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Per la rubrica “Accadde oggi”, vogliamo ricordare due importanti stagioni che portarono un talento brasiliano come Ronaldo Luís Nazário de Lima, conosciuto semplicemente come Ronaldo, a vincere il Pallone d’Oro nel 1997. La carriera del “fenomeno” (così è il suo soprannome), ebbe una svolta decisiva quando nel 1996 venne ceduto per 20 milioni di dollari, dal Psv Eindhoven al Barcellona, non ancora ventenne (in 57 incontri mise a segno 54 gol, 42 dei quali in campionato). E’ con la maglia blaugrana che Ronaldo vinse il suo primo trofeo: la Coppa delle Coppe del 1996/1997 segnando il gol decisivo contro il Psg, su calcio di rigore. Anche con la maglia del Barcellona, continuò la sua scalata per diventare un calciatore di fama, mettendo a segno 47 gol in 49 presenze, di cui 34 in 37 partite solo in Campionato spagnolo (Liga) che gli valsero il premio Pichichi, che premia il miglior marcatore della stagione. Massimo Moratti, presidente dell’Inter, riuscì, poi, a portarlo a Milano pagando la clausola di 48 miliardi di lire. Il Fenomeno fu accolto a braccia aperte dai tifosi nerazzurri e segnò la prima rete con la nuova maglia alla seconda giornata contro il Bologna (4-2 vinta dall’Inter). In quella stagione, nonostante l’Inter arrivò seconda in campionato, vinse la Coppa UEFA, battendo per 3 reti a 0, la Lazio. Ronaldo, tuttavia, non riuscì nemmeno a scavalcare un infermabile Bierhoff nella classifica capocannonieri, fermandosi a 35 gol contro i 37 del talento tedesco. E’ questa la stagione del Pallone d’Oro, premio che gli venne conferito, a discapito di Mijatovic e di Zidàne, rispettivamente 2° e 3°, il 22 Dicembre 1997, giorno, appunto, che ricordiamo. La carriera di Ronaldo, risultò, successivamente, piena di infortuni. Molto noto, è quello al tendine rotuleo del ginocchio, accaduto contro il Lecce, la stagione successiva al, già citato, Pallone d’Oro. Quando ritornò dall’infortunio (dopo 6 mesi e un intervento chirurgico), il Fenomeno si infortunò allo stesso tendine, che stavolta, si ruppe completamente. Gli anni a seguire, il talento brasiliano, passò al Real Madrid, dove conquistò una Coppa Intercontinentale.

La vittoria con la Nazionale brasiliana nel Mondiale di Calcio del 2002, lo guidò alla conquista del secondo Pallone d’Oro (Dicembre 2002). Ronaldo, negli anni successivi, si trasferì al Milan per circa 7,5 milioni di euro. Ovviamente, non fu più il Ronaldo al top della forma. Non brillò come negli anni precedenti, ma fece, tuttavia, comunque bene con la maglia del Milan. Si giunge, dunque, fino al Febbraio 2011, quando all’età di 34 anni, decise di ritirarsi, uno dei più grandi calciatori brasiliano, e probabilmente, uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi. Il Fenomeno, era un calciatore abile con entrambi i piedi; forte fisicamente; conosciuto per i suoi dribbling con doppi passi; è stato anche uno dei giocatori più veloci al mondo, capace di raggiungere i 36 km/h. Come già detto, riuscì ad essere abbastanza prolifico, anche quando perse parte della sua velocità e della sua mobilità. Che dire più? Ronaldo rimane semplicemente uno dei giocatori che si guardavano restando a bocca aperta. Quando si pensa al Brasile si pensa a Ronaldo. E nonostante oggi, ce ne sia un altro di Ronaldo (Cristiano), il Fenomeno non verrà mai dimenticato e resterà uno dei calciatori più forti di tutti i tempi, inserito da Pelè nella top 125 del Marzo 2010, tra i più forti giocatori viventi e rientrato nella top 100, classificandosi 13°, tra i migliori calciatori del XX secolo (1999. Scritta da World Soccer). Concludiamo l’articolo dicendo che davanti ad un giocatore come Ronaldo, non possiamo che inchinarci, purtroppo, con la consapevolezza che calciatori come lui non nasceranno più.

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