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Sette squilli su sette. Miglior attacco del girone con 26 reti messe a segno e difesa meno perforata con appena cinque reti subite. E’ tornata l’Afragolese dei bei tempi, quella che nell’epopea della C2, quasi sul finire degli anni ’90, faceva sognare una città intera con Canè, il Kaiser Franco Villa e Carmine Tascone. Le categorie sono diverse, certo. Ma il percorso intrapreso e l’entusiasmo collettivo che si respira oggi sono gli stessi di allora. Oggi c’è un allenatore giovane, neanche cinquantenne, che ha il chiodo fisso del calcio propositivo, intenso e spettacolare. Il suo pallino non è il 4-3-3 come si potrebbe pensare in casi simili, bensì il 4-2-4 stile Roberto Boscaglia: mediana che lavora con velocità, fantasia di un giocatore che non dà punti di riferimento in attacco (nella fattispecie Carotenuto) e tagli perenni degli esterni offensivi che creano la superiorità numerica e mettono Borrelli nelle condizioni di concludere. Questi i dettami di Pasquale Suppa, ex centrocampista con oltre 200 partite con la Casertana dei miracoli. Per la malcapitata Albanova c’è stato poco o nulla da fare. Troppo evidente il gap tecnico e motivazionale tra le due squadre. A questo va aggiunta la facilità con la quale i biancazzurri si sono sbriciolati al primo schiaffone afragolese dopo un impatto che tutto sommato non era dispiaciuto. Enzo Potenza avrà molto da lavorare perché di questo passo si rischierà di restare in eterno nella zona rossa. Pasquale Corvino vorrebbe rinforzi di lusso già a dicembre e si affida alla sapienza dell’ex ds della Casertana, Guglielmo Accardi. Una scelta saggia che ripagherà. Ma sarà più probabile che nell’immediato vengano fatti innesti mirati e non dispendiosi, in vista di un rilancio ambizioso il prossimo anno. Qualcosa, però, va cambiato e il derby del Papa l’ha confermato. Unica nota lieta della giornata, l’esordio di Antonio Illiano, esterno offensivo classe 2000 ex Lazio, già nel roster degli under del Team Napoli Soccer allenati da Salvatore Campilongo. Un ragazzo di grande talento, che con la Juniores ha già snoccolato gol e grandi prestazioni, e che in estate ha goduto di un mercato importante anche all’estero. Un gioiellino, insomma, nel quale il club casalese crede molto.
PARTENZA LENTA – Suppa schiera in attacco Borrelli davanti a Carotenuto, con Di Paola a destra e Pirone a sinistra. Pesce e Giraldi agiscono in mediana con la coppia Loreto-Gargiulo a presidio della difesa. In porta c’è il promettente ’97 Pardo. Potenza punta sul 4-1-4-1 con Colella play e il ’99 Brogna terminale offensivo. La pioggia battente non scoraggia i 1000 tifosi afragolesi arrivati a Cardito. Nel settore ospiti, anche un centinaio di fan biancazzurri. L’Albanova parte forte e proprio Brogna impegna Pardo con una sassata da fuori. Cinque minuti nei quali gli ospiti mostrano di non voler recitare la parte della vittima sacrificale. Ma al primo sussulto dopo sette minuti i rossoblù, inizialmente sorpresi dalla pressione biancazzurra, vanno in gol: Pirone mette un pallone basso dalla sinistra sul secondo palo, Di Paola tocca e il tap-in di Loreto è vincente. L’Albanova però reagisce bene e cerca di accreditarsi un maggior possesso palla, prima di impegnare ancora Pardo con un siluro di Guarracino destinato all’incrocio. Insomma, è un quarto d’ora di furore casalese con l’Afragolese un po’ dormiente.

DOMINIO ROSSOBLU’ – Il secondo miracolo di Pardo è il break che cambia totalmente la partita. Perché l’Afragolese decide di iniziare a giocare. E di farlo come sa per non prendersi rischi inutili. La manovrà rossoblù è avvolgente, i ritmi esasperati. I due mediani non fanno prigionieri e sovente lo stesso Giraldi si cala nelle vesti di suggeritore smistando una infinità di palloni. Il resto lo fanno, come si diceva prima, le quattro frecce offensive. Carotenuto si accende e ci mette la mano in tutte le sortite offensive rossoblù: una sua punizione termina alta, poi Borrelli lo serve all’indietro con un colpo di tacco, dopo un’iniziativa di Pirone, e la sua staffilata va di poco a lato. Una combinazione esaltante, quasi magica. Quindi il raddoppio al 27′: il fantasista ex Nocerina vede il taglio di Di Paola a destra, Emanuele Bruno, terzino a sinistra ospite, è bruciato e il traversone al centro è oro puro per Borrelli che la butta dentro. Una azione spettacolare, degna di ben altri palcoscenici. Un’altra fiondata di Giraldi sfiora il palo in seguito ad una punizione dalla sinistra di Carotenuto poi, dopo un’inzuccata poco fortunata di Pesce (palla a lato), Pirone sfonda a sinistra facendo strame dei suoi dirimpettai e alza di pochissimo sulla traversa. Non c’è partita perché l’Albanova si è sciolta da tempo come neve al sole e non riesce mai a venir via dalla propria metà campo. Facile per l’Afragolese disporre a piacimento dei biancazzurri. Maiello crossa da destra e la sponda di Borrelli per Carotenuto è preziosa: chiusura in controbbalzo larga. Lo stesso Carotenuto si era visto murare in angolo una conclusione a botta sicura nell’area piccola. Il dialogo con Pirone è fervido: l’ex Pianura lo serve e la capocciata del 10 rossoblù è alta. Finisce il primo tempo e l’Afragolese esce tra le ovazioni dei tifosi e il compiacimento di tanti addetti ai lavori. Giusto così.
STRAPOTERE INVARIATO – Ripresa con lo stesso scacchiere per i rossoblù. Potenza, invece, avvicenda Colella con Somma. Ma non cambia nulla. Lo strapotere afragolese non conosce soste e la punizione a giro di Carotenuto va a soffiare vicino al palo alla sinistra di Ciccarelli il quale, dopo qualche minuto, uscirà tempestivamente sul fantasista di Suppa impedendogli un gol praticamente fatto. Il trainer dell’Albanova, quando scocca il quarto d’ora, si gioca la carta Pignalosa in luogo di Ferraro, poco dopo è la volta di Illiano rilevare Brogna e piazzarsi esterno a destra. Sostituzioni che servono a dare una scossa mettendo in campo forze fresche, ma di risultati apprezzabili non se ne vedono. L’Afragolese ha forse il solo torto di cercare con più leziosità il terzo gol, anche se le chance non mancano: Loreto, con una precisa incornata, manda alto di un niente sugli sviluppi di una punizione di Carotenuto mentre l’Albanova si fa vedere solo con uno sganciamento di testa di Cuomo che a centro area lambisce la traversa incrociando un corner calciato dalla sinistra. Di Ruocco prende il posto di Pirone e chiama subito Ciccarelli alla parata, poi Bruno frana su Di Paola in area (in realtà non c’è mai stato duello tra i due sulla fascia destra) e il nolano Colaninno, direttore di gara, decreta il penalty poi realizzato da Carotenuto (75′). Ciccarelli è spiazzato e subito dopo anche consolato con un bel “cinque” dal giocatore rossoblù. Bruno, intanto, era stato espulso per somma di ammonizioni per l’intervento su Di Paola che lo aveva saltato in scioltezza. Di Ruocco vuole a tutti i costi il gol e stavolta Ciccarelli gli dice no coi pugni, dopo che l’ennesima staffilata di Carotenuto non aveva inquadrato la porta azzurra per pochi centimetri. Il gol di Pignalosa al 90′ (tocco sottomisura) è una caramellina insapore per un’Albanova che ha vissuto una mattinata da incubo. Di piacevole, va sottolineato, restano i cori di amicizia che si sono riservate le due tifoserie a fine match. Davvero un momento gustoso. L’Afragolese invece vola e si prende la vetta solitaria della classifica grazie anche all’impresa del Mondragone che stoppa il Savoia. Domenica inizia la settimana terribile che traghetterà la squadra dalla trasferta di Portici al big match interno col Savoia. Test che diranno moltissimo sulle potenzialità del gruppo di Suppa. Ma un’Afragolese così non può avere paura di nessuno. Dovranno essere gli altri, semmai, a nutrire qualche preoccupazione.
STEFANO SICA
FOOTBALLWEB – RIPRODUZIONE RISERVATA

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