
Views: 2
Fa un certo effetto trovarsi, come d’incanto, a commentare un anno calcistico dall’alto di una posizione che con una modestia non scalfita dal tempo definiamo immeritata. Si, proprio cosi. Ci siamo fermati un attimo a pensare quanta strada abbiamo percorso ma e soprattutto quanta ancora serve per realizzare il nostro sogno. Eccoci a riflettere su quanto accaduto negli ultimi due anni. Direttore di un gruppo, Direttore di un manipolo di eroi, Direttore di gente con qualità umane immense. Parlare di calcio, da tifoso a giornalista, da giornalista a scrittore. Incredibile, quanta strada ma la cosa piu’ importante è restare se stessi. Con le proprie paure, i difetti e le difficoltà di ogni uomo che conosce i limiti e cerca, giorno dopo giorno, di migliorare. Direttore di un fantastico gruppo, responsabile della crescita professionale di ragazzi come Celentano e De Luise che hanno scelto di fare questo mestiere. Non sono gli unici, citarli tutti, con il rischio di dimenticarne qualcuno, non possiamo permettercelo in questo momento e con lo spazio, poco, che abbiamo a disposizione. Essere Direttori significa anche saper dare tributo a chi lo merita, concedere il proscenio a chi se l’è guadagnato con fatica e sudore come Stefano Sica. Vice sulla carta ma Direttore nella vita professionale.

Lascia un commento