16 Maggio 2026
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Caput Mundi

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Era il 19 ottobre 2008, praticamente due o tre ere calcistiche fa, quando l’Inter espugnava l’Olimpico giallorosso per 4-0, con i sigilli di Stankovic, Obinna e la doppietta di Zlatan Ibrahimovic. 9 anni dopo, durante i quali i nerazzurri hanno collezionato più figuracce che punti nel tempio capitolino del nostro calcio, l’Inter sbanca nuovamente Roma, di nuovo sotto il segno della “I”: da Ibra ad Icardi, il passo pare breve.

Un’Aria Nuova

E’ ancora una volta il Capitano a prendersi la copertina di questo libro da sei punti del nuovo corso nerazzurro, che sotto i comandi di Spalletti sembra essere iniziato respirando davvero un’aria nuova. Audaces fortuna iuvat, diceva un proverbio latino, ed è innegabile che l’Inter di ieri sera lo rappresenti al massimo: la Roma ha giocato il suo calcio per 70 minuti, costruendo vagonate di occasioni da gol, con la bellezza di tre legni colpiti e un contatto da rigore molto dubbio non sanzionato da Irrati. Ma i nerazzurri, pur barcollando, non sono mai caduti, restando a galla con la forza di chi non vuole mollare a prescindere, sapendo soffrire per lungo tempo e cercando comunque di proporsi in avanti, prima di colpire con il più classico dei colpi di coda, ribaltando tutto in 20 minuti. Una vittoria costruita (anche) sugli episodi, una vittoria comunque da grande squadra.

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La Cronaca

Sommerso dai fischi, Spalletti conferma il 4-2-3-1 con D’ambrosio e Nagatomo ancora terzini (Dalbert e Cancelo in panchina), Gagliardini al fianco di Vecino e Borja Valero trequartista; la Roma risponde con il classico 4-3-3, adattando Juan Jesus da terzino destro, con Fazio centrale e Perotti e Defrel ancora in appoggio a Dzeko. L’inizio gara nerazzurro è scoppiettante: l’Inter pressa bene e in modo intelligente, costringendo la Roma ad abbassare il suo raggio d’azione e mettendola in difficoltà sin da subito. E’ un fuoco di paglia, tuttavia, dato che dopo 15 minuti la gara subisce un grosso ribaltamento: prima Kolarov colpisce il primo legno della tragica serata romanista, poi ci pensa Dzeko, ben imbeccato da Nainggolan, a bersi Skriniar e D’ambrosio e timbrare l’1-0. L’Inter subisce il colpo e sparisce di fatto dal campo per diversi minuti, quando rischia di capitolare. A fine primo tempo Icardi inizia a fare le sue prove da solista, scaldando i guantoni ad Alisson con un bel destro da fuori. Infine c’è spazio per il secondo palo giallorosso, colpito da Nainggolan con una gran botta su sponda intelligente di Defrel.

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Nella ripresa Spalletti lascia negli spogliatoi un irriconoscibile Gagliardini, inserendo Joao Mario per dare più dinamismo alla compassata manovra interista. Inizialmente la mossa non paga, anzi è ancora la Roma a sfiorare il raddoppio: prima Irrati lascia giocare su un contrasto di Skriniar in area di rigore ai danni di Perotti (che giocatore, a tratti immarcabile!); poi è ancora l’argentino ex Genoa a far tremare la porta di Handanovic, con il terzo legno colpito grazie ad una splendida conclusione da fuori. E’ questa la sliding door della serata, che cambia totalmente al minuto 67. Candreva pesca Icardi in area, il 9 nerazzurro è bravissimo a freddare Alisson di prima intenzione e rimettere tutto in discussione: Roma 1, Inter 1. I giallorossi reagiscono subito con El Shaarawy, ma poi spariscono dal terreno di gioco e per l’Inter è festa grande. Dieci minuti dopo è Perisic a volare sulla sinistra, trovando ancora Icardi in area, che è bravissimo a girarsi in un fazzoletto e spingere il pallone ancora alle spalle di Alisson per il vantaggio nerazzurro. Nel finale, con l’esordio di Joao Cancelo, c’è spazio anche per la gloria personale di Matias Vecino, al primo gol in maglia nerazzurra: è ancora Perisic, con una gran giocata, a servire l’uruguagio che da pochi passi non sbaglia. Game, set and match.

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Calma… Olimpica

L’Inter risponde alla Juventus, vincitrice nell’anticipo a Genova, e si issa in vetta alla classifica di Serie A dopo due giornate, all’alba della prima sosta per le Nazionali. Un inizio di stagione più che promettente, dunque, per Luciano Spalletti, che coglie due vittorie fondamentali e di certo non scontate, tra Fiorentina e Roma.

C’è tuttavia parecchio da lavorare, a cominciare dal centrocampo che a Roma è stato divorato dai tiranni del ruolo Nainggolan-De Rossi-Strootman, specie nel primo tempo. Troppo lento, svagato, con poche idee, sopratutto nella prestazione di Gagliardini, bocciato da Spalletti a fine primo tempo. Molto meglio invece Vecino, che sembra giocare in nerazzurro da una vita, attento ed ordinato, con la soddisfazione della terza marcatura della serata. Non male, ancora una volta, Milan Skriniar in difesa. Certo, se Irrati avesse fischiato quel rigore staremmo a parlare di ben altri giudizi, ma lo slovacco pare uno di quei centraloni vecchio stampo arcigni e impossibili da superare, abilissimi nel gioco aereo.

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E poi, per fortuna dell’Inter, tutte le strade portano a… Icardi. Maurito, alla seconda doppietta in due partite, guarda già tutti dall’alto della classifica marcatori (in compagnia di Dybala, altro argentino) e si gode il suo status da trascinatore. Da attaccante di razza il primo gol, da fenomeno del ruolo il secondo. Per Spalletti “lui e Dzeko sono i migliori attaccanti della Serie A”: inserendo anche Higuaìn in lista, come dargli torto?

Il diktat ora è restare calmi e concentrati, consapevoli dei propri mezzi e vogliosi sempre e comunque di dominare l’avversario di turno: dopo la sosta ci sarà la Spal a San Siro, a mercato finito (in arrivo un centrale, Mustafi e Mangala i nomi caldi). La stagione sta entrando nel vivo.

 

 

 

 

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