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Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo uno dei giorni più importanti nella storia del calcio. Il giorno in cui la storia cambiò grazie ad un nome, Diego Armando Maradona, bambino cresciuto a Buenos Aires che da piccolo espresse il sogno di giocare in un mondiale e i salire campione. Con un pallone in mano, nessuno avrebbe mai pensato che quelle parole fossero premonitori. El Pibe de Oro. E’ così che Maradona fu definito nel corso della sua carriera. Una carriera ricca di giocate che nessuno aveva mai visto. Ma ricca anche di scelte di vita sbagliata che l’hanno posto, spesso, sotto una cattiva luce. Perché il Maradona uomo, ammettiamolo, è ben discutibile. Ma come calciatore, non gli si può affiancare nessuno. Nemmeno Pelé. Il più grande talento argentino lo dimostrò il 22 Giugno 1986. Sono trascorsi 31 anni, ma quella partita nessuno mai la dimenticherà. Argentina-Inghilterra, quarti di finale del mondiale in Messico. Maradona sembrava fare quello che voleva con la palla fra i piedi. Si prese gioco degli inglesi. Anche se ciò che fece non sembrò mai essere un’umiliazione, ma solo due delle più grandi genialate di sempre. La Mano de Dios e Il gol del secolo. Quel ragazzo di 26 anni, con la testa ricoperta di riccioli scuri aprì le marcature segnando un gol di mano. I calciatori inglesi protestarono sì, ma Maradona esultò senza pensarci richiamando a sé quegli stessi compagni che, paradossalmente, non sapevano che fare dopo aver visto quel gesto. Diego rivendicò quel gol dicendo che fu il modo migliore per fare giustizia per il conflitto, fra Argentina e Regno unito, chiamato guerra di Falkland. Intanto sugli spalti i tifosi argentini facevano festa e, così, Victor Hugo Morales, giornalista e cronista sportivo uruguaiano. Ma chi è, penserete. Morales fu il telecronista di quell’incontro e assistì probabilmente ad uno dei gol più belli, se non il più bello per eccellenza nella storia del calcio mondiale. A pochi minuti dalla prima genialata, Maradona prese palla a centrocampo e cominciò a saltare come birilli i calciatori inglesi sul suo percorso. A tutti sembrava che Diego avesse un immenso prato verde su cui correre. La palla incollata al piede e i difensori impotenti. « … la tocca per Diego, ecco, ce l’ha Maradona. Lo marcano in due, tocca la palla Maradona, avanza sulla destra il genio del calcio mondiale. Può toccarla per Burruchaga.. sempre Maradona.. genio, genio, genio.. c’è, c’è, c’è… goooooooooool… voglio piangere.. Dio Santo, viva il calcio.. golaaaaaazooo.. Diegooooooool.. Maradona.. c’è da piangere, scusatemi.. Maradona in una corsa memorabile, la giocata migliore di tutti i tempi.. aquilone cosmico.. Da che pianeta sei venuto ?, per lasciare lungo la strada così tanti inglesi ? Perché il Paese sia un pugno chiuso che esulta per l’Argentina.. Argentina 2, Inghilterra 0.. Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona… Grazie, Dio, per il calcio, per Maradona, per queste lacrime, per questo Argentina 2, Inghilterra 0. ». Eccola, la radiocronaca di quell’azione e tutta l’emozione di Morales. Nessuno aveva mai visto nulla del genere e, seppure Messi è riuscito in parte ad imitare quel gol, mai nessuna emozione sarà come quella. Questa volta non si riportano citazioni. Questa volta voglio essere io a dire la mia su Diego. Ognuno nella vita nasce con un talento. Maradona è nato con il calcio e parte della storia del calcio è nata con Maradona. Il genio assoluto del calcio. Vedere un calciatore che non ha quasi mai prediletto un gioco basato sui così detti “giochetti” è ancor più emozionante. Lui segnava e di incredibile e spettacolare c’era che lo faceva quando e come voleva lui. Diego è diventato Re di una Napoli che aveva bisogno di un eroe. Di un qualcuno che facesse sognare la città. Nato in miseria e povertà, Maradona è riuscito a compiere l’atto d’amore più grande verso Napoli. Trasformala da miseria e povertà a miseria e…nobiltà!


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