Views: 0
E’ durata poco la Turris nel derby con la Frattese. Un buon inizio a cui, però, i corallini non hanno dato continuità. Ed è proprio questo l’aspetto che, a fine gara, rammarica maggiormente il direttore sportivo Francesco Vitaglione.
L’ANALISI – “Ho visto una Turris autoritaria per 50 minuti. Siamo venuti a fare la partita sul campo della Frattese, laddove nessuno ci era riuscito in un anno e mezzo. Da questa gara usciamo fortificati nonostante questa sconfitta. La Turris ha trovato la sua quadratura ma deve essere più determinata nei momenti topici della partita: quando si ha questa supremazia, bisogna concretizzare altrimenti un episodio ti può condannare. Loro hanno fatto gol al primo tiro in porta. Ma questo è il calcio, situazioni di questo tipo non capitano solo alla Turris ma a tante squadre. Lo scorso anno, proprio la Frattese era padrona del campo per un’ora contro la Cavese, nella finale play-off, e si trovava anche in vantaggio. Non ha chiuso la gara e alla fine l’ha pagato. La partita è stata comunque bella e la Frattese resta una tra le cinque squadre più forti del girone. I tre gol di differenza però non si sono visti. Non temo contraccolpi psicologici, dobbiamo dimenticare tutto e lavorare in vista del Castrovillari. Abbiamo pagato a caro prezzo i nostri errori ma siamo appena alla terza giornata: questa partita non era di certo decisiva”.
RECRIMINAZIONI ARBITRALI – “Dovremmo parlare anche di una svista che ci ha condannati per via di un fallo netto di Longo su Di Girolamo da cui è scaturita la dinamica dell’espulsione di De Gol e il loro vantaggio. Tuttavia sul rosso a Picci saremo severi: non ammetto che si cada nelle provocazioni. Da lì la partita è finita perché in 9 contro 11 sarebbe stato difficile per tutti. Ma l’arbitraggio non mi è piaciuto: per partite così bisogna designare arbitri all’altezza. Il direttore di gara era romano e noi coi romani non abbiamo un grande feeling”.
PROSPETTIVE – “In D non ci sono risultati scontati. Ogni domenica bisogna andare su tutti i campi col coltello tra i denti, che si giochi in casa o fuori. Noi, però, dobbiamo ringraziare il nostro pubblico, che è sempre il dodicesimo uomo in campo. Siamo fieri di loro: ci hanno applauditi a fine partita apprezzando l’impegno messo in campo”.

Lascia un commento