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Il Vicenza non naviga in buone acque di classifica. Certo, giocare tra i cadetti quando ci si stava preparando ad un campionato di Lega Pro, è già molto, però, ora si lotta per non retrocedere e bisogna attrezzarsi. I berici si stanno comunque giocando le loro carte e, pian piano, stanno facendo dei piccoli passi avanti. L’amalgama non è stato ancora trovato, mister Marino ha bisogno di un altro po’ di tempo dopo essere subentrato a Lopez, ma la vittoria contro la Pro Vercelli ha portato una ventata di serenità. Per saperne di più sul Vicenza, contattiamo il gentilissimo Giovanni Barcaro, giornalista di Biancorossi.net. Il collega veneto ci fornisce prima una ampissima panoramica sui prossimi avversari degli uomini di Rastelli: “Era difficile fare previsioni all’inizio, soprattutto se pensiamo che il 29 agosto era stata fissata la conferenza stampa per giocare la prima partita del campionato di Lega Pro contro la Giana Erminio, mentre si è trasformata nell’occasione per annunciare il ripescaggio. Il calendario cadetto ci metteva di fronte al Latina in quella che doveva essere la prima giornata per il Vicenza, pensandoci può sembrare un paradosso, un giorno si era convinti di affrontare una compagine reduce dalla serie D, in quello successivo cambia lo scenario e si poteva giocare contro il Latina che, lo scorso anno, è stato ad un passo dalla promozione in serie A. Veniamo al Vicenza: è stato costruito per fare bene in Lega Pro, mentre ci si è ritrovati tra i cadetti, una categoria totalmente diversa. Bisogna anche dire che dalla finestra di mercato di settembre, è arrivato anche qualche buon giocatore, penso a Ragusa, Di Gennaro, ma ci si è messa anche la sfortuna perché un giocatore come Ragusa ha fatto capire subito di poter diventare il trascinatore e non ci voleva quel brutto infortunio che gli ha pregiudicato la stagione. Sarà sicuramente un cammino difficile, irto di insidie, non a caso la prima vittoria è arrivata alla quinta giornata contro il Bari. Poi c’è stato anche il problema allenatore, con la società che ha deciso di dare il benservito a Lopez, una bandiera per i tifosi vicentini essendo stato il capitano di quella squadra che vinse la coppa Italia. Sul suo esonero ci sarebbero tante cose da dire, perché è stata sbagliata sia la modalità che la tempistica, si è avuto la sensazione che la società non aspettasse altro, del resto lui si sentiva costantemente sulla graticola. Tutto sommato, non si sta andando malissimo, anche perché ritengo che questo sia il Vicenza migliore degli ultimi sette-otte anni”. Quindi, ci sembra di capire che la tifoseria non abbia accettato di buon grado il defenestramento di mister Lopez, assurto a totem per le glorie del passato: “Sì, i tifosi si sono opposti all’esonero di Lopez, tant’è che i cori erano tutti per lui. Bisogna dire che c’è anche chi va al di là dei sentimenti e ritiene comunque che sia stato giusto correre ai ripari ingaggiando un tecnico più esperto. Però, Lopez ha dimostrato di essere un grande motivatore, di saper tenere il gruppo unito e di attirare tutti i problemi su di sé affrancando i giocatori”. Comunque, il fatto di aver vinto nel turno precedente, significa che il lavoro del nuovo allenatore sta portando i primi frutti: “La Pro Vercelli vista al Menti è stata davvero poca cosa. Anche se è stata la prima settimana in cui Marino ha potuto preparare bene la partita, con il Carpi ha avuto a disposizione un allenamento e la rifinitura. Contro i piemontesi qualcosa di nuovo si è visto, non foss’altro per la mentalità del tecnico, Lopez era un difensivista, Marino più offensivista. Per quanto concerne l’atteggiamento generale, un allenatore ha bisogno di tempo per plasmare una squadra. C’è stato anche un cambiamento dal punto di vista del modulo: dal 3-5-2 di Lopez, che di fatto era un 5-3-2 sulla linea del “prima non prenderle”, si è passati ad un 4-3-3, il tridente può sembrare un po’ mascherato ma si cerca di più la porta”. I numeri dell’attacco sono impietosi: il Vicenza è in fondo alla classifica con nove centri. Davvero troppo pochi per una squadra che ha bisogno di punti per tirarsi fuori dai bassifondi: “Ma il problema non è solo l’attacco, c’è anche la difesa che, in ogni partita, commette sempre delle sbavature. Lo stesso è successo proprio contro la Pro Vercelli che era passata in vantaggio prima di essere raggiunta e superata. I problemi di finalizzazione poi sono oggettivi: rinunciare a Ragusa ha complicato le cose perché era lui il valore aggiunto, il terminale offensivo per il quale la società ha fatto anche un grande investimento economico ma non sarà più a disposizione. Resta ancora il cannoniere della squadra con tre gol segnati , la doppietta con il Perugia e la rete che ha deciso la partita con il Bari. Due gol sono stati siglati anche da Cocco che, però, è fuori forma e non sta rendendo secondo le aspettative. Con la Pro Vercelli, ha segnato grazie a due punizioni, il resto dei gol sono giunti dal dischetto, ecco perché senza Ragusa le polveri sono ancora più bagnate”. Con il bravo collega proviamo anche ad abbozzare la probabile formazione con cui mister Marino dovrebbe presentarsi al Partenio-Lombardi: “In settimana ha avuto problemi anche Giacomelli e credo che non scenderà in campo. Tra i pali rientrerà Bremec, assente per influenza contro la Pro Vercelli. Nei quattro di difesa, a destra ci sarà Sampirisi con Gentili sulla corsia opposta, D’Elia potrebbe essere schierato qualora servisse maggiore spinta. A centrocampo, dovesse farcela Di Gennaro, si occuperà lui di dettare i tempi, con Moretti e Cinelli ai suoi lati mentre, in caso di forfait dell’ex Palermo, si accentrerà Moretti con Sciacca a completare il terzetto. In attacco, sarà Cocco la prima punta, con Laverone alla sua destra e Lores Varela sulla sinistra”. Almeno in questo momento, sarebbe decisamente fuori luogo vedere un Vicenza lottare per un altro obiettivo che non sia quello di salvarsi: “Considerando che questa serie B è stata un regalo, l’obiettivo deve essere quello di mantenere la categoria senza pensare ad altro. Del resto, tutti sono consapevoli che bisogna volare bassi, questa squadra, sulla carta, avrebbe tutte le caratteristiche per salvarsi ma è una stagione particolare, quindi, prima si conquistano i punti necessari per la permanenza in cadetteria e meglio è”. Statistiche alla mano, dovrebbe essere una partita senza senso tra Avellino e Vicenza. Gli irpini sono un rullo compressore in casa non avendo mai perso, mentre i biancorossi hanno totalizzato solo due punti lontano dalle mura amiche. Questo il pensiero di Giovanni Barcaro: “Per il Vicenza sarebbe una impresa riuscire a strappare un pari, tornare con un punto da Avellino sarebbe grasso che cola. Se dovesse arrivare una sconfitta contro gli irpini non dovrebbero partire processi perché ci starebbe tutta, mentre la gara da non sbagliare è quella contro il Cittadella. Anche per questo, ritengo che mister Marino voglia preservare alcuni giocatori. Questo non significa che il Vicenza parta battuto, ogni gara a storia sé e tutto può succedere”.


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