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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata
Un porticese tra i professionisti. La frase provoca un certo effetto tra le persone che amano la città della Reggia. Ma chi è questo porticese? È un giovanissimo calciatore, classe 2000, si chiama Ciro Spedaliere e, calcisticamente, è passato dal Sant’Agnello al Pro Piacenza, dalla costiera all’Emilia. Un figlio di Portici ha la possibilità di misurarsi in un palcoscenico così prestigioso, in una vetrina invidiabile e che sicuramente metterà in luce le sue potenzialità. Ciro, porticese doc già dal nome, è un centrocampista centrale impressionante dal punto di vista fisico, è alto 1.84, nonostante l’altezza da corazziere difensivo, i suoi piedi sono educati e, alla qualità, abbina anche tanta quantità. Fosforo, muscoli e sostanza, così possiamo racchiudere le sue caratteristiche, naturalmente, essendo un giovanissimo, deve affrontare questa esperienza, con tanti stimoli, ma soprattutto con la voglia di divertirsi senza la pressione di dover arrivare a tutti i costi. I ragazzi vanno fatti crescere serenamente, con una mente forte ma libera da condizionamenti. A quest’età ci deve essere la voglia di sognare e di stupire non di dimostrare qualcosa a qualcuno, altrimenti si rischia di diventare schiavi e di limitare se stessi. Proprio per questo, per la crescita psico-fisico dei ragazzi, ci vogliono istruttori che riescano ad essere prima maestri di vita e poi competenti in materia calcistica. Il giovane Ciro ha reso orgoglioso chi ha creduto in lui, tra cui Gennaro Ciotola, un talent scout sempre più alla ribalta a livello nazionale, legittima anche la di lui soddisfazione nel vedere un suo prodotto approdare tra i professionisti e in una piazza di un certo blasone. Sicuramente tutta la Portici calcistica deve mandare il più grande in bocca al lupo a questo figlio della città che andrà a coltivare i suoi sogni sullo sfondo di Piazza Cavalli. Soddisfazione doppia per Gennaro Ciotola che, insieme al porticese Spedaliere, potrà vedere un’altra sua “creatura” con la maglia del Pro Piacenza. Si chiama Saverio Manfreda, anch’egli 2000, proveniente dalla Juventus, un ragazzino dalla tecnica sopraffina che può essere schierato sia davanti alla difesa che a ridosso delle punte. Che dire, un grosso in bocca al lupo a questi due imberbi ragazzini animati da un sacro fuoco che gli brucia nelle vene e, soprattutto, tra i piedi.

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