Views: 1
Servizio di VALERIO LAURI ©riproduzione riservata
VOTO 0: alla Safety Car. La protagonista dei primi giri è lei, quella reale, con tanto di partenza monca delle emozioni del “si spengono i semafori”. Quella virtuale, invece, finisce per favorire Hamilton, che riesce a raffreddare di tanto in tanto le sue ultrasoft.
VOTO 1: alla “strategia” Sauber. L’ordine di scuderia di far sopravanzare Ericsson a Nasr è paradossale, quanto il pasticcio che combinano i due di conseguenza. Benny Hill era meno comico.
VOTO 2: a Kimi Raikkonen. Il problema al cambio gli fa perdere 5 posizioni rispetto alla qualifica. Il problema di distrazione gli fa perdere, dopo la buona prestazione spagnola, l’occasione di ribadire che, oltre a Vettel, c’è anche lui.
VOTO 3: a Nico Rosberg. Problemi al settaggio o prestazione al di sotto delle aspettative, non si sa. Fatto sta che Rosberg ha passato la domenica a Montecarlo solo per ammirare gli yacht, in una gara che sapeva più di giro turistico.
VOTO 4: a Daniil Kvyat. Il russo si candida a Grosjean della stagione. Dopo le note vicende che lo hanno portato a perdere il sedile Redbull, stavolta sperona il povero Magnussen. Riceve sanzioni e perde punti sul “patentino”. Una benedizione, no?
VOTO 5: a Pascal Wehrlein. Ce la mette tutta, si impegna, sicuramente ha talento. Talento anche nel riuscire ad essere sempre in mezzo ai piedi nei doppiaggi. Un’occhiata alle blue flag e agli specchietti in più non guasterebbe.
VOTO 6 (con riserva): a Max Verstappen. Il giovanotto terribile è quello più intraprendente e si produce nei sorpassi più spettacolari. Poi rivede i fantasmi della qualifica e si rispegne contro un muro. Tiratina d’orecchie, ma tanta stima per il coraggio.
VOTO 7: a Sergio Perez. Il messicano diventa il peggiore incubo di Vettel, che non riesce a passargli davanti manco per sogno. Si becca un podio tutto sommato merito e hasta la vista, Ferrari.
VOTO 8: a Fernando Alonso. Beh, dopo tanto penare, finalmente qualche gioia. Con quella utilitaria lì che è diventata la McLaren (in crescita), non è mica poco. Bene, bravo, bis.
VOTO 9: a Daniel Ricciardo. Meriterebbe un 10, alla pari di Hamilton, per tutto il weekend. Se non lo riceve, è solo “merito” del suo box, che combina un casotto pazzesco al momento del pit decisivo. La virtual safety car gli è avversa. Ma si sa, la fortuna è una ruota.
VOTO 10: a Luis Hamilton. Potrà stare poco simpatico a molti, per quel suo fare da bulletto e da star, ma è anche il suo punto di forza. Con sfrontatezza (nei limiti) chiude la porta a Ricciardo e poi scappa via, verso il primo successo. E oltre.
Twitter: @Val_CohenLauri

Lascia un commento