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Gaetano Toto, preparatore della Puteolana, è molto netto su questo argomento. In realtà è un mix di problemi vari ed una formula magica non esiste. Gaetano si è formato fuori regione per raggiungere una preparazione tale che lo ha portato ad avere successo nel calcio ed anche in altri anche individuali. Anche l’aspetto mentale contribuisce al superamento degli infortuni in quanto dona quella convinzione che ti permette di superare gli incidenti. Ci racconta la sua storia fatta di sacrifici e di grandi successi.
Raccontaci di te, dove nasci e dove sei cresciuto
Sono nato a Cercola, in provincia di Napoli, e cresciuto a Pomigliano d’Arco. Una volta completati gli studi superiori ho deciso di andare via dalla Campania per intraprendere il percorso universitario. Percorso seguito da esperienze lavorative che per un po’ (circa 10 anni) mi hanno tenuto lontano dalla mia terra. Quindi posso dirti che sono nato in Campania ma cresciuto e formato tra Abruzzo, Veneto ed Emilia Romagna.
Quando scopri il calcio
In realtà questa è una passione che è nata e cresciuta con me. Da piccolo passavo tantissime ore a giocare per strada con altri bambini (facendo disperare mia madre), Crescendo sono diventato un ascoltatore affezionato del programma radiofonico “Tutto il calcio minuto per minuto” e trascorrevo il tempo provando ad imitare i gesti tecnici e le giocate dei campioni di quel periodo (Maradona, Van Basten, Mancini, Vialli Baresi e potrei continuare all’infinito!), sognando di poter diventare, un giorno, come loro.
Sei un preparatore atletico come nasce questa vocazione
Pur prediligendo il calcio, anche gli altri sport come il nuoto, il tennis, la pallavolo e il basket mi hanno sempre affascinato. Crescendo, oltre all’aspetto ludico, iniziava ad incuriosirmi anche tutto il lavoro che c’è dietro una performance sportiva e che porta gli atleti ad esprimersi a certi livelli. La strada che ho intrapreso è la conseguenza diretta delle passioni e degli interessi che ho sempre coltivato sin da bambino. Già all’ultimo anno delle superiori avevo ben chiaro quello che sarebbe di lì a poco diventato il mio percorso universitario prima, ed il mio lavoro poi. Mi sono così laureato in Scienze e Tecniche dello Sport presso l’Università degli Studi dell’Aquila, oltre ad aver seguito corsi di perfezionamento in ambito di performance sportiva e di preparazione atletica nel calcio.
Ora lavori alla Puteolana serie D come Ti trovi
A Pozzuoli mi trovo molto bene. È una piazza che vive di calcio e la città, poi, mi piace tantissimo. In realtà avevo già vissuto in precedenza un’altra esperienza con la società partecipando al campionato di Eccellenza durante il quale, insieme a tutto lo staff, abbiamo contribuito a portare a termine una stagione straordinaria con ben 13 vittorie consecutive, interrotte solo dalla prima ondata di COVID, che hanno comunque permesso alla squadra di ottenere la promozione in serie D. Ad oggi ho trovato una società diversa, con obiettivi importanti ed una rosa di calciatori professionisti con i quali è un piacere poter lavorare. Nonostante il momento delicato che ci vede coinvolti nella lotta per la salvezza, sono fermamente convinto della scelta fatta e sono sicuro che uniti raggiungeremo l’obiettivo prefissato.
Prima della Puteolana che altre esperienze hai avuto
Ho lavorato con il Montevarchi e il San Donà di Piave, due squadre che militavano in serie D. L’esperienza più significativa, però, è stata quella fatta a Bologna, dove ho avuto l’opportunità di lavorare nelle giovanili della squadra e allo stesso tempo di collaborare con l’Isokinetic FIFA Medical Center of Excellence come preparatore atletico specializzato nel recupero infortuni, confrontandomi con professionisti del settore. Tornato in Campania ho lavorato con l’Aversa Normanna e poi con la Frattese, serie D. Successivamente ho collaborato con la Puteolana, col Giugliano e infine, come ho già anticipato sopra, sono ritornato a Pozzuoli per concludere la stagione.
Molte volte quando una squadra ha molti infortuni si dà molta colpa alla preparazione atletica come giudichi questa affermazione
Non condivido appieno questa affermazione. O meglio, ci sarebbe molto da discutere a riguardo, in quanto in uno sport complesso e influenzato da tantissimi fattori come il calcio, attribuire le cause di un infortunio solo alla preparazione atletica mi sembra un po’ superficiale. Allo stesso modo non credo a “protocolli magici” che risolvono il problema infortuni.
Quando un atleta rientra da un infortunio ha paura di infortunarsi di nuovo che suggerimenti dai alla persona
L’aspetto mentale è molto importante nella buona riuscita del percorso riabilitativo e nel ritorno allo sport specifico nei tempi prestabiliti. Difficoltà maggiori si possono forse riscontrare in atleti che affrontano per la prima volta tale condizione, mentre il discorso cambia per quelli che invece l’hanno già vissuta e quindi sono a conoscenza delle dinamiche di ciò che dovranno affrontare. Tuttavia non si può generalizzare, ogni atleta ha un modo di reagire all’infortunio che influisce sui tempi di recupero. Ad esempio una persona ottimista, che vede nelle difficoltà una nuova sfida da affrontare e superare, vivrà il percorso dal recupero al rientro in campo con stato d’animo diverso rispetto a chi entra in un tunnel di pensieri negativi e fa fatica ad uscirvi. In ogni caso il consiglio che sento di dare è quello di andare avanti passo dopo passo seguendo le linee guida del protocollo riabilitativo creato a posta per l’atleta e non un programma prestampato utilizzato per tutti. Questo è un aspetto importante perché, come ti dicevo prima, non esistono protocolli magici validi per tutti gli atleti, ma ogni infortunio anche della stessa natura va affrontato in maniera diversa mettendo sempre al centro di tutto il protagonista principale, cioè l’atleta stesso!
Che obiettivi hai per il futuro
L’obiettivo è sempre lo stesso che mi ha accompagnato in questi anni, lavorare, studiare e migliorare ogni giorno di più come professionista. Il resto sarà una conseguenza!
Oltre a collaborare con la Puteolana nel calcio fai il preparatore atletico anche in altri sport
Le esperienze lontano da casa mi hanno permesso di conoscere e intraprendere collaborazioni, che tutt’ora porto avanti, con atleti di altre discipline sportive. In particolare, in questo periodo collaboro con un nuotatore, un tennista e una ragazza che compete in gare di motocross. Restando in ambito calcistico, collaboro con diverse scuole calcio e mi sto approcciando al mondo del calcio femminile, seguendo una giocatrice di Serie B nel nel recupero da un infortunio.

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