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La rossa è tornata. Negli ultimi tre gran premi la scuderia di Maranello ha invertito la rotta con altrettante affermazioni. A lungo senza vittorie il team italiano ha portato sul gradino più alto del podio per due volte (consecutive) Charles Leclerc ed una il quattro volte campione del mondo Sebastian Vettel.
La rinascita
In Belgio a Monza e a Singapore la Ferrari ha capitalizzato, al massimo, i cambiamenti sulla Fs90. Poco importa chi vince, la cosa essenziale è vedere tagliare per prima al traguardo la monoposto fabbricata a a Maranello. Polemiche a parte, se ce ne sono state, la scuderia prima di tutto. Prima, senza dubbio alcuno, dei piloti. Al popolo ferrarista non importa chi vince ma con quale macchina si raccoglie il successo. Leclerc lo avrà capito, si corre per il bene della scuderia e non per il successo personale. ‘Roi Charles’ ai primi successi in Formula Uno dovrà imparare dal tedesco che corre per far vincere il team e non viceversa. 105 punti in tre gare, 68 per Leclerc (25+25+18) e 37 per Vettel (12+0+25). La Mercedes ha risposto con un totale di 83 (22 in meno) e con Hamilton con soli 2 in più rispetto a Bottas 45 per l’inglese (18+15+12) e 43 per il finlandese (15+18+10). Molto peggio la Red Bull (importante per il mondiale costruttori) con Verstappen consei punti in meno rispetto ad Albon. 19 per l’olandesino volante (0+4+15) e 26 per l’inglese (10+8+8) sempre a punti da quando ha sostituito Gasly.

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