16 Maggio 2026
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Faiano-Nola, l’Eccellenza ha ragioni che… Liedholm conosceva

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Fisiologico. Il flop del Nola col Faiano al “XXIII giugno 1978” di Pontecagnano era quasi preventivabile alla vigilia. Il rischio di pagare l’ubriacatura di emozioni della finale di Coppa persa solo ai rigori col Savoia si è tramutato in realtà. Più che nelle gambe, la tensione ancora in circolo nelle vene bianconere ha fiaccato la reazione mentale, dopo la punizione di Grieco che ha lanciato i locali alla vittoria. Certo, nessuno poteva aspettarsi che il Faiano acciuffasse i tre punti in 10 uomini per un’intera ripresa. Evidentemente Liedholm aveva ragione: in 10 è meglio.

Tre. Sono le volte che il Nola, quest’anno, ha calcato il terreno sconnesso di Pontecagnano. Il bilancio è poco lusinghiero: una vittoria e due sconfitte. La vittoria in campionato con la Picciola, poi la sconfitta della paura in coppa con gli stessi picentini (cancellata dai rigori che hanno regalato la finale), infine questa debàcle col Faiano. Le caratteristiche dei bianconeri e l’abitudine a far rotolare il pallone su tappeti sintetici non hanno certo giovato. La fortuna per i bruniani è che l’unico terreno simile che dovranno ancora calcare è quello infido di Mirabella Eclano, nelle restanti otto giornate.

Cambi e ricambi. Turco sceglie di giocarsela a specchio. Nel 4-3-3 speculare di ambo le compagini, la costruzione parte dal basso: dai piedi di Grieco per il Faiano, da quelli di Vaccaro per il Nola. Come a Pagani, l’assenza di alternative nella costruzione del gioco, alla lunga, va ad inficiare l’ariosità della manovra bianconera. Tuttavia, occorre tener conto che Liquidato è stato costretto a rivoluzionare la difesa, causa le assenze di tre elementi fondamentali: gli under Gioventù e Falivene (squalifica) e capitan Schioppa.  Il tecnico di Baiano opta per lo spostamento di Lenci sulla sinistra, mandando D’Abronzo a far coppia con Mocerino al centro della difesa ed inserendo Cossentino sulla destra. Le caselle under sono  completate da Caruso e Tagliamonte, entrambi impiegati in attacco.

Senatore a vita. La presenza del dirimpettaio Avino deve aver stimolato il portiere del Faiano. Se l’estremo difensore nolano ha dato il massimo nella finale col Savoia, risultando fondamentale per prolungare fino ai rigori la disputa, il collega non è da meno nella gara coi bruniani. Il salvataggio al 6′ su Scielzo fa subito il paio con il piccolo miracolo su Tagliamonte, sul corner seguente. Colossale, invece, la rete che Caruso si vede negare al 43′. Tutto parte da un gioco di prestigio di Sacco che va via in mezzo a due, l’apertura trova Vaccaro pronto all’assistenza per il classe 2000 bianconero che, però, finisce per esaltare i riflessi di Senatore, aprendo troppo poco il goniometro col mancino. Da quest’azione nasce l’espulsione di Schettino, che paradossalmente dà il la alla vittoria del Faiano.

Gol e assist. La decide Grieco, per certi versi. A lui il merito di aprire le marcature, con il potente piazzato dal limite dell’area che fulmina Avino a fine primo tempo, sessanta secondi dopo il rosso. Una mazzata tremenda sul morale del Nola, che nei precedenti 44 minuti aveva profuso un buon calcio, rischiando più volte di passare in vantaggio. A Grieco, sempre a lui, il merito dell’arco magico al 10′ della ripresa, che pesca Sparano tutto solo nell’area ospite, libero di trafiggere Avino per il gol della sicurezza.

Reazione a salve. Quella del Nola non è stata la solita grinta. Il doppio svantaggio spegne i riflettori anzitempo, mandando in confusione le trame di gioco abituali. Non a caso, le chances più pericolose sono lampi estemporanei. Un cross di Cossentino, non trattenuto da Senatore, bacia il piede di D’Abronzo, sfortunato a timbrare la traversa. Un’iniziativa personale di Paradisone procura il calcio di rigore sul gong. Dal dischetto ci va Zaccaro, non esattamente uno sprovveduto, ma la giornata è storta e l’errore dagli 11 metri lo certifica ampiamente.

L’occasione di lanciarsi in scia dell’Agropoli e agganciare la terza piazza era ghiotta, ma i playoff per il Nola restano alla portata.  Il Faiano conquista tre punti sul proprio campo, nonostante una partenza timida e poco brillante ed un’intera ripresa giocata in 10. Le sabbie mobili della zona play-out, adesso, fanno meno paura.

TABELLINO

FAIANO – NOLA 2-0

FAIANO: Senatore 8, Sparano 7, Maisto 6, Anastasio 6.5, Di Donna 6, Ietto 6, Di Somma 6 (42’st Ceresoli sv), Erra 6.5, Pellegrino 6, Grieco 7.5, Schettino 5.5. A disp. Ginolfi, Spadino, Pisacane, Castagna, Imperiale, Martinangelo. All. Turco 6.5
NOLA: Avino 5.5, Cossentino 5.5, D’Abronzo 6, Mocerino 5, Lenci 5.5, Falanga 5.5 (1’st Zaccaro 5.5), Caruso 5.5 (36’st Thiam sv), Vaccaro 5, Tagliamonte 5.5 (11’st Paradisone 6), Scielzo 5, Sacco 6 (26’st Improta 5). A disp. Esposito, Arigò, Colonna. All. Liquidato 5.5
ARBITRO: Garofalo di Torre del Greco 5.
RETI: 44’pt Grieco, 10’st Sparano.
NOTE: Ammoniti Mocerino, Vaccaro, Sacco, Improta. Espulso Schettino. Spettatori 150 circa

Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata
Twitter: @Val_CohenLauri

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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