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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
Sei sconfitte, un pareggio e due vittorie (la seconda, contro gli Allievi dell’Umbria, già ad eliminazione compiuta), con 6 gol fatti e ben 14 subiti. Unica Regione insieme a Molise e Basilicata (oltre alla rappresentativa di Trento) – ed è questo il dato più allarmante – a non aver qualificato una propria formazione ai Quarti di finale. Un bilancio da brividi quello delle tre selezioni campane al recente Torneo delle Regioni in Abruzzo che ha visto trionfare Friuli (Juniores), Veneto (Allievi) e Lazio (Giovanissimi). Solo la rappresentativa femminile ha salvato la faccia in questa spedizione fallimentare, approdando ai Quarti prima di essere eliminata dal Veneto.
E’ bollente la patata che si troverà a gestire il Presidente della Figc Campania, Salvatore Gagliano, il quale si è detto a caldo “profondamente amareggiato e particolarmente deluso”, annunciando di essere già al lavoro per programmare il percorso che porterà alla prossima manifestazione nel 2019. “Questa è la mia filosofia di vita – ha chiuso -. Guai a piangersi addosso senza reagire”. Un segno tangibile di presenza e di coinvolgimento emotivo quello del massimo dirigente del Comitato Campano, di cui se ne avvertiva l’urgenza all’indomani di una disfatta senza precedenti. Gagliano, peraltro, solo tre mesi e mezzo fa si è trovato ad ereditare la direzione commissariale di Cosimo Sibilia, seguita ad una lunga fase di malagestione tecnica ed economica dei vertici precedenti. Proprio il numero uno di Strettola Sant’Anna alle Paludi era stato tra i collaboratori transitori di Sibilia, avendo rivestito nell’ultimo biennio l’incarico di vice commissario. Un “apprendistato” che, come uomo del rinnovamento, gli tornerà utile e potrà essere foriero di una rivoluzione copernicana nell’ambito del calcio campano. Del resto, di lavoro da sviluppare ce ne è in abbondanza, partendo proprio dalle ceneri della manifestazione abruzzese.

Campania felix, terra – più di tante altre realtà territoriali dello Stivale – di gioielli e di talenti pronti ad abbracciare sacrificio e fatica pur di arrivare in alto. Eppure tutto questo non si è visto in Abruzzo. Un controsenso che ha mortificato questo immenso patrimonio tecnico e ideale che ha alimentato tutto il movimento in decenni di calcio. Come uscire dall’impasse? Intanto con una definizione celere di ruoli e deleghe. Partendo, magari, dall’immediata istituzione di un tavolo tecnico-operativo – composto da allenatori e dirigenti di esperienza – che disegni determinate linee guida. Da più parti il monito lanciato in questi ultimi giorni è stato unanime: ripartire qui e adesso, non aspettare l’autunno per ripensarsi. Ecco perché è necessario che le nomine dei prossimi selezionatori vengano decise in fretta affinché possano iniziare a lavorare subito. Ed è chiaro che qualsiasi opera di scouting debba essere concepita intorno a mansioni ben chiare da svolgere e relativi obiettivi di risultato. Come avviene del resto per qualsiasi osservatore di un club professionistico. Monitorare ogni settimana le categorie di competenza, relazionare nero su bianco il lavoro svolto e creare banche dati specifiche affinché le convocazioni future siano frutto di una elaborazione tracciata nei mesi e non di una mera improvvisazione del momento o – peggio ancora – di fortuite segnalazioni. C’è un serbatoio infinito di ragazzi e categorie che va vivisezionato. Per farlo occorrono tempo e dedizione, ma non esistono strade alternative. E va incentivato anche il rapporto con chi gestisce il materiale umano a disposizione dei tornei provinciali. Un’altra prateria spesso inesplorata. E ancora: procedere a raduni mensili che si pongano la finalità di formare un gruppo base. Tra i punti programmatici intorno ai quali Gagliano ha costruito la sua candidatura, oltre ad una rigenerazione delle strutture sportive (condizione basilare per un risorgimento che abbia gambe solide e fiato lungo), c’è un nuovo concetto di gestione economica e amministrativa. Che sia finalmente trasparente e non più clientelare. Ed è evidente che un primo passo per dare seguito ad un progetto così ambizioso sia quello di responsabilizzare e professionalizzare i selezionatori e la loro (eventuale) rete di osservatori con un contratto economico. Se ci sono delle risorse, è giusto indirizzarle in questo senso. Da ex dirigente di club professionistici, Gaglione potrà mettere a disposizione questo suo lato manageriale.
Sono solo alcune delle idee per rivitalizzare il tessuto giovanile campano. Ma ce ne sono tante altre da studiare e da approfondire, alle quali il nostro portale sarà felice di dare spazio creando un forum di discussione che coinvolga qualsiasi addetto ai lavori voglia portare il proprio contributo. Basterà semplicemente contattarci attraverso la nostra pagina Facebook (FootballWeb.it). E’ prioritario, tuttavia, che su quanto accaduto in Abruzzo non cali il sipario. “Camminare domandando”, diceva Marcos. Un dovere imprescindibile per crescere tutti insieme.

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