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Due schiaffi all’ex capolista e una vittoria storica contro la squadra più forte del torneo. L’Avellino indossa l’abito più elegante e si sbarazza del Verona per 2-0. Biancoverdi concentrati, corti e orgogliosi, gialloblu sfilacciati, pasticcioni e anche un po’ presuntuosi, nonostante l’assenza di Pazzini. Alla fine dei conti il risultato è sacrosanto e il successo strameritato. L’Avellino sorride, il Verona si lecca le ferite e incrocia le dita: quando perse qui poi vinse lo scudetto.
GARA GRADEVOLE- Subito Avellino pericoloso: conclusione dal limite di Moretti e Nicolas si oppone con i piedi. I ritmi sono alti e c’è tanta aggressività in campo, ne fa le spese Romulo, costretto a giocare, dopo uno scontro con Paghera, con un vistoso turbante in testa. Al 10′ il primo squillo del Verona: slalom di Bessa e piattone dai 16m che accarezza il palo. Controreplica dell’Avellino un minuto dopo: tiro a effetto di Verde che dà solo l’illusione del gol. La gara si mantiene bella, anche per merito del direttore di gara che fischia poco e lascia giocare tanto. Negli ospiti Bessa è il più ispirato: al 22′ cross dell’esterno per Juanito Gomez che da pochi metri incorna a lato. Sale la pressione del Verona: Luppi riceve palla dal limite e calcia in porta senza centrare il bersaglio grosso. Intanto Pecchia deve rinunciare a Romulo per infortunio, tocca a Siligardi sostituire il brasiliano. Nel finale Avellino pericoloso due volte: pria con una rovesciata di Ardemagni che non trova lo specchio della porta e poi con un colpo di nuca che termina di poco alto. Al riposo è 0-0.
GIOIA BIANCOVERDE- La ripresa si apre subito con un cambio per i padroni di casa: fuori D’Angelo, dentro Belloni. Il Verona alza i ritmi e al 2′ sfiora il vantaggio: assist di Juanito Gomez a rimorchio per Luppi e conclusione murata. L’Avellino si salva e 60” si guadagna un calcio di rigore: Caracciolo trattiene vistosamente per la maglia Ardemagni e dal dischetto Paghera non sbaglia. Il Verona non reagisce e l’Avellino lo mette alle corde: Lasik innesca Verde che si accentra e esplode un sinistro che fa fare brutta figura a Nicolas. Dopo un’ora di gioco, Avellino avanti 2-0 sulla capolista. Pecchia dà uno sguardo in panchina e manda in campo Zuculini al posto di Fossati. La reazione degli ospiti è in un assolo di Siligardi, bloccato a terra da Radunovic. Ma una vera reazione non c’è. Anzi nel finale Belloni e Ardemagni si divorano per un malinteso la rete del 3-0. Poco male, l’Avellino trionfa lo stesso e vede più vicina la salvezza.

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