16 Maggio 2026
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Frattese, Agropoli ko e Cavese raggiunta in vetta. Focus sul derby

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La quattordicesima meraviglia della Frattese allo Ianniello ha, mai come stavolta, il sapore del trionfo e dell’estasi. Perché, abbattendo l’Agropoli 3-1, i nerostellati si prendono la vetta della classifica approfittando del pari interno della Cavese con la Sarnese. Partenopei e metelliani, quindi, appaiati a 57 punti. Aspettando lo scontro diretto del Simonetta Lamberti e la sentenza di secondo grado, relativa all’inchiesta Dirty soccer, che potrebbe restituire alla squadra di Stefano Liquidato una lunghezza e consentirle di operare il sorpasso. Siracusa, vincitore ieri sul Noto, fermo a 55. Non è stato facile, tuttavia, prevalere sui Delfini, belli e spregiudicati per tutta la prima frazione di gioco prima di cedere il passo da un punto di vista psicologico dopo il gol dello 0-2 ad inizio ripresa.

Nella Frattese, mister Liquidato deve fare i conti con diversi elementi fuori condizione e che scendono in campo solo per spirito professionale ed attaccamento alla maglia. In panchina Costanzo, reduce da uno stato febbrile, per il suo 4-3-3 il tecnico nerostellato dà fiducia a Liccardo (anche lui con una schiena malconcia dopo la botta rimediata a Palmi) in regia, affiancandogli il baby Ammaturo a sinistra e il più esperto Vacca alla sua destra. In attacco, il tridente Longo-Celiento-Marotta non si tocca mentre, in difesa, a supportare i terzini Capaldo e Della Monica ci sono Barbato e Varchetta. Nell’Agropoli, invece, il trainer Pasquale Santosuosso propone un 4-1-4-1 con Melis play basso e Manfrellotti terminale offensivo.

L’approccio alla gara dei padroni di casa è però devastante e produce subito il vantaggio griffato Longo (4′). Vacca sforna una verticalizzazione da urlo che libera il biondo attaccante al limite dell’area: il numero uno azzurro, Polverino, esce ma è beffato dal tocco morbido dell’avversario che lo infila senz’appello. Frattese avanti e i 1300 dello Ianniello possono esultare. Proprio Longo, qualche minuto dopo, viene toccato duro al capo da Chiariello. I due restano a terra e la punta frattese tornerà arruolabile solo per qualche istante prima di arrendersi e chiedere il cambio. Per certi versi i nerostellati, nonostante l’ingresso di Maggio, risentono della sua assenza se è vero, come è vero, che iniziano a perdere smalto ed a vivere di sole fiammate. L’Agropoli allora ci crede ed inizia a fare la partita: sugli sviluppi di una palla persa in mediana dagli avversari, Siano imbecca Manfrellotti il cui tiro è parato senza problemi da Rinaldi. Poi toccherà a Capozzoli sferrare un sinistro potente che si perde di poco a lato. Il break della Frattese porta in dote solo l’ennesimo assist di Vacca che, dalla destra, trova al centro dell’area Celiento, il cui piatto vola alto da pochi passi. E allora i Delfini tornano a macinare gioco: il possesso palla è autorevole e mette in difficoltà i ragazzi di Liquidato, timidi e mai capaci di trovare iniziativa e profondità. Capozzoli, da esterno offensivo a destra, crea non pochi grattacapi a Della Monica mentre il pressing a centrocampo è soddisfacente a tal punto da consentire a Siano di accorciare rapidamente sui portatori di palla nerostellati e far ripartire l’azione con una velocità impressionante che coglie spesso la retroguardia frattese impreparata. Lo stesso Laezza, terzino destro lo scorso anno al Savoia ma con un passato a Gubbio ed Arzano, fa sempre buona guardia su Celiento e sfonda spesso sulla sua fascia di competenza. Anche qualche intervento duro è la spia di una squadra che non vuole rassegnarsi a recitare il ruolo di vittima sacrificale. Brenci trova una buona superiorità numerica a destra e pesca Manfrellotti che spara un bel diagonale che lambisce il palo. Poi, sull’ennesima palla persa dalla Frattese, lo stesso Brenci si libera in area e trova solo un monumentale Rinaldi ad impedirgli il gol, poi la botta ravvicinata di Siano viene murata dalla difesa. La Frattese non reagisce e non ha idee: soltanto Celiento reclama in chiusura di tempo un penalty per un mani in area di Cardinale, in realtà tutto da valutare.

Si va all’intervallo ed è opinione comune che il passivo per l’Agropoli sia ingeneroso. Anche stavolta, comunque, è la Frattese ad aprire le danze. Ammaturo difende bene palla a centrocampo, poi dialoga in maniera feconda con Marotta che vede a sinistra, in perfetta solitudine, lo sganciamento di Celiento: conclusione parata. Al 51′, il gol del raddoppio che abbassa le difese immunitarie dell’Agropoli: Marotta scodella dalla destra una punizione tagliata sulla quale Polverino esce male permettendo a Vacca di infilarlo addirittura di petto. A quel punto i cilentani mollano la presa e la Frattese non cala il tris per questione di dettagli. Ed avviene quando Vacca ruba palla a Siano e poi la serve a Celiento che sfodera un cross su cui Maggio non arriva per un soffio anche se, sull’altro versante, Marotta si fa trovare subito pronto mettendo in mezzo un altro pallone invitante che proprio Celiento raccoglie di testa spedendo alto. Sono più vivi Marotta e Celiento in questa ripresa, favoriti da un atteggiamento di squadra che beneficia dell’inevitabile calo azzurro. E le occasioni fioccano senza soluzione di continuità: Marotta serve in retromarcia Liccardo ma il tiro è altissimo, poi lo stesso regista nerostellato serve alla perfezione Della Monica, il cui diagonale è telefonato per Polverino. Tutto questo in appena un quarto d’ora perché, al 62′, arriva il terzo gol. Marotta si beve Gazzaneo con una serie di dribbling e perfeziona il proprio traversone per Maggio, che di testa non fallisce. A quel punto la Frattese capisce che la sua breve fase fast and furious può anche terminare. Marotta cede il posto a Di Nardo e, dopo 20′, sarà il momento del classe ’96 Ivan Orientale per Liccardo. Siano (tra i migliori dell’Agropoli) ci prova da lontano ma la sua bordata è completamente sballata, quindi la sfida vive una lunga fase di bruttura e anonimato. La ravviva a pochi minuti dal termine solo Cristiano, che regala un bel tiro a giro sul quale Rinaldi fa il miracolo. L’angolo successivo è calciato da Capozzoli, Marciano (subentrato a Brenci) coglie il palo di testa e Chiariello gonfia la rete a porta vuota (83′). E’ il meritato gol della bandiera per gli ospiti. Marciano vorrebbe timbrare la propria presenza col centro personale, che arriva pure ma il secondo assistente, il signor Innaurato di Lanciano, gli ha già sbandierato la posizione di fuorigioco subito fischiata dal romano Luciani (tutto ciò sugli sviluppi di una sassata di Siano parata da Rinaldi). Ciò che gli toglie la terna, prova a regalarglielo Laezza che, agli sgoccioli del derby, lo imbecca bene da destra, ma la botta di piatto è parata dal pipelet di Liquidato. Poco prima, Della Monica con un prezioso cross aveva chiamato Maggio al colpo di testa: sfera che, sull’uscita avventata del portiere, quasi si infila ma la difesa spazza.

Finisce così, con un rotondo 3-1 che porta la Frattese in testa alla classifica ma non mortifica le velleità dell’Agropoli. I nerostellati, indubbiamente, sono stati capaci quest’anno di costruirsi prestazioni migliori di quella odierna ma hanno l’alibi di ferro dei troppi giocatori in non perfette condizioni fisiche ma che, nonostante ciò, hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo. I Delfini, almeno per un tempo, non sono affatto dispiaciuti, anzi. Hanno sofferto la mancanza di una prima punta di spessore (poco cinico Manfrellotti) e qualche pecca di precisione nell’ultimo passaggio. Ma, con una età media nettamente inferiore a quella della Frattese, non sono caduti in alcun timore reverenziale. Uscendo sconfitti, sì, ma a testa altissima. E col plauso del presidente Mimmo Cerruti e del team manager Nicola Volpe, presenti allo Ianniello e visibilmente soddisfatti nonostante lo stop.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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