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TOMMASINI – E’ il vero regista del reparto arretrato di Di Costanzo. Sempre pronto a mordere le caviglie avversarie ed a mettere toppe là dove occorre. Come quando, nel finale, rimedia ad un errore in disimpegno di Varchetta. Generoso ed instancabile, non sbaglia praticamente nulla.
COSTANZO – Piede morbido e smalto di un ragazzino. Ispira due dei tre gol di Longo con le sue pennellate da calciatore vero, di grande qualità, e picchia quando le acque si fanno torbide. La nuova dimensione come mediano in coppia con Ausiello, lo sta esaltando più che mortificarlo. Va detto, però, che anche con Liquidato ha spesso interpretato il ruolo di interno e non solo di play. Impossibile chiedere di più ad un centrocampista così completo. Specie alla sua età che però, fortunatamente, è solo “anagrafica”.

ANGELILLO – La rapacità con la quale si va a recuperare un pallone quasi perso, costringendo al fallo ingenuo il proprio avversario, è encomiabile. Dalla punizione successiva scaturiranno il lob di Costanzo e il sigillo prepotente di Longo per il vantaggio nerostellato. Fa lo stesso qualche minuto dopo, sebbene in una posizione più arretrata. Prezioso e audace in fase di ripiegamento. E’ un gioiello di cui si sentirà parlare in futuro.
LONGO – Se è un piacere vederlo giocare ancora nella Frattese, è parimenti un peccato ammirarlo in una categoria che non gli appartiene. I tre gol parlano per lui e descrivono tutto: prepotenza, astuzia, tempismo, rapacità e cattiveria. Chapeau.
Stefano Sica
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