16 Maggio 2026
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Accadde oggi: la nascita della “Zona Cesarini”

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Renato Cesarini, mezz’ala sinistra della Juve del Quinquennio

Vi siete mai chiesti cosa significa “Zona Cesarini”? Forse molti lo sanno, forse altri no. Oggi ci pensiamo noi a ricordarvelo perchè proprio il 13 Dicembre 1931 nasceva questa espressione calcistica destinata a restare nella storia. Innanzitutto partiamo dal suo significato: con Zona Cesarini si vuole intendere un gol segnato nei secondi finali della partita, praticamente al 90esimo minuto già scoccato. Il 1931, fu l’anno in cui l’Italia giocò una Coppa Internazionale, affrontando al quarto turno l’Ungheria allo stadio di via Filadelfia, a Torino, proprio il 13 Dicembre. Il CT Vittorio Pozzo (lo stesso che poi portò i primi due mondiali alla Nazionale) schierò titolare Renato Cesarini, che a quei tempo era uno dei talenti della Juventus che si contraddistinse, sopratutto, per i suoi gol siglati nei minuti finali. Fu una partita che regalò spettacolo: al vantaggio di Libonatti, rispose all’inizio del primo tempo Avar. Successivamente, Orsi, riportò gli azzurri in vantaggio. Destino volle che questi si facessero ancora acciuffare dallo stesso Avar. Sembrava tutto finito, ma al minuto 9o (probabilmente, già scaduto), Cesarini lascia partire un potente tiro che batte il portiere ungherese Ujvari. La partita finì, infatti, 3-2, con uno stadio in delirio al triplice fischio finale. Successivamente, la nascita dell’espressione è da attribuire ad un giornalista veronese. Eugenio Danese, fu, infatti, il primo ad ideare la prima trasmissione dell’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) dedicata al commento tecnico del campionato di Serie A. La Domenica successiva, Danese, che era solito inventarsi nuovi termini tecnici sportivi, cacciò dal suo repertorio il termine Zona Cesarini, per indicare un gol segnato nei minuti finali, durante una sfida fra Roma e Inter (vinta dai nerazzurri proprio nei minuti finali). Renato Cesarini oltre ad essere l’artefice di tale invenzione, era uno dei giocatori fondamentali della “Juve del Quinquennio”, quella della prima metà degli anni 1930. Inoltre, la mezz’ala sinistra, quale Cesarini, veniva inserita in un nuovo modulo di gioco chiamato “il metodo”, che consisteva nell’utilizzo di un 2-3-2-3. Tale schema tattico rivoluzionò la Juve, permettendo manovre d’attacco e contropiedi più veloci rispetto al decennio precedente. Cesarini morì, poi, nell’anno 1969, a causa di un’embolia, a conseguenza di un intervento al cervello all’età prematura di 62 anni. Anche se morto prematuramente, Cesarini verrà sempre ricordato per la sua abilità di segnare a tempo scaduto. E destino ha voluto che la sua improvvisa morte, sia ricompensata ricalcando con un pennarello indelebile, il suo nome nel libro delle persone che hanno fatto del calcio, semplicemente, storia. Vorrei concludere questo articolo citando Alessandro Baricco che espresse un suo parere proprio su Cesarini nel 2015, rendendogli onore così. “…Cesarini, quello della zona Cesarini, proprio lui: quando dai il tuo nome a un pezzetto di Tempo — il quale è solo di Dio, dice la Bibbia — qualcosa nella vita lo hai fatto.”

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