16 Maggio 2026
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Avellino calcio: per la “triade”si decide la settimana prossima. D’Agostino disposto a entrare in società.

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Con le regular Seasons andata in archivio è già tempo in casa Avellino di pensare al prossimo campionato.

Con la promozione di squadre blasonate e danarose come Foggia, Venezia e Cremonese in attesa di una tra Lecce e Parma, e la retrocessione di Palermo, Pescara in aggiunta ai sodalizi già forti di quest’anno, ripetere un campionato sulla falsa riga di quello appena concluso significherebbe, per la società cara al presidente Taccone  ipotecare da adesso il ritorno in lega pro.

Pensare di allestire una rosa composta da giovani di belle speranze mandati in prestito per farsi le ossa in Irpinia,per mantenersi in quella manciata di milioni di euro garantiti dalla lega per i club di B sarebbe un vero suicidio ,concetto questo, che sembra essere stato ben compreso dall’attuale vicepresidente dell’Us Avellino Michele Gubitosa che da tempo sta incalzando il socio di maggioranza Walter Taccone affinché ci sia un rimpasto in seno alla società aprendo le porte a nuovi investitori pronti a dar man forte.

In teoria non avrebbe per niente torto il numero due avellinese  che  ha ben  capito che la forza di una squadra va costruita prima dietro le scrivanie e poi sul rettangolo di gioco. Dividere equamente le quote societarie ,nominare un amministratore unico e responsabilità ben definite ad ogni carica sociale del club chiamato ad assumersi le sue responsabilità in caso di fallimento come avviene in ogni azienda moderna sono le fondamenta su cui si basa una società di qualità.

Non solo sembra addirittura che la sua presenza in seno alla società sia vincolata solo alla riuscita del suo “piano industriale” altrimenti l’arrivederci e grazie sembra già bello e fatto.

L’apertura all’ingresso di nuovi soci è l’altra richiesta formulata dal titolare di Hs che ha individuato nell’ing. D’Agostino famosissimo e facoltosissimo imprenditore di Montefalcione impegnato con il suo gruppo in attività commerciali  varie.

“Sono stato contento di discutere della possibilità di gestire l’Avellino insieme a due amici ma gli obiettivi e le ambizioni al momento non coincidono. Non si tratta di percentuali o di somme da investire, di queste cose si parla e si trova la soluzione. Mi piacerebbe dare un forte contributo assumendo un ruolo importante, più che di semplice socio. Negli ultimi anni ho fornito un sostegno di quasi due milioni di euro,

attraverso la sponsorizzazione dell’Avellino, ricevendo sicuramente un ritorno pubblicitario ma sapevo di non avere voce in capitolo nella gestione. Se investo una cifra notevole, vorrei assumere un ruolo importante, avere un potere decisionale. Altrimenti continuerò a garantire il mio supporto in qualità di sponsor e di tifoso”.

Queste le parole dell’onorevole che ovviamente non gradirebbe un ruolo superficiale o meglio detto in maniera esplicita mettere solo mano al portafoglio.

La parola ora passa all’attuale massimo esponente della società bianco-verde che sembra un po’ riluttante all’idea di dover dividere la poltrona di comando della sua amatissima creatura plagiata dal nulla e portata nei quartieri nobili del calcio italiano ,ma mettere sul tavolo da solo la somma minimo di dieci dodici milioni d’euro necessari per garantire un campionato tranquillo sembrerebbe un vero e rischiosissimo azzardo.

 

 

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