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Cosi, Giancarlo Abete, a Marte Sport Live: “La creazione di questa Lega purtroppo non mi sorprende ed è un’accelerazione delle dinamiche economiche legate al calcio. Si spiegano anche in questo modo il blocco in Lega calcio rispetto al discorso dei fondi per i diritti tv. In ogni caso, per quanto giustamente l’Uefa e le Federazioni considerano quella dei 12 club firmatari una presa di posizione forte e arrogante, per me è da interpretare come invece un segnale di debolezza, trasferendo la complessità e la difficoltà dei propri bilanci economico-finanziari. Neanche il lancio del nuovo format della Champions a 36 squadre ha evidentemente colmato queste loro lacune, non risolvendo i problemi dei loro conti. La questione per me è un’altra: invece di aumentare i ricavi, le società in difficoltà economica dovrebbero contenere i costi, anche sulla scorta della crisi mondiale amplificata dalla pandemia. I Mondiali senza i giocatori delle squadre della SuperLega? Non so e non credo che si arrivi a questo. Mi spiego: c’è stata, giustamente, una reazione importante e compatta sia da parte delle istituzioni calcistiche che da parte dei governi dei paesi interessati. Tuttavia lo scontro non farebbe bene a nessuno. Questa situazione va governata, va aperto un dialogo dopo questo botta e risposta durissimo. Non è interesse di nessuno arrivare a uno scontro frontale: giocare un Mondiale o un Europeo senza i protagonisti significherebbe fare un torto al movimento calcio, ne perderebbero le stesse istituzioni che ora provano a difendere la loro giusta posizione. Inoltre, secondo il mio parere, senza club tipo Bayern, Psg e Borussia Dortmund, ovvero senza due dei cinque paesi calcistici più importanti in Europa, il potere contrattuale è debole e la loro iniziativa, ribadisco, è una mossa dettata per trasferire le difficoltà strutturali evidentemente non componibili con lo stato attuale delle competizioni calcistiche. Invece devono prevalere i valori di sana competizione, meritocrazia, universalità e trasversalità del calcio e per questo che va avviato un dialogo. Rispedire senza dubbio al mittente l’ipotesi della Superlega ma poi trarre un punto di incontro. Diversamente, a mio modo di vedere, ne perderebbe il prodotto calcio e ci sarebbero danni concreti anche per i soggetti che in questa disputa sono dalla parte della ragione”.

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