Puntiamo, poi, sulla protezione del nostro direttore e sul fatto che ci considera, almeno così dice in giro, elementi di spessore. Ci crediamo? In tutta onestà, la cosa ci fa tanto piacere. Avanti così. Scrivere dell’Avellino, della nostra squadra del cuore, ci riempie di orgoglio. Torniamo indietro nel tempo, all’anno della prima apparizione in massima serie. Correva l’anno 1978. Trentadue stagioni sono trascorse ma il tempo non ha e per nulla affievolito quei ricordi. Unici quanto incancellabili. Antonio La Palma è stato uno dei tanti, tra i tanti che sono sempre nei nostri cuori. Una sola gara, una sola battaglia ma merita il rispetto che abbiamo tributato ai tanti che si sono alternati in questa rubrica. Antonio La Palma oltre ad aver giocato in massima serie con i partenopei e gli irpini è stato anche il terzino scelto dal selezionatore della nazionale che vinse poi i mondiali nel 1982. Era tra i difensori a sinistra con Rocca, lo stesso Roggi, Cabrini e Gentile. “Si, vero. Poi Bearzot scelse il duo Gentile-Cabrini, ebbe ragione a puntare u due grossi campioni ma anche il sottoscritto era di quell’elenco”. La prima domanda riguarda la sua illustre carriera, Brindisi dalla C per poi arrivare in cadetteria. Il grande salto con il passaggio nel Napoli che fu di Vinicio, quattro stagioni e novanta presenze. Poi andò via, come mai scelse proprio la compagine biancoverde? “Venni con piacere ad Avellino. Ho sempre giocato al sud, la mia terra, e indossare la maglia dei lupi per me è stata una soddisfazione anche se, come tutti sapete, solo per un mese. Ho un bel ricordo e forse anche qualche rimpianto”. In che senso? “Non aspettai, volli andare via perché non giocavo ma se fossi rimasto…” Chiediamo sempre di raccontarci un aneddoto, un fatto curioso, tocca anche a lei. “Io e Lombardi ne combinavamo di tutti i colori. Ricordo lo scherzo fatto al cameriere di un noto ristorante di Mercogliano. Aveva mal di schiena ed io dissi ad Adriano di dargli una delle nostre pillole miracolose. Era un anti dolorifico, quasi collassava. Se ci vedevi scappare. Io ed Adriano eravamo grandi amici, facevamo molti scherzi. Pensa che lo chiamai quando era ospite nella redazione del Corriere dello Sport e mi riconobbe subito. Era un grande in tutti i sensi”. Ha giocato una sola partita, come mai? “A Milano, nella gara d’esordio persa con il gol di Chiodi su rigore successe un fatto strano. Non si sapeva ancora di chi fosse la società, eravamo nel bel mezzo di un passaggio di quote. Io ed Adriano eravamo senza documenti e l’arbitro non ci voleva far giocare. Io mi arrabbiai molto. Ricordo che gli dissi che ero stato nel Napoli per quattro anni in massima serie e come poteva non conoscermi, lo stesso fece Adriano ma non ci fu nulla da fare”. Come mai scelse di scendere di categoria e di lasciare l’Avellino? “Il motivo per il quale sono andato via, con sommo dispiacere, era squisitamente tecnico. Nulla da togliere alla bravura di Moreno Roggi che per me resta un amico caro ma quell’anno si puntò su un atleta che non avrebbe mai potuto giocare l’intera stagione per il grave infortunio che gli spezzò la brillante carriera ai tempi della Fiorentina. Capii che avrebbero puntato poco su di me ed io avevo voglia di giocare. A malincuore chiesi al presidente di cedermi ad una squadra della mia regione e cosi andai a Lecce”. Da quanto ci dice non ha mai giocato al Partenio ma lo ha fatto da avversario? “Ho giocato contro i lupi con il Brindisi l’anno della vittoria del campionato. Poi toccò all’Avellino con quella splendida cavalcata e la storica sfida con il Lecce”. Qualche rimpianto? “Ho un rammarico ed è quello di non aver mai giocato con la maglia dei lupi al Partenio. Facemmo la coppa Italia a San Benedetto e la prima gara, con la Lazio la disputammo al San Paolo, di campionato vinta con il Verona ero in tribuna”. Ricorda la sua partita in biancoverde? “Come potrei mai dimenticarla. Ho giocato con il Torino. Gol di pugno di Pulici, Io e Di Somma avemmo anche i complimenti da Marchesi ma nella successiva gara con gli scaligeri non fui nemmeno convocato. Dopo quella volta decisi di andare via”. Chi ricorda con affetto di quel periodo anche se breve? “Pasquale Casale. Ho giocato con lui anche nel Napoli. Un giocatore fortissimo. Adriano Lombardi, Eliseo Croci, Peppe Massa e Salvatore Di Somma. Con alcuni di loro mi vedo spesso e con enorme piacere”. Una curiosità, l’ultima. E’ vero che la consideravano uno “sciupa femmene”? “Vero anche questo. Diciamo che non mi tiravo mai indietro”. Cosa fa adesso La Palma nella vita? “Faccio l’allenatore. Adesso sono in attesa, diciamo che vivo ancora di calcio, questo sport è la mia vita”. Signor Antonio è stato un piacere averla intervistata. “Michele ma chiamami Tonino, per gli amici sono semplicemente Tonino, salutami gli amici e conservami una copia dell’intervista”. Missione compiuta, ancora una volta siamo stati puntuali. La nostra rubrica dura da tre anni, segno che a voi lettori è entrata nel cuore. A presto con un’altra avventura.

About Michele Pisani 2884 Articoli
Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.