16 Maggio 2026
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Fabrizio Biasin (Libero): “Con Mancini è un’Inter più propositiva ma mancano i risultati. In atto un processo di trasformazione”

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Intervista di Maurizio Longhi


È sorto nel 2000, fondato da Vittorio Feltri, il riferimento è a un quotidiano, il suo nome è Libero. La linea è generalista, ma la parte dedicata allo sport non può mancare, nelle cui pagine si possono leggere pezzi a firma di Fabrizio Biasin. Sul sito di Libero, vengono caricati dei video girati in una stanza della redazione in cui lui commenta i fatti del campionato italiano insieme a Luciano Moggi, anch’egli firma del quotidiano. Per noi di Footballweb è un onore raggiungere, anche se solo telefonicamente, la redazione sportiva del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, dall’altro capo della cornetta Fabrizio Biasin ci risponde con disponibilità e gentilezza. Oggetto dell’intervista? Napoli-Inter. Lui segue con molta attenzione i nerazzurri e ci può sicuramente fare lumi sulla situazione che si sta vivendo in casa nerazzurra. Dopo le turbolenze e i tanti stenti che hanno caratterizzato l’interregno di Mazzarri, dopo un iniziale tempo di assestamento, Mancini ha portato una normalizzazione e anche una deflagrazione visti i tre successi consecutivi in campionato, con il tris rifilato al Palermo e il poker all’Atalanta. Ma tale deflagrazione s’è annacquata con lo stop interno subito contro la Fiorentina, ma questo è un punto che toccheremo durante l’intervista, prima di tutto proviamo a sviscerare il mutamento della squadra con il cambio di allenatore.

Ormai Mazzarri era inviso alla maggioranza del popolo nerazzurro ed era diventato necessario un ribaltone, la scelta è ricaduta su un tecnico come Mancini che conosce bene l’ambiente e che, tra alti e bassi, è riuscito a conferire una fisionomia alla squadra: “Con l’insediamento di Mancini è stata trovata un’identità di gioco ma non i punti e, se un miglioramento dal punto di vista tattico ed estetico non equivale anche ad una crescita dei risultati, non ne beneficia né la classifica e né il grado di entusiasmo. Sicuramente ora si può vedere un calcio più propositivo e teso alla costruzione del gioco, mentre prima si subiva senza costruire”. Andiamo a scoprire anche le differenze, secondo Biasin, tra l’Inter targata Mazzarri e quella con Mancini al timone: “Il comandamento del credo mazzarriano era fondato sul non prenderle, mentre con Mancini si pensa prima a darle. Ecco perché è cambiata la mentalità, nel giro di poco tempo l’Inter si è dovuta adattare a due filosofie di gioco completamente diverse. È stato fatto anche un lavaggio del cervello a molti giocatori della rosa, molti di quelli che erano spaesati hanno riacquistato convinzione e fiducia, mentre altri impiegati con maggiore continuità dall’ex tecnico, ora non sono più sicuri del posto. Possiamo dire che è in atto un processo di trasformazione che, però, necessita di tempo e pazienza per portare frutti”. Anche in vista della gara del San Paolo, è giusto prendere in considerazione l’ultima uscita dell’Inter. Una Fiorentina tutta classe e cuore è stata corsara a San Siro ma la squadra è parsa comunque tonica, sebbene il passo falso faccia schiumare rabbia per diverse motivazioni: “E’ stata una sconfitta che ha fatto tornare tutti con i piedi per terra. Era un mese in cui la squadra nerazzurra vinceva e offriva belle prestazioni, forse ci si era illusi che il peggio fosse passato e, la gara contro la compagine gigliata, ha fatto capire che i problemi c’erano e sono rimasti. Il fatto di perdere pur offrendo una prestazione positiva, la dice lunga sui problemi che continuano ad esserci, specialmente se si soccombe in nove contro undici”.

Che la Beneamata fosse pazza, lo si sapeva benissimo. Ci sono state gare in cui è stata travolgente, altre in cui l’anarchia l’ha fatta da padrone. A Biasin chiediamo i punti di forza e i punti deboli dell’Inter: “Attualmente è l’attacco il reparto che offre le maggiori garanzie. C’è Icardi che è il vice-capocannoniere del campionato e il suo contributo in zona gol è prezioso e costante ma, oltre alla prolificità dell’argentino, c’è la classe di Shaqiri che, da solo, riesce a fare ottime cose risultando sia un valore aggiunto per Mancini che uno spauracchio per le avversarie. Ciò che non va è la fase difensiva, non farei tanto un discorso di singoli, ma è l’impostazione nella fase di non possesso, quando si è attaccati, che risulta poco curata”. L’arrivo di Shaqiri si è trattato sicuramente di un colpo di mercato, e l’ex Bayern sta dimostrando di essere un talento, mentre Podolski sta facendo più fatica. Anche nel mercato di gennaio, se si sa attendere con pazienza, si possono chiudere ottimi affari, Shaqiri ha cambiato l’Inter, come ci dice il giornalista di Libero: “E’ un giocatore che ha dato la svolta, il suo tipo di gioco e le sue caratteristiche permettono a Mancini di imprimere il suo marchio alla squadra, anche se la vera Inter la si vedrà, con molta probabilità, l’anno prossimo. Il tecnico di Jesi ha una sua idea, ha bisogno di giocatori più offensivi e con una forma mentis già radicata ai grandi livelli. Attualmente l’Inter è solo un ibrido, a metà tra quella di Mazzarri e quella di Mancini”. Finora Napoli e Inter si sono incrociate due volte. La prima a San Siro, in campionato, terminata 2-2 con gli azzurri passati due volte in vantaggio, la seconda nel recupero facendosi raggiungere nell’azione successiva. Il secondo match è costato l’eliminazione dalla coppa Italia per i nerazzurri, traditi sempre nel recupero dal cecchino Higuain. Gli uomini di Mancini vogliono riscattare sia quella cocente sconfitta e sia quella con la Fiorentina, proprio per questo ci interessa sapere da Biasin che partita si aspetta: “Credo che sarà una partita che si dipanerà sulla stessa falsariga di quella giocata in coppa Italia. Con un’Inter attenta a non scoprirsi e il Napoli pronto ad aggredire. Dovesse essere questo il filo rosso della partita, i nerazzurri proveranno a sfruttare le ripartenze per poter colpire, la speranza è che non si registri un’altra leggerezza da parte di qualche difensore scongiurando stavolta l’amaro sapore della beffa”. La chiusura la lasciamo ad un suo parere generale sul campionato, se i giochi siano chiusi per lo scudetto dopo il pari dell’Olimpico tra Roma e Juventus, se il Napoli abbia ancora qualche chance di insidiare i giallorossi benché arranchi in trasferta, quanto faccia paura la Fiorentina con il valore aggiunto di Salah, se la Lazio riuscirà a dare continuità ai risultati. “Per lo scudetto, la Juventus ormai ha tracciato un vuoto dietro di sé – dichiara la penna del quotidiano nazionale – quasi senza possibilità di essere colmato. Nonostante non sia al top della condizione, i bianconeri hanno comunque una marcia in più e un vantaggio piuttosto rassicurante. Vedo una lotta accesa e agguerrita per il secondo posto, con il Napoli che sta ancora pagando la difficile partenza. L’organico azzurro è di spessore e, a testimoniarne la bontà, c’è un 2015 in cui sono arrivati tanti punti al di là delle due brutte sconfitte consecutive in trasferta. Il Napoli non ha nulla da invidiare alla Roma, ma anche alla Juventus, con cui ha sempre dimostrato di poter competere quando se l’è ritrovata di fronte. Credo, dunque, che le prime tre posizioni siano già assegnate, la quarta forza del campionato uscirà tra Lazio e Fiorentina, mentre per almeno una delle milanesi, penso più all’Inter visto il continuo stato del Milan, c’è da conquistare un posto in Europa League per non dichiarare l’annata fallimentare”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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