Views: 2
Servizio di Mauro Pantani
ex calciatore
opinionista www.footballweb.it
Il ritorno di Tesser riporta l’Avellino ai veri valori tecnici e morali di una squadra che improvvisamente si ritrova e riacquista fiducia e autostima tanto da giocare i primi 45 minuti in grande spolvero, non portandosi in vantaggio solo per una gran parata del pipelet piemontese su colpo di testa di un rivisolato Castaldo, un rigore, fallo di mano nettissimo su controllo del portoghese Joao Silva, (la cosa più bella della sua gara), non visto dall’arbitro, tra l’altro bravissimo e un palo colpito a portiere battuto sempre dal nostro centravanti Castaldo con un gran tiro dal limite nei secondi finali del tempo. La ripresa non è stata la stessa cosa, le distanze tra i vari reparti, cosi’ ben osservate nella prima parte si sono allargate e allungate a vista d’occhio,tanto da offrire su un piatto d’argento alcune ripartenze per gli avversari e seri pericoli per noi, abbastanza fortunati in almeno un paio di volte con errori gravi nelle conclusioni a rete da parte dei bianchi Vercellesi e a un secondo tempo giocato,con lodevole impegno ma senza grande lucidità aggiungerei nei minuti finali, l’ansia da risultato che ha generato grossi patemi d’animo ai nostri giocatori tanto da far loro dimenticare in piu’ occasioni,cambi ovvi di marcature, specie sui calci piazzati, punizioni e corner, come in occasione della rete del vantaggio avversario,e altre situazioni di pericolo in quasi tutte le palle inattive,calciate e lo sapevamo splendidamente dal sinistro educatissimo di quel marpione di Mammarella per fortuna il vero e unico condottiero principe biancoverde, sto parlando di Castaldo dopo un inizio molto convincente si ricorda che si può fare ancora meglio e da quell’attaccante di prestigio che e’ realizza una splendida rete con un colpo di testa non facile e di grande personalità, la stessa cosa non si può dire di Joao Silva che si PAPPA un goal per me fattibilissimo, anche se la distanza era notevole,quando intercettando oltre la nostra linea mediana un pallone mal controllato dal portiere della Pro Vercelli, spintosi in avanti,non riesce a trovare la porta avversaria lasciata scoperta e calcia inopinatamente fuori. Peccato, proprio peccato, dire che trovare il goal era facilissimo forse non sarebbe la pura verità, ma tenendo conto che la porta e’ un rettangolo,di 7.42 metri di lunghezza e 2.32 d’altezza non mi sembra neppure di difficoltà inaudita, sarebbe stato un premio meritato per l’oculatezza del caro presidente Taccone, che ha capito in tempo l’errore fatto, per l’eccellente prima frazione di gioco e per l’impegno e la volontà dei ragazzi rianimati dal ritorno di un allenatore a loro caro e tornati a livelli di giocatori, quelle due o tre puttanate dei difensori me le voglio dimenticare sperando che nel prossimo futuro la concentrazione non sia a corrente alternata e ricordando a me stesso e a loro che ciò’ che si ottiene dipende solo da noi. Il futuro dopo la partita di oggi mi sembra meno nero e credo che non ci sia da aggiungere altro. La prossima trasferta a Lanciano ci dirà’ se il caro estinto e’ veramente rivisolato o e’ stata soltanto una luce nel buio.

Lascia un commento