16 Maggio 2026
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Carlo Mandola: “Var? Non mi piace l’attesa della decisione, l’imperfezione con la quale viene utilizzata e la mancata esultanza spontanea ed improvvisa dopo un gol“

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Giudizio netto quello che Carlo Mandola sostiene del Var senza se e senza ma. Troppa attesa e troppa approssimazione secondo Mandola. Carlo lavora per il Lecco calcio con mister D’Agostino. Il tecnico di Sapri ha la doppia funzione di scopritore delle tattiche dell’avversario e di aiuto allenatore. Ama i trequartisti si evince dall’elenco dei giocatori che preferisce. Il sogno è lavorare in Premier League.

 

 

 

 

 

Ci racconti qualcosa di Lei, dove è nato e dove è cresciuto

 

Sono nato a Sapri uno splendido paesino sul mare in provincia di Salerno… Sapri è l’ultimo a sud del Cilento e della Campania ed è a confine con la bellissima Maratea in Basilicata. Una località di mare che ancora oggi conserva valori e culture poco mutate nel tempo che la rendono una meta speciale. Ho vissuto li a casa dei miei fino all’età di 14 anni quando poi ho iniziato a girovagare, grazie al calcio, tra Toscana, Basilicata ed altre regioni d’Italia. Da una decina di anni vivo (quando non sono al lavoro) nelle Marche, a Loreto, dove appunto risiedono mia moglie e mia figlia Bianca.

 

Dove e quando è nata la passione per il nostro sport

 

Mio padre era un ex calciatore di talento prima ed un promettente allenatore poi… è stato lui che mi ha trasmesso la passione per questo sport.   Aggiungerei poi che fin da piccolo non avevo una squadra specifica del cuore ma più che altro mi ispiravano simpatia belle realtà come la Lazio o il Parma o qualche giocatore per cui avevo grande ammirazione come Veron, Rui Costa e Seedorf prima e Pirlo, Iniesta e D’Agostino (con la quale ho la fortuna ora di lavorare) poi…

Ora sappiamo che lavora al Lecco di cosa si occupa per l’esattezza

 

Come accennato poc’anzi faccio parte dello staff tecnico di mister Gaetano D’Agostino e mi occupo di diverse cose di carattere tecnico-tattico Nello specifico il mio lavoro si svolge su due tavoli che riguardano sia il campo che l’analisi tattica   Come analista tattico il mio compito è quello di conoscere alla perfezione principi di gioco e caratteristiche collettive e individuali dei nostri prossimi avversari. Con il mio lavoro cerco di fornire al mister ogni elemento possibile utile poi ad elaborare la sua strategia di gioco per la gara, istruisco i calciatori sulle qualità ed i difetti individuali dei loro diretti avversari in campo e relaziono al mister eventuali strategie, punti deboli e punti di forza della squadra avversaria durante la partita. Come collaboratore tecnico il mio compito è quello di supportare l’allenatore in tutte le varie sfaccettature di ogni singolo allenamento, di coadiuvarlo nella messa in pratica delle esercitazioni e di consigliare / proporre esercitazioni funzionali per far si che i calciatori possano vivere durante la settimana il maggior numero possibili di situazioni di gioco che poi ritroveranno la domenica in partita. Nei giorni della preparazione della partita il mister mi ha dato poi inoltre l’incarico di istruire e guidare il gruppo di ragazzi che devono simulare i nostri avversari negli ultimi giorni pre-gara.

 

 

Prima di Lecco, dove allenava? 

 

Sono rientrato nel calcio da pochi anni ed è diventato per me una professione a tempo pieno da pochissimo tempo. La scorsa stagione ero Allenatore in Seconda dell’Alma Juventus Fano, sempre in serie C ma nel girone B. Una società ed una cittadina fantastica che mi hanno dato tanto sia dal punto di vista personale che professionale, con una bellissima salvezza raggiunta ai play-out quando ormai i più ci davano per spacciati. L’anno prima davo una mano a mister D’Agostino che allenava l’Alessandria nel girone A di serie C. Ho avuto poi negli ultimi anni diverse collaborazioni in essere con allenatori e direttori sportivi delle maggiori serie nazionali. Precedentemente “lavoravo” come allenatore dell’U19 e responsabile di settore giovanile di alcuni importanti società nelle Marche.

 

 

Ha avuto anche una carriera da calciatore

 

Si ho avuto una carriera da calciatore ma ahimè corta e non ben riuscita come invece avrei voluto: ho collezionato circa un centinaio di presenze tra serie D e C per poi smettere a soli 23 anni a causa dei continui infortuni. Probabilmente non ero molto performante dal punto di vista fisico e ho avuto diverse problematiche in tal senso che mi hanno poi spinto a smettere molto presto, allontanandomi dal calcio per diversi anni.

 

 

Quali sono i suoi obiettivi per il futuro

 

Nel breve mi piacerebbe tantissimo poter raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati qui a Lecco. Il gruppo è davvero fantastico, la società molto serie e familiare e lavorare con il mister è per me motivo di grande orgoglio e crescita professionale. A lungo termine mi piacerebbe poter continuare a crescere (magari con lo stesso ritmo degli ultimi anni) come 2° / collaboratore tecnico per poi magari fra qualche anno avere la maturità di poter diventare un primo allenatore. Il sogno nel cassetto sarebbe un giorno poter lavorare in Premier League che è in assoluto il massimo campionato che mi piace di più.

 

Quali schemi adotta per le squadre che allena

 

Riguardo gli schemi intesi come strategie di gioco o sui calci piazzati questi sono mutevoli ed in continua evoluzione, faccio quindi fatica a descrivere qualcosa in tal senso. Per quanto riguarda il modulo invece il mister quest’anno predilige la difesa a 3 che poi può essere correlata da un centrocampo a 5 o 4 e davanti 2, 3 attaccanti o 1 o 2 trequartisti a seconda della scelta strategica della gara. In genere giochiamo quindi con il P-3-4-2-1, P-3-4-1-2 o il P-3-5-2

 

Cosa ne pensa della Var

 

Mi sono preso un po di tempo per arrivare ad una decisione definitiva e ad oggi dico che non mi piace. Non mi piace l’attesa della decisione, non mi piace l’imperfezione con la quale viene utilizzata e non mi piace assolutamente la mancata esultanza spontanea ed improvvisa dopo un gol. Oggi i giocatori, in caso di dubbio, stanno li ad aspettare la decisione invece che esplodere nella felicità del gol fatto, secondo me questo è molto triste. L’errore di valutazione arbitrale ci stava prima e ci sta adesso… a mio avviso fa parte del gioco ed è quello che lo rende anche più bello ed imprevedibile.

 

Come è il suo rapporto con gli arbitri

Ho sempre avuto un rapporto di rispetto verso la classe arbitrale. Come tutti ogni tanto protesto e mi è capitato di urlare un po troppo preso dall’enfasi della competizione, ma di base ho un buon rapporto con loro. Pensi una volta, ci rido ancora su, nel settore giovanile, mi presi un’espulsione per aver cambiato (in gioco) una decisione errata dell’arbitro che favoriva ingiustamente la mia squadra, per me sembrava una cosa giusta ma lui la prese male.

Ci riveli la Sua squadra del cuore

Come detto in precedenza non l’ho mai avuta fin da bambino, attualmente mi piace molto il Leeds di Bielsa, il City di Guardiola, il Milan di Pioli, l’Atalanta di Gasperini e per certi aspetti il Sassuolo di De Zerbi. Poi seguo con interesse ed occhio critico diverse squadre dell’Eredivise e qualcuna della Bundesliga che stanno portando diversi concetti innovativi in termini di gioco. Nella serie in cui milito mi piace molto il Potenza di mister Gallo ed il Teramo di mister Paci e spero sempre che possano far bene quest’anno.

 

About Adamo Recchia 211 Articoli
Sono un bancario con la passione per il calcio ed il tennis. La mia squadra del cuore? Tifo Inter,
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