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Amarcord: Junior

Amarcord: Junior

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Leovegildo Lins da Gama Júnior, a tutti noto come Junior, è stato un calciatore brasiliano, difensore prevalentemente di fascia sinistra, pur cavandosela bene in quella destra. E soprattutto come centrocampista. E’ stato anche un abile goleador, avendo realizzato più di 100 goal in carriera. Molto bravo nei calci piazzati, non aveva nulla da invidiare in quest’arte ai vari Zico, Platini, Maradona e soci.

In Italia ha giocato nel Torino e nel Pescara, con un ottimo rendimento globale. Dal 1984 fino al 1989. Con i granata in 86 gare ha realizzato 12 reti. Mentre con gli abbruzzesi in 62 gare ha totalizzato 6 reti. In Brasile, la sua fama è molto diffusa, avendo nella propria terra vinto tutto. Con la Selecao, ha disputato tante belle partite, 69 con 6 reti, senza però mai vincere il Mondiale.

Nel 1982, in Spagna, i verdeoro, furono eliminati ai quarti di finale dall’Italia di Paolo Rossi. Forse una delle nazionali carioca più forte di tutti i tempi, non riuscì a vincere nulla. Misteri del calcio.

Come riportano le cronache militò per dieci anni nel Flamengo, club di cui era capitano e con il quale vinse quattro campionati di Rio, una Coppa Libertadores ed un’Intercontinentale prima di trasferirsi in Italia. Durante questo periodo si guadagnò il soprannome di capacete (che in portoghese significa “casco”), per via della folta capigliatura afro che portava.

Ecco una intervista, al nostro campione, del noto giornalista, Gianluca Di Marzio, sul suo sito personale.

 

In carriera ha giocato spesso da terzino per via della grande concorrenza che c’era a centrocampo in quel Brasile, di fatto rappresentata da nomi importanti. “Il mio sogno era di fare il centrocampista, ma tra Falcao, Zico e Cerezo non era facile trovare spazio: sono tornato a centrocampo quando Zico è andato via dal Flamengo per andare all’Udinese” ha detto prima di raccontare il suo arrivo a Torino, legato proprio a questa questione.

“Quando mi chiamò Moggi gli chiesi in che ruolo mi volesse prendere, mi disse che avrei fatto il centrocampista e accettai. Se mi avesse detto di fare il terzino sarei rimasto in Brasile” le parole di Junior.

 

Spazio poi anche ai ricordi torinesi del calciatore, accolto da una leggenda granata come Zaccarelli. “A Torino stavo bene, mi ero imparato anche qualcosa in piemontese anche se non sono capace a parlarlo. Fu fondamentale per me Zaccarelli, mi sono abbracciato a lui perché mi sapeva far conoscere l’ambiente, è una persona di cui si sente sempre la mancanza. Abbiamo vinto il primo derby con la Juventus, ho provato grandi emozioni”.

 

Torino, ma anche Pescara, dove condivise lo spogliatoio con Gian Piero Gasperini, che al suo arrivo gli lasciò la fascia di capitano in segno di rispetto. “Quel gesto mi ha conquistato, fuori dal campo abbiamo creato un grande rapporto anche tra le famiglie. Mi ha dato la fascia ma continuava a essere lui il leader della squadra, era il braccio destro di Galeone già con la mentalità da allenatore” ha concluso.

 

Alessandro Lugli

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Alessandro Lugli è nato a Napoli e ivi residente. Appassionato di calcio. Vice-Direttore di Footballweb.it
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