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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Dopo la bella partita disputata in campionato contro la Juventus, ci si aspettava dal Milan lo stesso spirito combattivo anche in Europa contro l’AEK, cosi da chiudere già ieri sera il discorso qualificazione (cosa che ha già fatto la Lazio). Così però non è stato, costringendo i rossoneri a rimandare la matematica certezza alla sfida con l’Austria Vienna, già battuto per 5-1 all’andata.
Vincenzo Montella, ancora allenatore del Milan, decide di far riposare contro i greci Suso e Kessie, schierando Locatelli al fianco di Montolivo (sostituto di Biglia infortunato) e aggiungendo Cutrone al fianco di André Silva, che nelle gerarchie, è al momento l’attaccante di coppa. Il modulo scelto è il 3-4-1-2, con il solo Calhanoglu dietro le due punte. In difesa torna il capitano Leonardo Buonucci, autore di una partita sufficiente e senza errori, al fianco di Romagnoli e Musacchio. L’ex romanista gioca una partita perfetta, mentre l’argentino è spesso protagonista di errori evitabili e dribbling subiti troppo facilmente.
Il primo tempo del match, sul piano di intensità e velocità, è stato capace di farmi domandare se fossero le 19 o le 23, ma ne rendevo subito conto ogni qual volta alzavo gli occhi al cielo ad ogni palla persa da Locatelli. Quindi sempre. Pessima la prestazione del classe 98, mai preciso, poco convinto sui palloni e autore di innumerevoli falli inutili: esce infatti nell’intervallo per l’indispensabile Frank Kessie, che a quanto pare, pur non giocando sempre bene, sembra essere un elemento fondamentale del centrocampo di Vincenzo Montella. Nella ripresa, anche grazie all’ingresso di Suso (altro indispensabile), la partita alza l’asticella del tachimetro e inizia ad avere più ritmo e spunti da entrambe le parti. Donnarumma, nel complesso, non è mai seriamente impegnato dai greci, che fortunatamente, sono spesso imprecisi e lo sono sempre e solo dalla lunga distanza. Anestis, invece, lo è un pochino di più (palo compreso), ma non basta per togliere al Milan un misero 5 in pagella. La motivazione del voto? L’ha data direttamente capitan Bonucci nel dopo partita: “Vedo tanta qualità in questa squadra, ma ci manca un pizzico di sfrontatezza e personalità. Sono contento della mia prestazione ma devo ancora migliorare. Ora servono i risultati”.
Al di là della prestazione, questo è un punto che non dispiace ai rossoneri, ai quali basterebbe soltanto una vittoria nel prossimo turno, per festeggiare la qualificazione ai sedicesimi. Ora la testa è già indirizzata al posticipo di domenica sera, dove ad aspettarli c’è il Sassuolo di Christian Bucchi, reduce da due sconfitte consecutive contro Udinese e Napoli. Un test perfetto per capire la forza mentale di questo Milan, che con la conquista dei tre punti in terra emiliana, arriverebbe più convinto e spensierato al big match del San Paolo contro il Napoli, orfano di Ghoulam, in programma subito dopo la sosta per le Nazionali.
Consapevolezza di poter fare meglio, miglioramento graduale del complessivo o del singolo giocatore e compattezza del gruppo: questi sono i punti fermi della compagine rossonera, che dopo tanti anni di anonimato, è pronta a tornare ai livelli che gli competono da più di un secolo. Magari non già da quest’anno, ma da qui, sicuramente, nasceranno le basi del nuovo Milan vincente.

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