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Carriero: “Ad Avellino c’è un ambiente da Serie A”

Carriero: "Ad Avellino c'è un ambiente da Serie A"

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Cosi, Giuseppe Carriero, centrocampista dell’Avellino, nella trasmissione “Un lupo in famiglia” di Prima Tivvù.

Queste le sue parole: “Sono contento di essere ad Avellino. Potevo andare in Serie B a gennaio ma preferisco non parlarne, manca sempre qualcosa per fare il salto di categoria. Vengo da una stagione stupenda a Monopoli ed ero convinto di fare il salto di categoria. C’erano molte trattativa con il Parma a settembre, ma poi non si fece nulla. Ho deciso di rimanere alcuni mesi a Parma, in attesa di qualcosa di importante a gennaio. Poi nelle ultime settimane di dicembre, il direttore Di Somma si è sentito con il mio procuratore e nel giro di 2-3 giorni ho accettato Avellino e il 6 gennaio ero già qua”. 
Sul Parma: “L’organizzazione è certamente diversa in Serie A rispetto ad una LegaPro, dove si lavora molto nel dettaglio ma devo dire che ad Avellino ho trovato cose molto simili a Parma. Quando stavo scendendo al Sud, l’unico mio dubbio erano le strutture, perchè parliamoci chiaro, il calcio al Sud è carente in strutture, venendo anche dall’esperienza di Monopoli. Invece ad Avellino devo dire tutto perfetto, si respira un’aria di un grande club, da Serie A che ambisce ad altre categorie. Peccato non aver potuto respirare il calore dei tifosi a causa del Covid”. 
Gli inizi: “Ho iniziato nei settori giovanili dell’Inter, poi Pro Sesto, Lecco, poi 3 anni a Renate. Poi sono andato al Bellinzago. Ho conosciuto Gabriele Rocchi, abbiamo vinto anche un campionato di Serie D insieme, è un grande professionista, ho anche vissuto con lui. Con questo club si era fatto un miracolo, in 10 anni dalla Terza Categoria alla Lega Pro, poi però non si è riusciti a dare continuità e non si iscrisse al campionato. Poi sono stato alla Casertana, Catania e Monopoli e poi eccomi ad Avellino”. 
Sui settori giovanili: “Non è facile, c’è tanto da migliorare nei settori giovanili in Italia, ci sono tante cose che non funzionano, tante cose che tappano le ali a tanti giovani talenti, ci sono società che non danno progetti, che non fanno crescere i giovani. Penso che dall’eliminazione dell’Italia dai Monduali 2018 si sta svoltando in tal senso. Anche ad Avellino ho visto una bella organizzazione, appena arrivato, e fanno bene perchè partire dai giovani è importante”. 
Sul Monopoli e mister Scienza: “Il mister è come un secondo papà per me. Io ai pulcini dell’Inter, inoltre, giocavo con il figlio. Poi l’ho ritrovato a Monopoli ed è scattata un’empatia, ci siamo trovati alla grande, è stato il mio miglior campionato in carriera, dove ho segnato 4 gol, poi ai playoff sapevamo che era dura, ma siamo soddisfatti della scorsa stagione fatta. Il Monopoli sono 3 anni che sta facendo bene, ha sempre fatto i playoff, l’anno scorso siamo arrivati terzi a -1 dal Bari secondo. Quindi un grande campionato”. 
Esultanze con Fella: “A me piace creare qualcosa di bello quando si fa gol. Con Fella ho un grande rapporto, facevamo grandi esultanze programmate al Monopoli. L’ultima fatta era un piccione, ci tengo a precisare, perchè qualcuno ha detto che era un galletto e rivolta al Bari e invece non vogliamo prendere in giro nessuno”. 
Esplosione al Sud: “Pur essendo di Desio, in piena Brianza, sono esploso al Sud perchè ho iniziato a Caserta, e da lì sono entrato nel giro del girone C e magari mi cercano solo squadre del Sud. Però il calico ormai può essere visto da tutti in ogni maniera e quindi questa cosa la vedo solo come un caso”. 
L’idolo a cui si ispira: “Non ho un solo calciatore a cui ispirarmi. Non ho un vero e proprio idolo. Ultimamente mi sto innamorando di Barella, che in questo momento è uno dei migliori in Italia, e inoltre ha caratteristiche che ho simili anche io”. 
Su Braglia: “Una persona molto umile, sincera, è sempre a disposizione, è sempre lui a venirti incontro quando hai una difficoltà. Mi ha gestito sin da subito alla grande e mi ha messo nelle condizioni di far bene subito. Poteva subito buttarmi nella mischia invece ha preferito aspettare e farmi prendere il ritmo. Il mister è un buono, poi non devi farlo incazzare…”. 
Il ruolo: “Io sono una mezz’ala, ho sempre fatto questo ruolo, mi piace inserirmi, mi piace aiutare le squadre e magari anche andare a segno”. 
Il carattere: “Sono una persona solare, una persona allegra che però quando ha quei 2-3 minuti di nervosismo è meglio chiuderla in uno stanzino e buttare la chiave. Ho quei 2-3 minuti a settimana che è meglio essere lasciato da solo. Sono fidanzato da circa 5 anni, ho iniziato da poco una sorta di convivenza nonostante il lockdown”. 

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Alessandro Lugli è nato a Napoli, e qui vive. Appassionato del calcio e amante della Poesia. Simpatizza per il Napoli.

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