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La sensazione è che questo 2017 segni la rinascita definitiva della Formula 1. Di certo lo è per chi guarda, probabilmente lo sente anche chi guida: spettacolo, pressione, estremismi, duelli. Il duello nello specifico può essere riassunto come la teatralizzazione perfetta dello scontro, l’esaltazione del combattimento individuale; da Davide e Golia ad Ettore e Achille, da Turno ed Enea agli Orazi e Curiazi, l’ultima versione sembra essere la sfida infinita tra Lewis Hamilton e Sebastian Vettel.
Il quinto round è andato all’inglese, semplicemente gladiatorio nell’arena del Montmelò, Barcellona. Gara pazzesca, in bilico fino all’ultimo, deliziosa nell’offrire una miriade di spunti e di punti di vista differenti. Partiva in pole, Lewis Hamilton, ma Vettel si è rivelato stupefacente in partenza, con uno spunto da leader che gli ha permesso di condurre la gara per le prime 16 tornate, mentre i due finlandesi Raikkonen (contatto al via) e Bottas (motore in fumo) abbandonavano la contesa per lasciare ancor più spazio ai due cannibali.
La scelta di montare le Soft al primo pit-stop è stata probabilmente decisiva, in negativo, per Vettel. Una scelta presuntuosa, perchè in Ferrari dovevano gestire la gara ed adeguarsi ad Hamilton, magari imitandolo. Una sorta di autogol quindi, che ha permesso all’inglese l’arbitrio di poter scegliere, distinguendosi e quindi tentando un qualcosa di differente da chi lo precedeva. E si sa che quando si parla di strategie, in Mercedes raramente sbagliano. Il vice-campione del mondo ha montato dunque gomme Medie, lasciando l’ultimo treno di Soft nuove per la parte finale della gara, che gli ha permesso di avere una prestazione certamente maggiore, a vetture scariche di carburante.
Hamilton, favorito da una Virtual Safety Car al momento del secondo pit che gli ha permesso di guadagnare diversi secondi, è stato comunque strepitoso nel guadagnarsi la vetta della gara in pista, con un sorpasso netto e deciso su un Vettel letteralmente sverniciato, svantaggiato dalla gomma Media. A venti giri dal termine, la gara si è praticamente conclusa lì, in quanto il degrado delle Soft montate da Hamilton è stato praticamente inesistente, segno di una miglioria evidente da parte della Mercedes che aveva lamentato questo problema nelle prime gare. Incredibile, in questo senso, il best-lap fatto registrare dall’inglese al terzultimo giro, dopo più di 30 tornate con lo stesso pneumatico.
Dopo il dualismo in vetta al Gran Premio, il nulla. Il podio se lo prende Daniel Ricciardo, con la prima gioia stagionale della Red Bull, ma è impensabile che il terzo classificato possa chiudere ad un minuto di distacco dai primi due. Urge la sveglia per la scuderia austriaca, o rischia di diventare un’annata fragorosamente silenziosa ed anonima. Out alla prima curva anche Max Verstappen, toccato da Raikkonen a seguito del contatto tra il ferrarista e Bottas che ha compromesso la gara di tutti. Quarte e quinte le due Force India di Perez ed Ocon, rivelazioni finora del Mondiale, mentre dopo le ottime qualifiche di ieri Alonso non riesce a confermarsi e chiude lontano dalla zona punti.
All’alba di Montecarlo, la classifica recita Vettel 104, Hamilton 98, con Bottas e Raikkonen già staccatissimi. Il mondiale è più acceso che mai, e giura di offrirci un anno di duelli incandescenti come quello di oggi. Hamilton fà eco al Bottas di Russia, ma la Ferrari è lì; show must go on!

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