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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
E’ vero che questa partita non contava nulla ai fini della classifica, ma perdere cosi, contro un’avversario nettamente inferiore, non è mai una cosa gradevole. Soprattutto se ti chiami Milan. I rossoneri escono sconfitti nella loro ultima apparizione nel girone di Europa League per mano del Rijeka che, già certo dell’eliminazione, esce con onore dalla competizione battendo per 2-0 la squadra di Gattuso. Erano 15 anni, inoltre, che il Milan non perdeva una partita di Europa League, ovvero da quello sciagurato 4-0 subito in casa del Borussia Dortmund nel 2002.
Gennaro Gattuso si presenta in Croazia senza i titolarissimi, lasciati tutti a casa per ritrovare mente e corpo. Convocati tra i big solo Romagnoli e Bonucci, con il solo ex romanista a scendere in campo. La formazione del Milan, infatti, presenta un 11 di partenza del tutto nuovo, con Zanellato, Biglia e Locatelli a gestire il centrocampo, Calabria e Antonelli sulle fasce, Cutrone e Silva in attacco e difesa composta da Romagnoli, Zapata e Paletta, all’esordio assoluto in questa stagione. Infine, in porta, Marco Storari.
La partita inizia subito in salita per il Milan, visto che Puljic, al settimo minuto, si trasforma in Andrea Pirlo e disegna un perfetto calcio di punizione che sbatte contro il palo e finisce alle spalle del numero 30 rossonero. La risposta dei rossoneri tarda ad arrivare, cosi come la costruzione di manovra, tanto che l’unica occasione da gol arriva a ridosso dell’intervallo con Patrick Cutrone che, lanciato da Zapata, tenta senza successo il pallonetto sul portiere Sluga.
A inizio ripresa, dove si aspettava una crescita da parte del Milan, arriva invece il clamoroso raddoppio dei padroni di casa: fuga sulla sinistra di Kvrzic, palla al centro per Gavranovic e palla che passa sotto le gambe di Paletta prima di appoggiarsi in fondo alla rete. 2-0, dunque, dopo appena due minuti di gioco della ripresa. Gennaro Gattuso passa dunque al 4-4-2, ma più di tanto, il Milan non riesce a creare. Troppo confusionaria questa squadra per avere delle risposte concrete (qualcuna c’è stata), troppi i cambi nella formazione iniziale e troppi i big lasciati a casa. Nel secondo tempo, infatti, fa il suo esordio con la maglia del Milan Riccardo Forte, attaccante 18enne della Primavera rossonera.
Finisce dunque 2-0 per il Rijeka, che torna a casa con nulla fra le mani, ma con la soddisfazione di aver battuto il Milan…o almeno la sua brutta copia. Gattuso invece fa ritorno a Milano con la qualificazione già in tasca, consegnatagli da Montella al momento del cambio sulla panchina rossonera. Il risultato, però, fa storcere il naso a parecchi tifosi e l’attuale tecnico rossonero se ne assume totalmente la colpa. Troppo scontato il segnale sbagliato dato alla squadra sulla non importanza della partita, visto che ha lasciato a casa 10/11 della formazione titolare. Dopo due partite senza ancora nessuna vittoria, è arrivato il momento di trovare i 3 punti per Gattuso e il test casalingo con il Bologna, con annesso esordio da allenatore a San Siro, è la giusta occasione per dare una scossa alla stagione. Ora o mai più.

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