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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Dall’area di rigore all’aula universitaria. Dai gol agli esami. Emanuele Murolo si sarà presentato da par suo davanti alla commissione, con la tesi tra le mani e il coltello tra i denti, pronto ad esultare, come dopo un gol. E lui di gol se ne intende, ne ha sempre segnati a iosa, sia in Eccellenza che in serie D, facendo da quattro anni le fortune del Portici 1906. Il corsaro biondo è un fresco laureato in Economia Aziendale, non proprio una facoltà leggera, ammesso che ne esistano di leggere, ma poi ci sono quelle toste, ma davvero toste, dove non possono venire meno la costanza, l’abnegazione, l’applicazione. Tutte caratteristiche che si sposano sia con il calcio che con lo studio, le tecniche d’allenamento sono diverse ma in ogni caso bisogna allenarsi, sia quando si prepara una partita che un esame. Del resto, ogni partita è un esame e ogni esame è una partita. Lo sport è metafora di vita, per arrivare ad un traguardo ci vogliono sacrifici, bisogna sudare, si superano anche delle delusioni per poi arrivare alla gioia finale. Complimenti ad Emanuele, classe ’93, perché è anche portatore di un messaggio sano: che il calcio non esclude la cultura, a volte si pensa il contrario ascoltando le esternazioni di qualche addetto ai lavori che, come succede in questi casi, pensa di essere tra i migliori del settore, tra gli illuminati, gli eletti, i predestinati. Manu, come viene chiamato tra gli amici, è un ragazzo molto umile, non ha grilli per la testa, forse è questo il segreto del suo successo, non solo come calciatore, ma anche come studente universitario. Chissà quante volte dopo gli allenamenti, si sia seduto dietro ad una scrivania, con il libro aperto davanti e ha iniziato a leggere, sottolineare, memorizzare, con i muscoli delle gambe ancora intorpiditi dal lavoro svolto sul campo. Quante volte, nella sua personale memoria fotografica, siano apparsi non solo fotogrammi di tanti tifosi impazziti di gioia ad un suo gol, ma anche le pagine di un manuale da aggredire come fosse un bunker difensivo, un fortino da espugnare. Br e Dr, l’uno sta per bomber, l’altro per dottore, complimenti ad Emanuele Murolo, quando si dice un ragazzo con la testa a posto.

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