16 Maggio 2026
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Accadde oggi: la morte dell’ispettore Filippo Raciti

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Filippo Raciti, poliziotto ucciso il 2 Febbraio del 2007

Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo la morte nel lontano 2 Febbraio del 2007 di Filippo Raciti, ispettore della polizia morto circa due ore dopo la fine di un derby di Sicilia, Catania-Palermo. La sua morte avvenne a causa di un trauma epatico a seguito di uno scontro con un corpo contundente non ancora identificato tutt’oggi. I mass-media rivelarono che a causare la morte dell’ispettore sarebbe potuta essere l’auto di altri agenti che lo avrebbero investito in retromarcia. Questa ipotesi, poi, dati i filmati delle telecamere di videosorveglianza è stata scartata. Il veicolo (una Land Rover) si muoveva, infatti, ad una velocità insignificante. Fu un episodio che scosse molto il paese. La FIGC decise di interrompere tutte le gare dalla Serie A ai dilettanti facendo, inoltre, saltare due amichevoli della Nazionale. Il Catania, poi, fu costretto a giocare tutte le gare casalinghe in campo neutro fino alla fine della stagione. Lo stesso Raciti fu insignito della medaglia d’oro al valor civile alla memoria, l’11 Maggio 2007 giorno del 155° anniversario della polizia di stato. Dal 2010 al 2012, gli unici condannati beffati dagli stessi filmati di videosorveglianza sono Antonino Speziale e Davide Micale. I due furono puniti rispettivamente con 14 e 11 anni per omicidio preterintenzionale. Nel 2014 fu presentato ricorso alla corte di cassazione (poichè accolto dal procuratore generale Luigi Riello). La stessa corte di cassazione lo rigettò dichiarandolo inammissibile. Tra il 28 Febbraio e il 1° Marzo 2009 fu fatta una maratona in suo ricordo che partiva dallo stadio Angelo Massimino di Catania per arrivare al Renzo Barbera di Palermo. Un gesto per spingere all’unione e non allo scontro. Oggi Raciti è ancora nella nostra memoria nonostante ci sia gente pronto ad offenderlo con slogan o cori da stadio. Quando si muore così per un derby di calcio ci sia accorge di quanto la vita sia spesso ingiusta e di quanto molto spesso il calcio sia sostituito da un odio irrefrenabile fra tifoserie. Oggi si dice NO alla violenza anche in nome di Raciti e in nome di tutti quelli che si sono trovati di fronte ad un destino che on offriva via d’uscita. Ciro Esposito è un altro esempio malgrado non sia un poliziotto. Non si può morire per una partita di calcio. La violenza non dovrebbe mai più essere tollerata. Se non ci fossero le forze dell’ordine in ogni derby ci sarebbe una vera e propria faida, uno scontro a chi uccide di più. Ancor più inammissibile è chi uccide in nome della propria squadra, in nome della propria città. Spesso si confonde il calcio con la vita e il tifo con l’odio. Non si può più tollerare il dover andare a vedere una partita con la paura che possa succedere qualcosa. A conclusione di questo articolo, gli amanti del calcio non possono che sperare che l’odio di chi è pronto ad uccidere possa trasformarsi in odio calcistico. Non possono che sperare che al di là dei colori rappresentati delle squadre italiane, tutti possano  volersi bene al di fuori dello stadio. Il sostenere la nostra squadra deve sostituire l’odio di chi non è un tifoso, ma un killer pronto ad uccidere. Raciti è oggi il simbolo di chi dice no agli scontri. Di chi ama il calcio perchè ogni tifoso sa sostenere la propria squadra in maniera adeguata. Perchè ogni squadra ed ogni tifoseria sono belle da vedere. Il calcio, come ogni altro sport, deve solo unire.

Gli scontri quella sera tra cui c’era Antonino Speziale, ultras catanese
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