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Tredici punti e terzultimo posto in classifica ,frutto di tre vittorie ,quattro pareggi e sette sconfitte appena otto reti fatte e diciotto subite.
Sono questi purtroppo i numeri che condannano attualmente l’Avellino ad occupare una posizione in classifica tutt’altro che tranquilla con le sole Ternana e Trapani capaci di far peggio dei lupi. Ma quello che preoccupa maggiormente l’ambiente irpino ,nonostante la zona salvezza disti solo due miseri punti,è la disastrosa differenza reti (-10)con l’attacco fanalino di coda insieme a quello del Trapani con appena otto gol realizzati.
Se tra le mura amiche ,la squadra viaggia comunque con una media di 1.57 punti a partita ,non male per un team che deve salvarsi,con un +1 nella differenza reti grazie alle sette reti realizzate (tre delle quali tutte insieme contro la Pro Vercelli) e i sei subiti ,è il rendimento in trasferta quello che affligge maggiormente l’animo dei supporter avellinesi visti i soli due punti conquistati .
Se a questo aggiungiamo il fatto che lontano dal Partenio sono state solo due le volte in cui Castaldo e soci hanno violato la rete avversaria (una su calcio di rigore) a fronte delle tredici subite ci rendiamo conto come al momento la soluzione della crisi sembra addirittura impossibile. Come sempre accade nel mondo del calcio ,i numeri sono i parametri che riassumono lo stato di forma e la forza reale di una squadra di calcio.
Mai un modulo fisso ,calciatori schierati in ruoli diversi da quelli abituali ,giovani di belle speranze troppo acerbi per indossare la maglia dell’Avellino fanno si che statisticamente la squadra biancoverde abbia un coefficiente di pericolosità medio al di sotto del 35% con una media di tiri dentro/totali di quattro su dodici in casa e addirittura uno su quattro in trasferta. Anche fare più di quattro passaggi buoni consecutivi poi sembra essere una cosa impossibile a farsi per gli uomini di Toscano.
Ovviamente il tempo per risalire c’è ancora ma pensare che ,una squadra così giovane potesse far bene in una piazza come Avellino e ripetere le gesta di quella di Rastelli è stata una mossa troppo azzardata da parte della dirigenza irpina.
Pensare di lanciare i nuovi Izzo e Zappacosta che oggi indossano la maglia della nazionale maggiore senza la presenza in campo di calciatori forti ed esperti della categoria come avvenuto in passato con i vari Schiavon,Pisacane ,Ely e Konè bravi anche a fare da chioccia ci sembra difficimente ripetibile.
