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Avremmo voluto parlare di altro. Delle vittorie dell’Avellino, dei ricordi dei calciatori che raccontano i momenti più esaltanti di quelle sfide che resteranno e per sempre scolpite nella nostra mente. Siamo qui a scrivere, a cercare le parole. Un altro protagonista della storia biancoverde ci lascia e prematuramente. In pochi mesi, prima Pantani poi Chimenti ed adesso Domenico Cecere. Un destino crudele lo ha strappato ai suoi cari, ai tanti amici e ai tifosi che gli volevano bene e gliene vorranno per sempre. Lo immagino mentre vola tra i pali in Paradiso. L’ho conosciuto durante gli anni della sua permanenza ad Avellino, ci siamo parlati spesso e a Natale di due anni orsono partecipò alla maratona televisiva sulle vecchie glorie biancoverdi. Sempre disponibile, non si tirava mai indietro, nella vita, come nel calcio. Abbiamo raccolto le testimonianze di chi ha giocato con lui e possiamo garantirvi che dalla voce di ognuno di loro, inequivocabile, traspariva un dolore misto all’incredulità. Marco Capparella, prima compagno di squadra e poi avversario nella famosa doppia sfida con il Napoli: “Notizia sconvolgente. Una persona vera, un gran bravo ragazzo. Io posso solo ricordare che è stato un punto di riferimento in quegli anni per tutti noi. Un vulcanico dall’animo buono che tutti vorrebbero avere in uno spogliatoio. È normale che siamo tutti dispiaciuti per questa tragica notizia. Posso solo dire che per me è stato un vero onore aver giocato con lui, averlo conosciuto e mi resterà impresso nella mente il suo straordinario sorriso e quell’abbraccio che ci facemmo a Crotone dopo la vittoria di quel bel campionato che avevamo fatto. Posso dire solo questo oltre a chiedere che nostro Signore lo accolga a braccia aperte”. Gaetano Vastola: “Ovviamente era doveroso essere ai funerali di Mimmo. C’eravamo quasi tutti della Vecchia Guardia, così ci chiamavamo su una chat di gruppo. E chi non ha potuto esserci, era lì con la mente e con il cuore. Sono giorni difficili, morire così è davvero triste, dispiace tantissimo, mando un grande abbraccio ancora una volta alla famiglia. Mimmo era un leader, carismatico, forte, determinato. Un capo popolo, rispecchiava in pieno i valori dell’Avellino, del rispetto della maglia, dei colori, nonostante avesse giocato in tantissimi club e vinto tanto”. Un ricordo: “Ma ce ne sono tantissimi, dalla promozione a Crotone, a quella con il Napoli ai play-off. Ricordo che nella settimana tra l’andata e la gara di ritorno decisiva al Partenio ci caricava, avvertiva con il passare dei giorni che la tensione si iniziava a far sentire e lui smorzava gli animi, caricandoci, da vero leader. Era davvero un leader, grande personalità, oltre che ad essere un grande portiere”. L’unità dello spogliatoio: “È stato il nostro segreto per anni, basti vedere ora, ci sentiamo davvero tutti fratelli, uniti, come allora. Io ero il più giovane, tra virgolette, ma ero uno di loro, non mi mettevano a disagio, anzi, ero felice quando mi rimproveravano in allenamento, perché potevo apprendere qualcosa di diverso. Solo con quel gruppo così unito potevi battere il Napoli quell’anno, con determinazione, caparbietà. Infatti anche quando sono mancati Rastelli e Ghirardello nella finale di ritorno, chi ha giocato al loro posto ha dato tutto ed è stato decisivo, perché poi segnarono Biancolino e il rigore decisivo lo procurò Vanin, che era un giovanissimo con poche presenze in stagione, ma anche lui era parte di quel gruppo e solo così puoi dare il massimo, sempre”. L’ex tecnico dell’Avellino, Francesco Oddo, condottiero dei lupi nella promozione in B del 2005, ha ricordato Mimmo Cecere sulle colonne de Il Mattino: “Chi dimentica quando subentrai a Cuccureddu: andammo ad allenarci a Montoro e fummo duramente contestati! Gli animi si scaldarono: Cecere fu tra i primi ad accorrere per placarli e fece leva su quell’episodio per spronare tutti a reagire con orgoglio” Una notizia che mi ha sconvolto, mi si è fermato il cuore per qualche secondo perché al di là del calciatore, per tutti noi era un fratello, una persona squisita, una persona d’oro. Questa notizia ci ha lasciati tutti sgomenti. Raffaele Biancolino: “Ne ho tanti di ricordi con Mimmo, in campo e fuori, ci siamo visti a Messina l’estate scorsa, mi è venuto a prendere in moto, come per tutti noi della vecchia guardia era un fratello. Vittorie sul campo, vittorie in campionato, ma anche nella sconfitta eravamo un gruppo unito, un’unica famiglia prima che calciatori. In cuor mio il suo ricordo non scompare mai, spero ci sarà una maglia celebrativa, un’iniziativa, era un grande per tutti e merita di essere ricordato”. Enzo Fusco ha scritto: “Ciao amico mio, amico di tante battaglie, uomo vero di uno spogliatoio unico. Non ti dimenticherò mai”. Vincenzo Riccio: “La notizia della scomparsa di Mimmo Cecere ha lasciato tutti senza parole. Penso che sarà molto difficile rassegnarci all’idea che non lo sentiremo più, non lo vedremo più. Noi tutti di quel bel periodo faremo fatica ad accettarlo. Eravamo un gruppo unito, abbiamo trascorso tanto tempo assieme, vivendo attimo per attimo gli importanti traguardi che abbiamo ottenuto. Ancora oggi ci sentiamo e quando capita ci vediamo per ricordare quanto di bello abbiamo fatto. Abbiamo un gruppo WhatsApp, dove ovviamente c’era anche Mimmo, e spesso ci raccontiamo gli aneddoti di quelle belle annate passate assieme. C i rimani male, non hai parole. Nessuno lo dice ma in quel periodo ci sono state anche litigate, discussioni ma in campo come, sovente ci diceva Ametrano, quando eravamo in quel rettangolo da gioco eravamo tutti fratelli. E noi come dei fratelli siamo andati a portargli l’ultimo saluto. Tutto avrei voluto, tranne che dovessimo rincontrarci per questo triste accadimento. Che dire, ci lascia un compagno, un amico ma soprattutto un fratello e se ne va, purtroppo, troppo presto. Fai fatica a capacitarti, non è giusto morire così a soli cinquant’anni. Al ritorno dal funerale Fusco non ha retto al forte dispiacere ed ha avvertito un malore in macchina. Eravamo dispiaciutissimi, non ce lo aspettavamo. Non possiamo ancora credere che sia successo. Dobbiamo farcene una ragione, sarà davvero difficile”. Raccogliamo anche le parole del Direttore Sportivo dei Lupi ai tempi di Cecere ovvero Gigi Pavarese che non nasconde l’emozione. Le sue parole vanno dritto al cuore. “Ricordare Mimmo non è possibile con le parole, perché le parole non riuscirebbero mai ad esternare quei sentimenti, quelle emozioni, quelle sensazioni che Mimmo riusciva a suscitare ed è ancora più difficile a mio avviso usare le parole per descrivere il dolore che prova la famiglia e tutti noi per la sua tragica scomparsa. Perché noi eravamo, siamo e saremo sempre una famiglia, noi di quell’Avellino di quello spogliatoio. Chi vi parla vive il dolore lacerante che brucia nel cuore e ti confesso, caro Michele, che per il groviglio di sentimenti che si arruffano nel mio cuore ho fatto fatica in questi giorni e faccio fatica tutt’ora faccio fatica tutt’ora a trovare le parole giuste. Questa tragica scomparsa è un colpo al cuore, un incredibile colpo al cuore che mi brucia ancora. Si è spenta la luce”. Un altro eroe della magica sera di Crotone, parliamo di Salvatore Marra. “Parlare di Mimmo? Ci vorrebbe tantissimo tempo visto gli aneddoti. Abbiamo vinto due campionati, uno a Messina e uno, ovviamente, ad Avellino. Era un vincente e credo che nessun portiere tra B e C con la vecchia C2 abbia vinto come Mimmo. Parliamo di sette campionati. Il ricordo più bello? Scusami se faccio fatica a parlare ma l’emozione è ancora tanta, parlo di Messina quando ci sono tornato da allenatore. Da calciatori ci frequentavamo e vivevamo un bel po’ di tempo assieme ma quell’anno che tornai da allenatore in Sicilia, Mimmo aveva una pizzeria e in pratica stavamo tutte le sere assieme. Ho conosciuto la sua famiglia e proprio in quel periodo, io ritengo il più bello, che si sono frequentati il Mimmo uomo e il Salvatore uomo. Momenti indelebili, anche per questo motivo ho preferito non esserci al suo funerale. Io voglio ricordarlo per quello che era, una persona straordinaria. Il suo sogno era rientrare nel mondo del calcio. Aveva la pizzeria per la famiglia ma cercava di rientrare in un settore che lui amava tantissimo e ultimante cercava di proporsi come procuratore. Faccio fatica perché più parlo di lui e più non riesco a crederci in quanto è stata una mazzata, un qualcosa che non digerirò facilmente. Domenico amava il calcio e voleva ritornare a stare sui campi da gioco, gioia che non ha potuto riassaporare. Sono due giorni che ci penso, due giorni che non riesco a fare altro, faccio fatica anche andare al campo per gli allenamenti. Anche Vincenzo Moretti, presente al funerale, esprime il suo dispiacere: “Cosa dire di Mimmo Cecere, non esistono aggettivi per definire la sua bontà, un ragazzo speciale. Con lui abbiamo condiviso momenti indimenticabili, mancherà a tutti noi. Una notizia, quella della sua morte, che difficilmente potremo digerire ma una cosa è certa con Mimmo se ne va una parte di noi, una parte della storia dell’Avellino calcio e se è vero come si dice che adesso è in un posto migliore non posso che augurargli tutto il bene di questo mondo. Ci manchi e mancherai a tutti quelli che ti hanno voluto bene”. Anche Vincenzo Moretti scrive: “Non riesco a credere a quanto sia ingiusta la vita. Ciao Cancellé, così ti chiamavamo noi della vecchia guardia. Amico di tante battaglie fuori e dentro al campo. Mi mancherai”. Infine e non per ultimo Simone Puleo. “Bisogna ricordare un grande uomo che ha dato tanto all’Avellino ma non solo per questi colori, lui era così e dimostrava l’attaccamento alla maglia dovunque giocava. Era un guerriero un combattente e mi piace ricordare che Mimmo era sempre il primo a fare un passo in avanti e l’ultimo a fare il passo indietro. Inutile dire che siamo sconvolti, con lui se ne va una parte, importante, di quel gruppo”.

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