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Classe ’96, Davide Mansi è stato uno dei migliori in campo nella sua Cavese. Partito in coppia con Maraucci, poi espulso, ha dovuto fare gli straordinari per reggere, armi in pugno e coltello tra i denti, il reparto difensivo. Anche nel secondo tempo supplementare, quando il forcing della Frattese, dopo il rigore di Longo, è diventato asfissiante.
INIZIO DIFFICILE – “Nel primo tempo abbiamo fatto fatica a prendere le misure su un campo stretto – dice a FootballWeb -. Noi eravamo abituati al Lamberti e ad un terreno di gioco più grande. E poi la Frattese è molto brava a giocare sulle ripartenze. Ci siamo trovati un po’ impreparati e dovevamo ancora entrare in partita. Una volta che ci siamo assestati, si è iniziato a giocare come sappiamo. Anche se, nei primi cinque minuti, non avevamo fatto male, subendo poi gol su un gran numero di Celiento. Questa gara ci ha insegnato, come esperienza per il futuro, che non bisogna mai mollare fino all’ultimo minuto”.
REAZIONE DOPO IL PERIODO BUIO – “Dopo Pasqua abbiamo avuto un periodo di black-out. Ma questa vittoria è stata il frutto del lavoro di tutti i giorni e di un gruppo che non si è mai arreso. Certo, ad inizio campionato gli obiettivi erano altri, ma noi abbiamo comunque onorato la maglia”.
PRESSIONI AMBIENTALI – “Un po’ ci hanno condizionati. Ma in una piazza molto importante come Cava può capitare. Sapevamo che, se le cose non fossero andate bene, ci sarebbero stati dei problemi”.
RIGORE DEL 2-3 – “Ero a due metri da Donnarumma: il rigore era inesistente perché ha preso il pallone sulla gamba. Siamo rimasti in 9 e loro, logicamente, hanno preso coraggio facendo leva anche su un pubblico che era il dodicesimo uomo. E’ stata dura ma ero fiducioso sul fatto che ce l’avremmo fatta”.
IL FUTURO – “Ad inizio campionato non giocavo e ho avuto qualche infortunio. Sono cresciuto giorno dopo giorno e, per questo, devo dire grazie alla squadra e al mister. Il mio cartellino è di proprietà del Chievo e dovrò parlare con la loro dirigenza. Decideremo insieme. Cava è stata comunque una bellissima esperienza da cui ho imparato tanto”.

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