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Contatto con Giorgio Basile giornalista dell’emittente di Dazn. Considera la Nazionale forte e frutto della bravura di Roberto Mancini. Entusiasmo è quello che traspare da questa intervista di Giorgio nello svolgere questa bellissima professione. Già al Liceo cominciò il suo lavoro ed è proseguito sino all’arrivo a Dazn. Si dice favorevolissimo alla Var.
Raccontaci qualcosa di te. Dove nasci e chi sei
Sono Giorgio Basile, ho 24 anni e sono uno dei telecronisti di DAZN. Sono nato a Benevento, ma quando avevo 9 mesi, i miei genitori si trasferirono ad Alba Adriatica, in Abruzzo, dove vivo tuttora. Per 8 anni, però, dal 2008 al 2015, ho vissuto a Cesena, dove ho frequentato la Scuola media e il Liceo Linguistico. Sono tornato in Abruzzo per iscrivermi alla facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università a Teramo, dove mi sono laureato nel 2019.
Il calcio come nasce questa passione che poi diventa un lavoro
Il calcio è sempre stato la mia passione fin da bambino. Ho iniziato a giocare all’età di 5 anni con la squadra di Alba Adriatica. Ho giocato fino al 2015, quando mi sono tolto la mia soddisfazione più grande vincendo il campionato Juniores regionale dell’Emilia-Romagna con il Gambettola, squadra in provincia di Cesena.
La passione per le telecronache nasce da piccolissimo, grazie a delle VHS che mi comprò mio papà. Erano le VHS “Goal Parade 200” che potevi trovare in edicola, una raccolta di 200 goal tra i più belli della storia. Ricordo che tutti avevano la telecronaca originale dei vari Pizzul, Piccinini e Caressa e mi innamorai delle loro voci. Da lì a poco iniziai a divertirmi provando a fare le telecronache mentre giocavo alla Playstation.
Dove è iniziata la Tua carriera
Tutto nasce al Liceo: entrai a far parte del giornalino della scuola e mi occupavo della sezione sportiva. Essendo un Liceo Linguistico e quindi a netta prevalenza femminile, mi impegnai per trovare degli argomenti sportivi che potessero catturare anche chi lo sport non lo amava e non lo seguiva. Quindi inizia a raccontare le storie di personaggi che ebbero un grande impatto nel mondo sportivo e non solo, come Árpád Weisz, Gigi Meroni e Alex Zanardi.
Il primo vero passo importante della mia carriera arrivò nel 2015 con “Il Martino”, una testata abruzzese per la quale seguivo i match del campionato di Eccellenza regionale. Poco tempo dopo, iniziai un’altra collaborazione con il sito “AbruzzoGol”, per il quale realizzavo riprese delle partite e varie interviste.
La svolta decisiva arrivò nell’aprile del 2016, quando a Torino frequentai il workshop di telecronaca con Enrico Zambruno, telecronista di JTV, la tv ufficiale della Juventus. Enrico mi trasmise una carica incredibile e una passione tale da realizzare che volevo specializzarmi esattamente in questo campo, volevo diventare un telecronista a tutti i costi.
Il mese successivo, grazie ad Enrico che mi aveva segnalato come uno dei migliori partecipanti al suo workshop, arrivò la chiamata di Lega Pro Channel (attuale Elevensports), la web tv della Serie C. In poco più di cinque anni ho realizzato più di 100 telecronache, seguendo in particolare il campionato della Sambenedettese.
Dall’ottobre del 2018 faccio parte della famiglia di DAZN come telecronista e bordocampista del campionato di Serie B.
Ora lavori per Dazn come Ti trovi e che ruolo hai
Ho iniziato come bordocampista, ma nell’ultimo anno sto facendo anche molte telecronache. è stato tutto pazzesco sin dall’inizio: per un ragazzo come me, entrato far parte del gruppo DAZN a 22 anni, lavorare con tantissimi professionisti con anni e anni di telecronache alle loro spalle, è stata un’opportunità incredibile e per questo devo ringraziare Marco Foroni e Paolo Siravo che hanno avuto e continuano ad avere fiducia in me.
Che consigli ti senti di dare ad un giovane che vuole iniziare questa attività?
Di metterci tanta passione e, purtroppo, di avere sempre un Piano B perché è un mondo molto selettivo e instabile. Può davvero succedere di tutto.
L’importante, comunque, è studiare tantissimo, fare tante prove e cercare di migliorarsi ogni giorno. Non basta essere bravi o avere una bella voce, ci vuole anche tanta preparazione e tanto amore per questo lavoro.
Var, come giudichi questo esperimento?
100% favorevole. Gli arbitri sono esseri umani ed è assolutamente normale che commettano errori all’intero dei 90 minuti. La tecnologia, oltre a diminuire drasticamente il numero degli errori, è stata fondamentale anche per cambiare il rapporto tra arbitro e giocatori in campo. Ora si nota un maggior rispetto e meno proteste. Sicuramente va rivisto e corretto qualcosa, ma siamo su un’ottima strada.
Gli Europei si avvicinano come vedi la nazionale italiana di Mancini
Dopo l’incredibile delusione del 2018, non era facile reagire subito e, soprattutto, ricreare un ambiente forte e unito. Non solo tra i giocatori, ma anche per il pubblico a casa: era da tanto tempo che non ci si divertiva a guardare le partite della Nazionale, e tutti i meriti vanno a Roberto Mancini. La squadra può fare molto bene: un mix giusto di esperienza e gioventù, di qualità e quantità. Sono fiducioso.

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