16 Maggio 2026
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Accadde oggi: un Piacenza-Milan costa la panchina ad Oscàr Tabàrez

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La rovesciata di Pasquale Luiso, in Piacenza-Milan 3-2

Per la rubrica “Accadde oggi”, ricordiamo una delle partite di un’annata che è considerata la peggiore dell’era Berlusconi. Il 1° Dicembre 1996, si gioca Piacenza-Milan, allo stadio Galleana, partita che finirà sul punteggio di 3-2. Nei primi 45′ minuti, la squadra di casa sigla un doppio vantaggio con Valoti e Di Francesco, ma nella ripresa il Milan è decisamente un’altra squadra e giunge al 2-2 grazie alla doppietta di Dugarry. Il destino volle che un calciatore che sin da piccolo era tifoso sfegatato del Milan, quale Pasquale Luiso, si inventi una rovesciata spettacolare che batta Sebastiano Rossi al minuto 69. Tale sconfitta costò caro all’allenatore uruguaiano, Oscàr Tabàrez, che presentò le dimissioni all’undicesima giornata di campionato della stagione 1996/1997. Fino a quella gara, infatti, il Milan si ritrovò 6° e con tre sconfitte (non proprio il migliore dei risultati per cominciare il ciclo post-Capello, che andò al Real Madrid dopo che arrivò nel 1987 sulla panchina rossonera). Pronto il ritorno di Arrigo Sacchi, ma purtroppo nemmeno lui sarà l’allenatore giusto per i diavoli. Quella stagione fu considerata una delle peggiori (se non la peggiore dell’era Berlusconi). All’inizio della stagione, infatti, il Milan perde la Supercoppa Italiana, per 2-1 contro la Fiorentina. Ai risultati altalenanti del Campionato, si aggiungono l’eliminazione in Coppa Italia contro il Vicenza (vincitrice quell’anno del trofeo) e l’eliminazione dalla Champions League, con Sacchi sulla panchina, arrivando terzi in un girone alle spalle di Porto e Rosenborg. A questi non possiamo non citare le sconfitte contro la Juventus e contro l’inter nel derby, rispettivamente, per 6-1 nel girone di ritorno a Milano e per 3-1 nel girone di ritorno contro l’altra metà della città, quella nerazzurra. Il Milan, conclude il campionato con un deludente 11° posto che ne vale, come conseguenza, l’esclusione dalle Coppe Europee dell’anno a seguire. Quell’anno, sarà indimenticabile non solo per l’annata fallimentare, ma anche per l’addio al calcio di Baresi e Tassotti, due bandiere del Milan che hanno scelto la sponda rossonera di Milano, in carriera. I due hanno sposato la causa Milan, il primo per 20 stagioni, mentre il secondo per 17. Baresi, rimarrà negli anni a seguire (e ancora oggi lo è) una delle bandiere del calcio italiano e uno dei difensori più forti al mondo (in tutti i tempi). Quanto al Milan degli anni successivi, fu pronto a riprendersi la scena due anni dopo, nella stagione 1998/1999, quando a 7 partite dal termine e con una Lazio con in pugno uno scudetto, complice i risultati negativi di quest’ultima e le 7 vittorie consecutive dei Diavoli, il Milan si laureò Campione D’Italia per la sedicesima volta, e nello stesso anno diede l’addio al calcio giocato, Roberto Donadoni, attuale allenatore del Bologna. Nelle successive stagioni, il Milan vinse la Champions nell’anno 2002-2003, per poi vincere anche la Supercoppa Uefa nell’anno seguente. L’unico episodio, per cui, tutti i tifosi del Milan, hanno ancora oggi l’amaro in bocca, è probabilmente quello della finale persa ai rigori contro il Liverpool di Benitèz, nella stagione 2004-2005, dopo una clamorosa rimonta della squadra inglese (complice Gerrard) nei secondi 45 minuti della sfida ad Istanbul, all’Ataturk, stadio designato quell’anno per la stessa finale. Concludiamo quest’articolo, dicendo che il Milan resta uno dei club più titolati al mondo (se non il più titolato) e che ci si augura che con Montella, i diavoli possano tornare a calcare anche i palcoscenici internazionali e a farci godere lo stesso spettacolo di quando la palla passava tra i piedi di Crespo, Inzaghi, Shevchenko, per poi arrivare fra quelli di Kakà, talento brasiliano che i tifosi del Milan, difficilmente potranno mai dimenticare.

Dopo il 1996, la fascia di capitano passò da Franco Baresi a Paolo Maldini, altro storico capitano del Milan
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