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Una notte insonne. L’Avellino perde contro il Sorrento. Una delusione per i tanti sostenitori accorsi al Partenio. Una sconfitta ci può stare ma non dopo aver visto i ragazzi di Pazienza arrancare negli ultimi mesi. Una vittoria che manca da parecchio, bisognava dare una prova di forza, purtroppo non c’è stata. Resta l’amaro in bocca visto che si sapeva che il Sorrento si trovava in uno stato di forma invidiabile. Inutile elencare lo score dei costieri nelle ultime cinque gare. La compagine irpina in casa, è un dato di fatto, non riesce a decollare. Quattro vittorie (Monopoli, Potenza, Monterosi Tuscia e Cerignola) cinque pareggi (Foggia, Francavilla, Turris, Taranto e Juve Stabia) e tre sconfitte (Latina, Giugliano e Sorrento). Questo il cammino, in campionato, dell’Avellino tra le mura amiche. L’ultima vittoria risale al 25 ottobre 2023 un gol di Ricciardi al 96′ contro il Cerignola. Un cammino altalenante che si addice più ad una squadra che deve salvarsi e non ad una che, almeno stando ai pronostici della vigilia, dovrebbe vincere il campionato. Sei sconfitte in ventitrè gare (la metà in trasferta). Proprio lontano dal Partenio i Lupi di Michele Pazienza hanno raccolto ben ventiquattro punti (primo posto con uno di vantaggio dalla capolista Juve Stabia) mentre in casa solo diciassette rispetto ai venticinque delle vespe di Castellammare. Dopo la falsa partenza con due sconfitte consecutive (Latina e Juve Stabia) e l’esonero di Massimo Rastelli, l’arrivo dell’ex calciatore del Napoli ha, almeno all’inizio, riportato entusiamo tra i tifosi ma le ultime gare (casalinghe) non hanno confermato quanto, in molti, avevano predetto. Altri due acquisti per una rosa competitiva ed una dirigenza che spende tanto, forse anche troppo. Contro il Sorrento, l’Avellino si presentava costretto a conquistare l’intera posta in palio visto la vittoria esterna della Juve Stabia in quel di Potenza. Dopo tre pareggi consecutivi e in superiorità numerica (dal ventesimo del primo tempo) i Lupi non riescono ad avere la meglio sui costieri ma, addirittura, lasciano sul campo l’intera posta in palio. Adesso è vietato sbagliare. C’era una volta la legge del Partenio.

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