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È una trasferta delicata che arriva in un momento altrettanto delicato. Il Napoli si sta giocando in campionato le ultime possibilità di agganciare la Roma, avendone sprecate già tante, l’ultima non più tardi di una settimana fa, e deve anche mantenere un terzo posto già ghermito da un’altra squadra: quella Lazio con cui ci si sta contendendo anche la finale di coppa Italia. Inoltre, gli azzurri hanno anche una ghiotta e concreta possibilità di approdare ai quarti di Europa League, a meno che non si registri una Caporetto in terra russa. Il momento è delicato e al Bentegodi di Verona, il Napoli non è atteso da un clima facile. È storica la rivalità tra le due tifoserie ma, oltre a questo, stiamo parlando di un campo ostico contro un’Hellas che sembra essersi ritrovata nell’ultimo periodo. Quest’anno gli azzurri hanno già sbancato la terra di Giulietta ma l’avversario era il Chievo, ora si giocherà contro gli scaligeri. Il fatto che sia una trasferta difficile per tutti è ormai un dato conclamato, anche se l’anno scorso il Napoli è andato a dettare legge contro i gialloblu quando, il loro grande campionato, poteva rendere ancora più complicata la possibilità di un colpo esterno. Confezionato, invece, con una grande prestazione, quella che servirà anche domenica pomeriggio per strappare l’intero bottino e sperare in un passo falso delle due capitoline.
Ma il Napoli deve pensare prima a se stesso e, proprio per questo, vogliamo scoprire qualcosa in più della compagine scaligera. Per farlo, contattiamo Elisabetta Zampieri, direttore di TuttoHellasVerona.it, a cui chiediamo la condizione degli uomini di Mandorlini che, comunque, godono di un vantaggio rassicurante in ottica salvezza: “La squadra sta bene, oltre ad aver recuperato qualche giocatore importante, viene da tre partite in cui sono stati ottenuti ottimi risultati. È stato molto importante essere corsari in quel di Cagliari, poi i due pareggi contro la Roma e quello di San Siro contro il Milan sono serviti per la classifica ma soprattutto per il morale di tutta la squadra. Possiamo tranquillamente affermare che è stato trovato quel ritmo che deve animare le squadre che lottano per l’obiettivo di tenersi il più possibile lontane dai bassifondi della classifica”. Dalle ultime indiscrezioni, pare che la formazione scaligera si presenterà alquanto rimaneggiata nelle retrovie, chiediamo alla collega se questo possa rivelarsi un problema: “Considerato che l’Hellas ha sofferto tantissimo in difesa quest’anno, perdere anche dei punti di riferimento proprio in quel reparto di certo non aiuta il tecnico. Infatti, qualora Marquez e Marques non dovessero farcela, c’è un continuo monitoraggio per cercare di recuperarne almeno uno anche se è difficilissimo per domenica, Mandorlini dovrà fare di necessità virtù e affidarsi a decisioni di riserva schierando anche qualcuno fuori ruolo”.
Lo scorso anno, tutto il campionato ha potuto vedere un Verona di altissimo livello, capace di affacciarsi nelle parti alte della classifica e di ottenere risultati sensazionali. Quest’anno, invece, il trend è un po’ cambiato, si è persa quella freschezza, quell’imprevedibilità, e si lotta esclusivamente per tenersi a distanza dai bassifondi: “Spiego qual è la mia tesi in tal senso: la vera dimensione del Verona, almeno attualmente, è quella di quest’anno. Lo scorso campionato è stato straordinario ma per una serie di componenti positive che hanno determinato una grande stagione. C’erano anche giocatori come Iturbe e Romulo, rivelatisi dei protagonisti e che ora indossano altre maglie, se Toni è riuscito ad essere prolifico, in ossequio al suo curriculum, è anche grazie ai loro assist. Poi c’era l’entusiasmo di ritornare in massima serie dopo aver calcato campi di periferia, era come se la squadra avesse una marcia in più anche a livello mentale, mentre quest’anno si sta soffrendo parecchio. Per me era prevedibile un campionato simile, almeno adesso, il Verona dovrà lottare per salvarsi poi in futuro si potrà alzare l’asticella ma è uno scenario di là da venire”. Ora concentriamoci sui punti di forza e sui fattori di vulnerabilità dell’Hellas, chiedendo alla collega anche gli elementi che, in questo momento, potrebbero trascinare la squadra e condurla in un porto ancora più tranquillo: “Ci sono stati tanti errori difensivi, anche gravi ed evitabili. In questo senso, bisogna alzare di più il livello di concentrazione altrimenti si rischia di portare avanti all’infinito questa lacuna. Ciò che, invece, convince molto di questa squadra è la voglia di non mollare mai, anche nelle difficoltà. Si è avuta la dimostrazione nell’ultima partita in casa del Milan, la caparbietà ha fatto sì che Nico Lopez trovasse il gol del pari allo scadere, sintomo che non manca la voglia di crederci sempre, fino all’ultimo. Sono state tante le vittorie in rimonta, quindi, a livello caratteriale c’è la forza di reagire e ciò è possibile anche perché c’è un gruppo molto compatto. Sui singoli, è doveroso e scontato menzionare Toni perché, a dispetto dell’anagrafe, dimostra di essere un campione e di vedere la porta come pochi in Italia. Personalmente, sono una grande estimatrice di Jacopo Sala, il vero rinforzo di questa squadra. Purtroppo, è stato frenato dagli infortuni ma ora che si è ristabilito può davvero dimostrare di essere una risorsa importante e sciorinare le sue qualità. E poi, oltre alle sue doti di giocare, è anche un professionista serio. Chi è cresciuto tantissimo nell’ultimo periodo, è Tachtsidis, ritornato in gialloblu con un po’ di scetticismo da parte dei tifosi ma che con Mandorlini si trova a meraviglia. È un giocatore dalle qualità indiscutibili, non va dimenticato che, dopo la grande stagione della promozione dalla cadetteria, un tecnico come Zeman l’ha voluto subito con sé a Roma”.
Da anni gli scaligeri hanno un condottiero cui essere riconoscenti: Andrea Mandorlini. Il tecnico di Ravenna ha infuso quell’energia vitale per un’ascesa di categoria in categoria: “Indubbiamente è stato importantissimo per la scalata del Verona. È arrivato quando la squadra era invischiata nella zona play out per non retrocedere nella Seconda Divisione di Lega Pro e, in quattro anni, l’ha condotta al tavolo delle grandi del campionato italiano. A livello caratteriale, o si ama o si odia, ha sicuramente le sue asprezze, per uno come lui è importante trovare la giusta dimensione in cui lavorare e a Verona l’ha trovata. C’è grande feeling tra lui e la tifoseria, anche se quest’anno gli sono piovute tante critiche addosso. Ma, oltre a dover fare i conti con una serie di infortuni, di certo non si poteva pretendere lo stesso rendimento dello scorso anno. Sul suo futuro non ci sono certezze perché ha il contratto in scadenza a giugno e, a fine anno, si sederà al tavolino con la dirigenza e si deciderà se andare avanti o meno. Intanto, si sono rivelate destituite di ogni fondamento le voci su un suo imminente esonero, la società punta ancora su di lui per questa stagione e, del resto, i risultati gli danno sempre ragione”. Ci facciamo dire dalla collega veneta anche la possibile formazione che Mandorlini potrebbe schierare in campo contro il Napoli: “E’ ancora tutto un punto interrogativo perché ci sono molto dubbi da scogliere soprattutto in difesa. Davanti a Benussi, la linea a quattro dovrebbe prevedere l’impiego di Moras e Sorensen in caso di forfait di Marquez e Marques, con Pisano e Brivio sulle fasce. Il perno della mediana sarà Tachtsidis, ai cui lati agiranno Sala e Halfreddson, mentre in attacco le spalle di Toni dovrebbero essere Jankovic e Gomez”.
Ma il Napoli cosa deve temere di questa trasferta? Sono tante le insidie ma, durante questa chiacchierata, proviamo anche a scoprire quali: “Soprattutto il Bentegodi. È uno stadio che dà tanta carica e che si sta preparando per una partita molto sentita come quella contro la compagine partenopea. Il Verona cercherà di fare risultato, non tanto per la classifica, ma per il morale perché, un successo contro il Napoli, farebbe crescere davvero tanto il livello di entusiasmo. Giovedì c’è stato un allenamento a porte aperte al Bentegodi, e sono accorsi più di 1500 tifosi, a testimonianza di come sia importante questa sfida”. In conclusione, ci interessa sapere che idea si siano fatti a Verona di questa classifica, della Juventus lanciata verso il quarto tricolore, di una Roma che arranca ma che conserva la seconda piazza, di un Napoli che ha sprecato tante possibilità di agganciare i giallorossi e che ora deve fare i conti con gli assalti delle inseguitrici, soprattutto di una Lazio in grande spolvero. Questo il pensiero della Zampieri: “La Juventus ha ormai in mano il campionato, anche perché non si è vista una squadra in grado di reggerne il passo. Credo che i bianconeri siano già campioni d’Italia con largo anticipo. La lotta sia per il secondo che il terzo posto è molto agguerrita, sia il Napoli che la Lazio hanno la possibilità di agganciare una Roma che, dovesse continuare così, rischia seriamente di essere defenestrata. Ho avuto modo di vedere i giallorossi poche settimane fa al Bentegodi e, dopo un primo tempo giocato con una buona intensità, hanno avuto un crollo preoccupante nella ripresa. Se la squadra di Garcia non ritorna ad essere quella dell’anno scorso o di inizio stagione, Napoli e Lazio possono recuperare terreno e appropriarsi della seconda piazza”.


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