16 Maggio 2026
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Fuerza aérea

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Mauro Emanuel Icardi non è un giocatore normale. I 91 gol in maglia interista a soli 24 anni sono lì a dimostrarlo, ma non esemplificano il tutto. Tra tutte le principali doti che ha, due sono quelle che spiccano realmente: la facilità di smarcarsi, di “uccellare” i propri marcatori, e il dono divino di fondersi, in tutt’uno, con l’aria ed il cielo.

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Si prenda ieri sera, ad esempio, nel match contro l’Atalanta del sempre temibile Gasperini. Una gara complicata, sui binari dell’equilibrio, che lo stesso Icardi non era riuscito a sbloccare nel primo tempo sparando addosso a Berisha dopo essersi guadagnato a suon di spallate una posizione più che ottimale per calciare. Poco male; dopo 6 minuti della ripresa Maurito ha preso l’ascensore, è solennemente salito al cielo per sfruttare una gran punizione di Candreva e battere finalmente il portiere albanese con un colpo di testa forte e preciso.

Sei minuti dopo si ripete: la percussione (straordinaria) stavolta è di D’ambrosio, finta, contro-finta, traversone in mezzo con il sinistro e ancora Icardi sbuca in mezzo ai due rocciosi centrali orobici e la gira in maniera splendida, ancora di testa, ancora alle spalle di Berisha. Come un fantasma, Mauro Icardi appare e scompare a suo piacimento. Un attimo prima non lo vedi, un secondo dopo è a festeggiare sotto la Nord.

Un metro e ottantuno per settantacinque chilogrammi: non si parla di una struttura gracile, certo, ma nemmeno di un gigante. Eppure nel fondamentale del colpo di testa Icardi risulta essere tra i migliori, se non il migliore, dell’intero campionato. Non è un caso che ad ogni sua rete i commenti più gettonati siano “Ma l’hanno lasciato solo!” o “Ma chi lo marcava!?”. La verità è che dipende tutto da Icardi, perchè la sua facilità nel farsi trovare libero, come se la difesa avversaria non esistesse, la sua abilità nel far sempre il movimento giusto, è da fuoriclasse. Spalletti a fine gara dirà di lui:”Sembra quasi che certe azioni e certi palloni non gli interessino, ma quando invece gli interessano quei palloni se li prende lui perchè ha una forza straordinaria: è un falco, un calcolatore”.

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Passa sopratutto da questa doppietta antologica il successo nerazzurro contro l’Atalanta, a cui consegue il ritrovato secondo posto alle spalle del Napoli con contro-sorpasso servito alla Juventus, sconfitta malamente al “Ferraris”. Un’Inter che cresce di gara in gara, non solo dal punto di vista del gioco, che pure è evidente, ma anche e sopratutto mentale: una squadra che ha certezze nei suoi mezzi e della sua forza, dalla quale ci si aspetta sempre il gol entro il novantesimo, sai che prima o poi la butteranno dentro.

Cagliari in Sardegna e Chievo a San Siro, prima del big-match allo Stadium contro la Juventus: si entra nel vivo e, con un Icardi così, sognare non costa nulla.

 

 

 

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