16 Maggio 2026
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Avellino, la voce degli ex: a tu per tu con Mimmo Di Cecco

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Altro giro, altra corsa. L’ennesima. Il treno dei ricordi è in movimento e non
conosce soste. Il nostro obiettivo è trovarli tutti, uno ad uno. Ci riusciremo
? Lo scoprirete solo leggendo. Il viaggio continua, l’ex di turno è un
giocatore ancora in attività. Di chi parliamo ? Di un vero gladiatore, un uomo
che resterà sempre nei ricordi dei supporters biancoverdi. Tre anni, dal 2006
al 2009 con cento e otto presenze ed un gol. Domenico Di Cecco non è solo un ex
dell’Avellino. Mimmo il gladiatore è molto di più. E’ l’emblema del sacrificio.
Un indomito lottatore che ha conquistato l’arena. I tifosi lo amavano per la
sua grinta per il suo attaccamento alla maglia. Attualmente gioca con il
Lanciano, anche con i rossoneri più di cento gare, condite da nove
realizzazioni. La sua attuale squadra è in piena lotta promozione, con lui un
altro indimenticato beniamino del pubblico del Partenio e vale a dire Vastola.
“Gaetano è un immortale, uno che non accusa per nulla il peso dell’età. Un
amico dentro e fuori dal campo”. Parliamo di te e lo facciamo dall’inizio.
Arrivi dal Chieti, chi ti parlò di un tuo possibile passaggio in biancoverde ?
“Era l’estate del 2006 e la mia squadra come sai non si iscrisse al campionato.
Un’altra vittima illustre. Il mio procuratore di chiamò e mi disse che c’era
una possibilità con l’Avellino, mi cercava Maglione. Non me lo feci dire due
volte. Mi portai nel luogo del ritiro, la vecchia guardia si allenava in
disparte, c’era qualche problemino. Tutto andò per il meglio, trovammo
l’accordo ed io ne fui felicissimo”. In poche parole raccontaci i tre anni
vissuti in biancoverde. “Una esperienza importante per la mia vita e non solo
professionale. Mi sono trovato più che bene, in mezzo a tanti amici ma del
resto è una cosa risaputa”. Infatti, il legame tra te ed i tfosi anche a
distanza di anni è sempre fortissimo. “Credo che amino i giocatori che danno
l’anima in campo, si identificano nel sacrificio. La tifoseria biancoverde ha
il palato fine. Io ho sempre pensato all’Avellino in questi anni e quando ero
libero dagli impegni sono corso allo stadio a vedere la partita assieme ai
tifosi e se dovesse ricapitare lo farei volentieri”. Caro Mimmo di solito si
parla con uno che ha appeso le scarpette al chiodo ma tu sei un caso a parte,
sei nel pieno della tua attività e addirittura vivi un simpatico conflitto di
interessi. Ne approfittiamo per chiederti cosa ha in più il tuo Lanciano visto
che avete vinto entrambe le gare. “Le due squadre si equivalgono, solo degli
episodi ci hanno consentito di battervi per due volte. A Lanciano la gara fu in
equilibrio sino alla fine mentre al Partenio è andata addirittura meglio in
quanto siamo andati in vantaggio per tre reti a zero e sin dalla prima frazione
di gioco ma per me Avellino e Lanciano sono due buone squadre e lo stanno
dimostrando disputando un grosso campionato”. Erano anni ma forse non è mai
capitato che le quattro neopromosse si trovassero in lotta per i play off, sei
d’accordo ? “Infatti. Davvero una novità. Dalla Lega Pro sono arrivate squadre
competitive ma è vero anche che le grandi compagini non hanno fatto rispettato
il pronostico della vigilia”. Chi vincerà il campionato secondo te ? “Credo che
il Palermo sia la squadra più attrezzata, spero per la mia squadra di
raggiungere il secondo posto”. Per il terzo ? Che domanda. Indovina. Spero che
l’Avellino arrivi al terzo posto. Quindi una finale al Partenio e cosi potrei
venire a fare il tifo in curva con i mie ex tifosi”. Cosa fai quando a fine
partita guadagni gli spogliatoi ? “Ho l’impressione che tu conosca già la
risposta. Chiedo cosa ha fatto l’Avellino e se ha vinto sono felice per i
Lupi”. A proposito di ex tifosi, se l’Avellino ti rivolesse ? “Accetterei, come
potrei rifiutare una piazza cosi importante ? Ma adesso come adesso a Lanciano
ho messo su famiglia ma come si dice, mai dire mai”. Intervista strana,
passiamo dal presente al passato con una puntata sul futuro. Siamo unici.
Secondo te chi è il giocatore dell’Avellino che più ti assomiglia ? Io dico
D’Angelo. “In effetti è cosi. Angelo ha le stesse caratteristiche mie, lotta su
ogni pallone e non si arrende mai”. Però lui fa più gol di te. Magari è una
questione di modulo, tu che ne pensi. “Dico che hai ragione. In tre anni feci
solo un gol ma con il modulo diverso a Lanciano ne ho fatti molti di più”. A
proposito di gol, l’unico che segnasti in maglia biancoverde a chi lo facesti ?
“Troppo facile, al Grosseto”. Tre anni, gioie e dolori. Ce ne parli ? “Le prime
sono state tantissime. Avellino mi resterà sempre nel cuore. Una esperienza
unica, tanti amici tra i tifosi e tra i calciatori. C’era gente di valore,
atleti che facevano la differenza. Il fallimento è stato un colpo al cuore, ho
sofferto tantissimo ma adesso è tutto alle spalle. L’Avellino è più forte di
prima per la gioia dei meravigliosi tifosi biancoverdi”. Parlami della legge
del Partenio. “Come potrei non conoscerla. Risale ai tempi della serie A ma
anche noi in ci ci facevamo rispettare. Vincevamo con tutti e notavo che le
squadre avevano un certo timore nell’affrontarci al Partenio ma del resto con
quella squadra che ci ritrovavamo non era facile per nessuno. In attacco
Biancolino ed Evacuo. Raffaele faceva paura solo a guardarlo ed i difensori lo
temevano tantissimo”. Domenico Di Cecco è un ex ma parla come se avesse sempre
addosso la maglia biancoverde, simpatico, disponibile ma sincero. Molto
sincero, qualità che difficilmente troviamo in un uomo. Complimenti
‘gladiatore’ da giocatore sei stato un grande ma dimostri di esserlo anche
nella vita privata e queto di fa onore. Ennesimo ex agganciato, altro amarcord
da servire ad una platea di sognatori che sperano di rivivere quei momenti. La
serie A non è più una chimera. Avanti cosi. Noi ci diamo appuntamento al
prossimo numero e di ricordiamo sempre di non perderci di vista, potreste
pentirvene. Venghino siori e siori, altro giro, altra corsa.

di cecco

Michele Pisani

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