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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
Non va oltre il pari (1-1) l’Aversa Normanna nel battesimo casalingo al Bisceglia contro lo Sporting Fulgor Molfetta. Gara giocata su buoni ritmi, specialmente nel primo tempo, con le due squadre che si sono assunte qualche rischio di troppo pur di portare a casa l’intera posta in palio. Meno spumeggiante la seconda parte della ripresa, che è scivolata pian piano verso un certo anonimato tecnico anche se nel finale non sono mancati colpi di scena che avrebbero potuto ridisegnare un esito diverso. Ai normanni non è mancata di sicuro la buona volontà. Fisionomia e identità tattica vanno ancora limate, ma la squadra in campo ha mostrato comunque disponibilità e carattere pur in un contesto qualitativo di gruppo ridimensionato rispetto a quello dello scorso anno. Tuttavia da sottolineare, nel quadro del pomeriggio grigio del Bisceglia, c’è la contestazione operata dagli ultras granata contro il patron Giovanni Spezzaferri per tutto l’arco del match.

SCELTE TATTICHE – Per l’esordio in terra normanna, mister Alessandro Caruso sceglie il 4-4-2. Il baby Giordano agisce da esterno destro alto, con Marsicano alle sue spalle. La linea difensiva davanti a Maiellaro è completata da Sozio a sinistra e dal duo Pezzella-Gala al centro. Novità di ruolo, quindi, per l’ex Sorrento e Casertana. In mediana c’è la cerniera Corsale-Castaldi, con Gaetano (risultato a fine gara il migliore dei suoi) a sinistra. In avanti ecco il tandem Ginestra-Varriale. Pino Lo Polito, tecnico molfettese, si affida invece al 3-5-2 con l’ex Tulimieri (partita molto positiva la sua) libero di scorazzare tra i due d’attacco e l’ultimo arrivato, Luca Guadalupi, comandato a fare il play e ad organizzare le trame ospiti.
NORMANNI ALL’ATTACCO, POI LA DOCCIA FREDDA – E’ decisamente superiore il piglio che ci mettono i granata nell’approccio. Tutto questo in un campo ai limiti della praticabilità per limiti strutturali oggettivi che si trascinano da anni, ridotto praticamente a risaia. Varriale scaglia a lato il proprio fendente, poi la conclusione di Gaetano è troppo telefonata per impensierire Figliolia. L’Aversa ci prova con generosità ma a passare è il Molfetta al primo sussulto (20′): prelibato il dai e vai tra Tulimieri e Petitti, con quest’ultimo che, appena dentro l’area, fulmina centralmente Maiellaro. Una doccia gelata per la squadra di Caruso, che però non si scompone riprendendo a martellare gli ospiti. E di apprezzabile c’è proprio questa reazione istantanea, di cuore. Un’altra sassata di Ginestra sfila a lato, poi lo stesso attaccante si divora un gol fatto consegnando tra le mani di Figliolia un colpo di testa ravvicinato sugli sviluppi di un traversone di Gaetano, il quale aveva trovato una buona superiorità numerica a sinistra.
PARI MERITATO – Le manovre normanne non sono fluide ma almeno hanno il timbro della sana inquietudine giovanile. Giordano a destra, per esempio, dimostra di essere quel piccolo talento di cui si parla, e piace anche per la tranquillità e la sicurezza con cui gioca la palla. Altro esame superato anche se i margini di crescita – e di una collocazione tattica più precisa – sono grandi. E il pari arriva meritato prima dell’intervallo (45′): Ginestra strappa una palla sanguinosa a Lenoci (forse con le cattive ma l’arbitro non la pensa così) e serve ad un metro Varriale che, in perfetta solitudine, fa centro senza affanni. E’ un gol che premia lo sforzo (confuso ma generoso) dei granata a fronte di un Molfetta che lascia giocare ma davanti non mostra più efficacia.
BATTI E RIBATTI – La ripresa si apre sul filone dell’intensità e del botta e risposta. L’Aversa può passare subito quando Marsicano chiama al miracolo Figliolia non ribadendo in rete a pochi passi dalla porta. Poi si sviluppa una mischia paurosa in area che non produce sviluppi. Proprio Marsicano era stato dirottato a fare l’esterno alto a sinistra col neo entrato De Muto smistato ad esterno basso a destra. Si rinnova l’asse Petitti-Tulimieri, con l’ex Savoia che spara di prima intenzione non inquadrando la porta. Fuori misura la punizione dai 35 metri di Rizzi tra i molfettesi, quindi Caruso avvicenda Gaetano (onnipresente e positivo per qualità e quantità) con Guarracino, affidandosi alla fisicità e alla tendenza manovriera dell’ex Real Albanova, che va ad assistere Varriale in attacco. Più Molfetta in questa fase: un altro fendente da lontano di Tulimieri termina alto, poi lo stesso biondo fantasista innesca Ferreira, servizio dietro per Petitti che spara sopra la traversa da buona posizione. Trama spettacolare quella dei biancorossi, poca la fortuna. Può accadere di tutto in questi minuti, anche perché gli schemi sono saltati e c’è voglia di vincere da ambo i lati. Per i normanni il gol sembra fatto quando il cross al bacio di Sozio non viene sfruttato da Gala che, a colpo sicuro, manda imperdonabilmente la propria inzuccata alta di un soffio.
CHIUSURA SENZA EMOZIONI – A quel punto la gara inizia a perdere di brillantezza e il Molfetta può sbloccarla solo perché i granata cominciano stranamente a perdere equilibri nella zona difensiva. Sozio lascia sfilare un pallone bollente che Tulimieri raccoglie involandosi per 20 metri verso Maiellaro: l’ex Casertana e Savoia è tempestivo nell’uscita e smanaccia in angolo, ripetendosi poco dopo su un’altra incursione ospite. Finisce così ed il pari è l’esito più giusto per una sfida sempre imprevedibile e giocata a viso aperto per quanto densa di errori tecnici individuali.
AVERSA NORMANNA: Maiellaro, Marsicano (28′ st Roberts), Gala, Pezzella, Sozio, Giordano (46′ st Topo), Gaetano (21′ st Guarracino), Corsale (25′ st Marzano), Castaldi, Varriale, Ginestra (1′ st De Muto). A disposizione: Granata, Buono, Del Prete, Palumbo. Allenatore: Caruso.
SPORTING FULGOR MOLFETTA: Figliolia, Donvito, Lenoci, Tenneriello, Rizzi, Guadalupi, Gissi (33′ st Russo), Ferreira, Tulimieri, Petitti, Cesareo (24′ st Armenise). A disposizione: Lullo, Lisi, Serino, Dell’Aquila, Marzio, Procacci, Terlizzi. Allenatore: Lo Polito.
ARBITRO: sig. Baratta della sez. di Rossano.
RETI: al 20′ pt Petitti (M), al 45′ pt Varriale (A).

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