16 Maggio 2026
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Crollo Juventus, Simeone junior mata la vecchia signora

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Isidoro Niola - Redazione -
Isidoro Niola – Redazione –

Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata

Juventus horror a Marassi che viene sconfitta pesantemente 3-1 dal Genoa di Juric. Al di là della sconfitta e del punteggio, ciò che ha destato preoccupazione è stato il modo con cui è maturata la terza sconfitta in campionato. Alla mezz’ora del primo tempo il Genoa vinceva 3-0, quasi che giocasse con uno sparring partner venuto a Marassi per la partitina del giovedì. Ma in campo (solo sulla carta) c’era la Juve, campione d’Italia in carica, capolista e fresca qualificata per gli Ottavi di Champions. Mai in partita, svuotata mentalmente, fisicamente stanca e con una formazione apparsa inadeguata per fronteggiare le furie rossoblu, ieri sembrate di un’altra categoria se non altro per la rabbia, L’agonismo e l’ordine tattico mostrato in campo, la Juve mandata in campo da Allegri era impresentabile con giocatori fuori ruolo. Solito 3-5-2 con Dani Alves, Bonucci e Benatia davanti a Buffon. Centrocampo con Lichtsteiner, Khedira, Pjanic, Hernanes ed Alex Sandro. In avanti Cuadrado con Mandzukic. Probabilmente con un’altra formazione i campioni d’Italia avrebbero perso lo stesso ma almeno con gli uomini giusti al posto giusto la Juve non sarebbe stata umiliata. Nessuno si è salvato dal naufragio genovese il che fa riflettere sul prosieguo della stagione della Juve, chiamata nel breve ad impegni difficili a cominciare da sabato prossimo contro la rivelazione Atalanta, terza in classifica. Dicevamo di un Genoa che ha letteralmente spazzato via la Juve nella prima mezz’ora. Grande protagonista è stato Giovanni Simeone, il Cholito, autore di una doppietta e per un pelo vicino alla tripletta, fermato da Buffon ad inizio ripresa con una grande parata. Al 3′ i grifoni passano in vantaggio: leggerezza di Bonucci in disimpegno che favorisce l’inserimento di Rigoni, palla a Simeone che dopo un batti e ribatti in area ribadisce in rete. Raddoppio rossoblu al 12′: Lazovic sfugge a Cuadrado sulla destra, cross calibrato per Simeone che di testa anticipa la difesa juventina e batte Buffon. Al 30′ il Genoa cala il tris: dalla sinistra Laxalt mette in mezzo, Rigoni anticipa Alex Sandro che manda sulla traversa e poi in rete per l’autogol. Si fermava Bonucci per una noia muscolare, sostituito da Rugani La Juve si faceva vedere solo con Mandzukic che veniva atterrato in area da Ocampos ma per Mazzoleni era tutto regolare. Nella ripresa ci si aspettava un ritorno furente della Juve nel tentativo di raddrizzare la partita ed invece per poco il Genoa non andava per la quarta volta a bersaglio con il Cholito formato da Buffon con una parata di piede. Allegri al 10′ della ripresa manda in campo Higuain al posto di Lichtsteiner e se non altro si vedeva qualche geometria in più con il Pipita che faceva da sponda per liberare gli attaccanti. Fallisce il gol Khedira da sotto misura ma è Pjanic a segnare il gol della bandiera a dieci minuti dalla fine con una punizione dal limite che Perin vedeva spegnersi nel sette alla sua destra. Allegri sostituiva Khedira con Sturaro ma i tentativi juventini si spegnevano al limite dell’area davanti alla nutrita difesa genoana. Al fischio finale di Mazzoleni, dopo 5 minuti di recupero, i genoani erano in trionfo a differenza dei bianconeri usciti a testa bassa dal terreno di gioco. Prossimo appuntamento per la Juve sabato prossimo quando allo Stadium scenderà l’Atalanta dei miracoli di Gasperini. Sicuramente ne vedremo delle belle.
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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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