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Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo un giorno triste per il mondo del calcio italiano e per la nazione intera. Il 14 Aprile 2012 si svolse Livorno-Pescara, sfida di Serie A della stagione 2011/2012. Era la quattordicesima giornata della stagione. Al 31′, il calciatore del Livorno, Piermario Morosini, centrocampista, si accasciò a terra per un’improvvisa crisi cardiaca. Fu trasportato, dopo molto tempo, all’ospedale della città. Morì lì poco tempo dopo. La causa fu: cardiomiopatia aritmiogena, stabilità dalla procura di Pescara. La vita di Morosini fu frastornata di tragici eventi fin dall’età di 15 anni quando il calciatore perse la mamma. Due anni dopo fu il turno del padre. Nel 2004 si suicidò il fratello disabile e Morosini rimase solo con la sorella, anche quest’ultima disabile. Il lutto che colpì il mondo del calcio fu avvertito anche fuori dall’Italia. In Spagna, prima di Real Madrid-Sporting Gijon fu osservato un minuto di silenzio, mentre nella stessa giornata il Barcellona giocò con la fascia nera in segno di lutto al braccio. Il Livorno e il Vicenza, altra squadra in cui militò Piermario, decisero di ritirare la maglia numero 25, quella indossata da lui. Inoltre il Vicenza decise anche di intitolare al lui il Centro Tecnico di Isola Vicentina. Inoltre, molte società, hanno deciso di intitolare parte dello stadio al centrocampista italiano scomparso prematuramente. In particolare, gli sono state intitolate la gradinata dell’Armando Picchi di Livorno, la curva sud dell’Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo e, ad un anno esatto dalla sua morte, il settore ospiti dell’Adriatico di Pescara. La Figc decise di far rigiocare l’intera giornata di serie A a causa della sua morte. Piermario ha segnato in carriera solo due gol: uno con la maglia del Vicenza e uno nell’Italia Under-17. Le immagini della sua morte, al suo ricordo, ci attraversano la mente e ci lacerano il cuore. In tanti non possono ancora credere che un’auto dei vigili bloccava l’ambulanza che avrebbe potuto fare certamente prima per soccorrere Piermario. Ed altrettanti non possono credere che non sia stato usato il defibrillatore per cui è stata aperta (ed anche chiusa con condanna) un’indagine ai medici di Livorno e Pescara dell’epoca, Ernesto Sabtini e Manlio Porcellini e al medico del 118, Vito Molfese. A noi italiani non resta che il suo ricordo; non resta che una sua foto dove sfoggia il suo sorriso. Una vita sull’orlo della tragedia finita nel peggiore dei modi. Piermario è morto su un campo da calcio, cercando di rialzarmi ad un primo attacco cardiaco. E’ morto facendo ciò che amava fare: il calciatore. Terminiamo con le parole della fidanzata che commentò così la volta in cui lo vide già privo di vita: “Era bellissimo..”. Una bella persona, sicuramente un uomo d’oro capace di trovare sempre uno spiraglio d’ottimismo nonostante tutto ciò che la vita ancora doveva restituirgli.
A te, Piermario Morosini. In tuo ricordo..

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